Capitan America #18: Nubi oscure sul futuro

Capitan America #18: Nubi oscure sul futuro
Con l'epilogo della seconda Guerra Civile tra supereroi, Nick Spencer mette in scena inquietanti presagi sulle storie a venire.

Lo spillato dedicato a presenta in questo numero due storie particolarmente significative all’interno del lungo percorso di e, nel caso della prima storia, anche in vista del prossimo grande evento Marvel, Secret Empire.

“Non tutti i giorni si fa la storia”

Presentato originariamente negli States in uno speciale one-shot, il lungo episodio d’apertura costituisce l’epilogo di Civil War II ma anche un tassello fondamentale per la comprensione dell’attuale status quo di Steve Rogers.

Il giuramento ci mostra infatti un Capitan America segretamente trasformato in un agente segreto dell’Hydra, che al contempo giura fedeltà alla sua patria come nuovo direttore dello S.H.I.E.L.D.

Rogers si comporta esattamente come tutti si aspetterebbero, mantenendo le sue caratteristiche di integrità e il suo essere disposto a tutto pur di difendere i propri ideali.
Al tempo stesso tutto questo viene ribaltato e il sogno americano diventa un incubo oscuro, che ci viene mostrato al termine di un lungo e intenso monologo. Difficile non intravedere tra queste nubi sul futuro le preoccupazioni di Nick Spencer, dichiaratamente democratico, per l’avvento dell’era Trump.

Il discorso fatto da Steve Rogers è il punto d’inizio del percorso narrativo di Secret Empire, una vera e propria dichiarazione d’intenti, resa se vogliamo ancora più inquietante dal dettaglio che questo Capitan America “malvagio” sta parlando a un uomo in coma e, di conseguenza, nessuno viene realmente messo a conoscenza del suo piano.

Con questa storia di fatto Spencer sfrutta in maniera intelligente le caratteristiche e le sfumature di Civil War II, innestandovi la propria visione del personaggio e utilizzandola come presupposto per le trame in corso di sviluppo da diversi mesi. L’episodio presenta interessanti analogie e differenze narrative e grafiche con l’epilogo della prima Civil War (La confessione, in Italia su Marvel Mix #68): mentre i ruoli tra Steve Rogers e Tony Stark sono invertiti, il significato generale di una vittoria sbagliata accomuna le due situazioni e persino le scelte per le inquadrature suggeriscono parallelismi tra i due finali.

Ai disegni si avvicendano cinque artisti, tra i quali spicca il lavoro di Rod Reis e , in grado di rendere visibili le varie sfumature emotive del volto di Steve Rogers. Particolarmente efficace poi la rappresentazione delle terrificanti visioni sull’America del futuro nelle ultime pagine, in grado di rendere il finale realmente shockante.

Il Capitan America engagé

Segue un episodio dedicato a Sam Wilson, l’altro Capitan America, che continua a essere un eroe fallace, per niente amato dalla gente comune e privo di quella patina di infallibilità che rende irrangiungibili tanti altri suoi “colleghi”. Rage, un suo alleato, viene imprigionato per un reato che non ha commesso e decide di diventare un esempio, di essere trattato come un qualsiasi altro cittadino di colore non facoltoso.

Molto realisticamente, Spencer mostra che non basta la forza bruta a tirarlo fuori dal carcere e che i pregiudizi, le differenze sociali e gli equivoci possono davvero avere un peso e a loro volta generare ulteriori danni in una catena pressoché infinita di ingiustizie.

Ancor prima che una serie supereroistica “pura”, il Captain America: Sam Wilson di Spencer è un riflesso lucido dei dibattiti politici e sociali che animano gli States negli ultimi anni, che spazia dalle tematiche razziali alle ingerenze delle forze dell’ordine nei quartieri d’appartenenza delle classi meno agiate, portando avanti un discorso coerente e un punto di vista coraggioso all’interno di una produzione mainstream.

Buone, pur senza punte di eccellenza, le matite di Angel Unzueta, autore di un lavoro certamente meno incisivo rispetto a quello degli altri artisti che si avvicendano per la collana, ovvero Daniel Acuña e Paul Renaud.

In conclusione, per entrambi gli eroi che si fregiano del titolo di Capitan America, Nick Spencer sta sviluppando storyline coinvolgenti e attuali in grado di indurre riflessioni profonde su questioni ampiamente dibattute e di risultare al tempo stesso avvincenti e inquietanti.

Abbiamo parlato di:
Capitan America #18 (Capitan America #88)
Nick Spencer, Rod Reis, Phil Noto, Raffaele Ienco, Szymon Kudranski, Dono Sanchez-Almara, Angel Unzueta
Traduzione di Pier Paolo Ronchetti
, settembre 2017
48 pagine, spillato, colore  – 2,90 €
ISBN: 977203756490970088

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