
Una sessione di jogging con scarpe potenziate e ologrammi mescolati alla natura, cala subito il lettore in un ambiente futuro ben delineato, introducendo al tempo stesso Rebecca, che vive e lavora da sola in una casa ipertecnologica immersa nel verde e un po’ isolata.
Di ritorno dalla sgambata mattutina, Rebe trova però davanti al cancello di casa il fratello Enzo, ingegnere robotico assente da molto tempo, che ha con sé una gallina.
Se il ricongiungimento fra i due appare all’inizio gioioso, ben presto dal loro passato comune emergono ruggini e dissapori che consentono all’autrice di avvicinarsi a tematiche come la fiducia fraterna, l’onestà, l’importanza delle figure materne e l’incapacità di cambiare vita. Il rapporto fra i due fatica a tornare quello di un tempo, come vorrebbe la sorella: lei è infatti intristita da una vita solitaria, rimpiange le madri (di cui si scopre troppo poco durante la lettura), e vive una situazione di empasse mitigata solo in parte dall’armadio pieno di vestiti; Enzo, genio forse incompreso, è invece ossessionato dal lavoro sul pennuto e pronto anche a gesti scriteriati pur di raggiungere il suo scopo.
A complicare le cose ci sono l’intromissione nella vita dei fratelli di altri personaggi come un misterioso Guerriero Pellegrino, mentre la presenza/assenza del fidanzato di Rebecca, Lino, autoconfinatosi in un bunker, sposta l’attenzione su questioni legate ai rapporti di coppia e su quanto l’amore, o la sua attesa, influenzi scelte di vita importanti.
Fra sentimenti altalenanti e passaggi repentini da un litigio a una manifestazione d’affetto, la gallina razzola per la casa e si sottopone a particolari sedute con Enzo, che cerca di interfacciarsi con lei per svelare il segreto di una possibile invasione aliena.
La trama è lineare e, pur incrociando spesso il passato dei fratelli, si affida in un unico caso al flashback, concentrandosi invece sul rapporto in continua evoluzione fra i due e
Silvia Righetti utilizza una linea sottile, morbida e uno stile caricaturale volutamente sgraziato, che a tratti sfocia nel grottesco. Si tratta di una precisa scelta stilistica, in grado da un lato di interpretare la confusione, sia esteriore sia interiore, dei personaggi, dall’altro di rappresentare le ambientazioni future, in particolare la casa di Rebe e gli scorci di una città visibili verso la fine del libro. L’impostazione delle tavole, pur costruite su principi classici con vignette regolari, appare eterogenea e smaliziata: l’autrice varia da una griglia tre per due o tre per tre, a pagine con una dozzina o più di vignette, ma non lesina sull’utilizzo di doppie, quadruple, illustrazioni a tutta pagina oppure vignette sovrapposte. In certi casi i bordi vengono eliminati, come nella pseudo sfilata di Rebecca a pagina 63.
Il libro è idealmente diviso in capitoli, non introdotti da un titolo dedicato ma da una piccola illustrazione che – ricordando alla lontana i glifi inseriti nelle puntate di Fringe di J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci – identifica un oggetto emblematico per la successiva narrazione. Per l’intimo mondo futuro di Cervello di gallina, Righetti sceglie il blu con le sue varie sfumature, utilizzate secondo necessità: più leggere e quasi eteree quando seguono la routine dei fratelli, più dense e dominanti nei cieli notturni o in sequenze particolari, come quando Enzo affronta la discesa in un pozzo da tavola 114 a 122.
È evidente l’attenzione dell’autrice anche nel confezionare il variegato e sterminato abbigliamento di Rebecca, che denota fantasia e contribuisce a creare un’atmosfera futuristica spesso affidata ai soli disegni anziché a spiegazioni testuali.
Il limite sta forse nel “non detto” (ciò che non si sa sulle madri, sul fidanzato, sulla gallina) utilizzato con troppa leggerezza dall’autrice, che sembra quasi creare di proposito – forse con un pizzico di inesperienza trattandosi del suo esordio su una storia lunga – alcuni passaggi narrativi ostici, probabilmente per ricalcare lo stato di confusione mentale dei protagonisti. Un’impostazione che può spingere il lettore meno attento e concentrato a non inquadrare a dovere il punto centrale della storia, svelato solo nel finale. Questi omissis, questa sospensione ricercata da Righetti, potrebbe insomma rendere il libro un’opera non adatta a un pubblico di massa abituato a divorare frettolosamente i fumetti. Il che, s’intende, non è un aspetto propriamente negativo.
Abbiamo parlato di:
Cervello di gallina
Silvia Righetti
Coconino Press, 2022
192 pagine, brossurato con bandelle, bicromia – 20,00 €
ISBN: 9788876186271








