Čapek: Il Censimento degli Amici Immaginari

Čapek: Il Censimento degli Amici Immaginari
A inizio 2020, lettori da ogni parte d’Italia hanno aderito all’iniziativa di Čapek per il primo grande e indispensabile “Censimento degli Amici Immaginari”.

In occasione dell’uscita dell’atteso numero 2, che potete già preordinare qui, pubblichiamo una serie di pillole dedicate a Čapek: rivista aperiodica di fumetti, reportage, interviste, stranezze e vita campestre. Nata da un’associazione editoriale a delinquere tra cinque note realtà indipendenti, con storie diverse, che decidono di incontrarsi e fecondarsi: Strade Bianche, l’ultima reincarnazione della storica  di Marcello Baraghini; la rivista underground “Puck!” fondata dal fumettista Hurricane; la rivista e casa editrice di reportage narrativo CTRL magazine; il collettivo maceratese Uomini Nudi Che Corrono; e il festival di autoproduzioni AFA – Autoproduzioni Fichissime Andergraund.

Questa puntata è dedicata ai nostri Amici Immaginari. La redazione, infatti, ha lanciato un appello ai suoi lettori e alle sue lettrici, affinché la memoria dei loro amici immaginari d’infanzia (ma non solo) non andasse perduta. Agli inizi di gennaio 2020, lettori da ogni parte d’Italia hanno partecipato all’iniziativa di Čapek: partecipare al primo grande e indispensabile “Censimento degli Amici Immaginari”.

La campagna di arruolamento di Amici Immaginari, disegnata da Hurricane

Il Censimento degli Amici Immaginari

Chi è Franco?

“Franco è arrivato da me accompagnato da un amico di papà. Ero piccola, circa un anno e da quando ha messo piede in casa, lui, coi suoi occhioni azzurri, folti ricci fucsia ad uncino, una pallina rossa come naso e la sua irresistibile salopette blu abbinata ad una maglia a righe verticali rosa e gialla a mo’ di caramelle spumoni, ha fatto breccia nel mio cuore. Eravamo inseparabili, lo portavo addirittura con me la mattina di Natale ad aprire i regali. Mi proteggeva e mentre io crescevo, lui cambiava ruoli: fratello maggiore, compagno di giochi, rubacuori, moroso clandestino”

Franco non è mai esistito, perlomeno secondo la scienza. È uno delle decine di esseri semi-viventi che sono stati raccolti nel primo “Censimento degli amici immaginari”, contenuto nella parte chiara del nuovo numero di Čapek.

Oduben, la sfera pelosa - illustrazione di Lorenzo Mò
Oduben, la sfera pelosa – illustrazione di Lorenzo Mò

La redazione, infatti, ha lanciato un appello ai suoi lettori e alle sue lettrici, affinché la memoria dei loro amici immaginari d’infanzia (ma non solo) non andasse perduta.
Ha chiesto, dunque, di inviare via mail una descrizione il più possibile dettagliata e puntuale di questi compagni di giochi, di vita e di tutto il resto.
Si è poi passati alla catalogazione.
E diversi disegnatori sono stati incaricati di ricreare le fattezze di questi esseri che sono stati essenziali e invisibili agli occhi, per molti di noi: Sarah Mazzetti, Fabio Tonetto, Lorenzo Mò, Edoardo Baraldi, Nova e molti altri.

Tutto questo accadeva prima del lockdown.

Ma quale periodo può essere più fertile per la proliferazione di nuovi amici immaginari, che quello di una pandemia che ci ha costretti tra quattro mura per due mesi?

Peter Pan, il demone del rumore bianco - illustrazione di Nova
Peter Pan, il demone del rumore bianco – illustrazione di Nova

Insomma, se vi siete fatti degli amici immaginari potete tuttora scrivere a capekmagazine@gmail.com, e inviare le vostre descrizioni.
Il Censimento è un progetto titanico, che continuerà nei prossimi mesi, anni, e forse perfino decenni.

Una specie di precedente

Il leggendario precedente che ha ispirato la redazione di Čapek è un’operazione messa in pista nel 1946, dal celebre All Capp.
Nelle sue strisce di Li’l Abner, infatti, (non)compariva un personaggio, Lena the Hyena, la donna più brutta del mondo, che veniva citata ma mai mostrata.

Fu così che al geniale fumettista venne un’idea: rivolgersi ai lettori e chiedere di inviargli la loro versione di Lena. I disegni giunti furono oltre 500mila. La giuria chiamata a giudicarli era composta da Boris Karloff, attore divenuto celebre per la sua interpretazione del mostro di Frankenstein, Frank Sinatra e Salvador Dalì.
Già.

Il vincitore?
L’allora semi-sconosciuto Basil Wolverton, che poi divenne una delle matite più importanti della scena underground e non solo (nel 2009 il New York Times lo definì “il Michelangelo di Mad Magazine”…)

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