
Questa nuova serie della Crossgen, nel nostro paese proposta dalla Dream Colours, è una piacevole sorpresa per diversi motivi. Il primo è sicuramente la qualità dello storytelling, avvincente, asciutto, ben congegnato e improntato su un desiderio d’avventura dall’ampio respiro, dallo stampo classico (e così non poteva non essere visto il soggetto trattato), nella quale si denota pero’ un giusto piglio moderno, ben dosato, che attualizza una tematica altresì facile alla banalizzazione. Chuck Dixon, lo scrittore, è consapevole dei canoni estetici che deve rimodellare per il gusto del lettore del nuovo millenio e lo fa con la maestria di chi, nell’editoria seriale, è (ed è il caso di dirlo) ben “navigato”.
Dei disegni di Steve Empting potrei dire la stessa cosa. Senza esagerare nelle spettacolarizzazioni, tanto di moda (ahimé) oggigiorno oltreoceano, l’artista riesce con un segno nitido e leggibile nell’intento di dare nuova linfa alla scuola del fumetto classico americano. Pur ricordando con nostalgia la sua collaborazione di un decennio fa su i Vendicatori, con questo lavoro sembra aver trovato una collocazione più consona al suo disegno che per alcuni potrebbe sembrare, erroneamente, fuori moda.

Troppo entusiasmo? Se rapportato ad un prodotto seriale, credo di no. Non sperate invece di trovare qui un fumetto d’autore (definizione di per sé discutibile).
Conclusione? Se non avete mai comprato un albo della Crossgen (anch’io prima d’ora non l’avevo mai fatto), questa è la volta buona; spendete i vostri 5 euro e vi ritroverete tra le mani un prodotto ben curato sia per la confezione editoriale che per la traduzione di Alessandro Bottero, a volte curiosa ed originale nel caratterizzare il rude parlato dei pirati.
Ma, soprattutto, verrete investiti da un sapore d’avventura e di mari lontani che sicuramente mancava nei nostri amati fumetti. Fidatevi. Parola di bucaniere!








