Canicola pubblica “Un ragazzo gentile” di Shin’ichi Abe

Canicola pubblica “Un ragazzo gentile” di  Shin’ichi Abe
Arriva finalmente in Italia l’opera inedita di Shin’ichi Abe, autore del gekiga manga e allievo di Yoshiharu Tsuge. Un ragazzo gentile è un capolavoro dal fascino drammatico che immerge nella vita intensa dell’autore.

Arriva finalmente in Italia l’opera inedita di Shin’ichi Abe, autore del gekiga manga e allievo di Yoshiharu Tsuge. Un ragazzo gentile è un capolavoro dal fascino drammatico che immerge nella vita intensa dell’autore, e nei paradisi della giovinezza. Un libro culto che rappresenta una delle vette del gekiga, il fumetto per adulti giapponese.

Shin’Ichi Abe è una figura cardine del gekiga giapponese, molto amato dai cultori di tutto il mondo. Un ragazzo gentile è un watakushi manga, un “fumetto dell’io” in prima persona, che c on uno stile personale e unico rimanda ai migliori lavori di Yoshiharu Tsuge, maestro di Abe.

Un ragazzo gentile è una selezione di undici straordinari racconti di stampo autobiografico realizzati per lo più negli anni Settanta e pubblicati su Garo, la maggiore rivista dell’epoca.  Attraverso un’esperienza di lettura unica e avvincente, la narrazione ci immerge nell’intimità dei personaggi, specchio delle esperienze di vita vissuta dell’autore. I protagonisti, giovani bohèmien, rimandano a certi film della Nouvelle Vague e in particolare a registi come Jean Eustache o Philippe Garrel che hanno indagato entusiasmi e oscurità della giovinezza.

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La musica, l’instabilità emotiva, i moti interiori, il sesso, sono al centro di una narrazione densa e magnetica che coinvolge dalle prime pagine. Un racconto drammatico che si impone anche con silenzi o onomatopee di rumori quasi impercettibili. Uno dei tratti distintivi d’autore di Abe è la completa e più intima esposizione di sé nelle storie che disegna dove via via si iniziano a percepire le crepe di una esistenza vissuta intensamente. Il libro ha ispirato il regista Tsubota Yoshifumi a realizzare un lungometraggio tratto dal racconto “Miyoko, l’atmosfera di Asagaya”, una delle storie di Un ragazzo gentile.

Un ragazzo gentile è un grande classico del gekiga giapponese che si impone come manifesto esistenziale dei giovani degli anni Settanta ad oggi.

Fino al 12 settembre, Un ragazzo gentile di Shin’ichi Abe in prevendita scontato del 15% sullo shop Canicola.

Shin’ichi Abe, Un ragazzo gentile
collana jason molina
184 pagine in b/n, 15×21, 2019
isbn 9788899524111
18 euro

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Shin’ichi Abe (Tagawa, 1950) Le sue prime pubblicazioni sul giornale della scuola sono influenzate dalle opere degli scrittori Yojiro Ishizaka, Noriyuki Kajiyama e del mangaka Shinji Nagashima. In particolare quest’ultimo diventa il suo idolo e nel 1968, all’età di 17 anni, scappa ad Asagaya per incontrarlo. Nagashima gli consiglia di tornare finiti gli studi e così sarà. In questo periodo la vita di Abe prende una direzione pressoché definitiva: matura la convinzione di diventare mangaka e incontra la sua futura compagna e musa Miyoko Hatanaka. Dopo alcune collaborazioni con le riviste Big comic e COM la svolta si compie nel 1970, quando pubblica il racconto “Un ragazzo gentile” per la leggendaria Garo.
La rivista richiama attorno a sé un ambiente vivace e stimolante per il giovane Abe che ha modo di conoscere da vicino il lavoro di Seiichi Nagashima, Tadao Tsuge e soprattutto di Yoshiharu Tsuge.
Quest’ultimo si rivela un’influenza fondamentale nel suo lavoro tanto che oggi Abe è considerato il principale erede di quello stile intimo, crudo e universale con cui l’autore de L’uomo senza talento ha rivoluzionato il mondo del fumetto dando vita al watakushi manga, “il fumetto dell’io”. Risale a questo periodo la decisione di trasferirsi a Tokyo insieme a Miyoko. Il rapporto tra i due si arricchisce dal punto di vista artistico, Abe ne fa sempre più spesso il personaggio principale di racconti e disegni. Nel 1971 pur continuando con Garo allarga le sue collaborazioni alla rivista Young Comic dove conosce gli autori Oji Suzuki e Masuzo Furukawa.
I tre stringono un rapporto d’intensa amicizia e sintonia al punto da essere definiti “il trio”. A metà degli anni Settanta la sua salute mentale inizia a deteriorarsi, la sua fragilità è aggravata da una sempre più smodata abitudine a bere e Abe, in cerca di stabilità e senso, si rivolge alla congregazione religiosa di Shoho. Qui i suoi mentori criticano la degenerazione di alcuni dei suoi lavori, che definiscono inquietanti e pornografici (nel 1977, ad esempio, aveva disegnato per la rivista erotica Erotopia), e gli consigliano di abbandonare l’attività di mangaka e di fondare una famiglia. Abe torna alla sua città natale, diventa padre e lavora come impiegato amministrativo.

È però continuamente combattuto tra il senso di colpa e il bisogno di disegnare. Lavora a diversi progetti che non conclude e il dilemma finisce per fiaccarne lo spirito. La sua produzione, inframezzata dai soggiorni in ospedale, è ormai caotica tanto nello stile quanto nella narrazione. Durante gli anni Novanta sono in molti a raggiungerlo nel sud per testimoniargli ammirazione e vicinanza, tra questi Katsuiki Nagai, il direttore di Garo, lo scrittore Mitsunari Oizumi e il suo vecchio amico Masuzo Furukawa. Abe torna allora alla scrittura e il suo romanzo, La Bibbia, è pubblicato a puntate su Garo nel 2000; successivamente il fumettista Takashi Nemoto lo assiste nella realizzazione di una serie di racconti che l’editore Seirin Kogeisha avrebbe pubblicato all’interno della rivista AX.

Canicola associazione culturale è nata a Bologna nel 2004. Attraverso un progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo, esposizioni, workshop, laboratori con i bambini, presenza a festival, si occupa di fumetto contemporaneo e disegno. Canicola ha ricevuto per la sua attività diversi premi e riconoscimenti nazionali e all’estero.

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