
Ce lo ha dimostrato nell’incontro fra un fumettista e un viticoltore ne Gli ignoranti e lo fa oggi raccontando una nuova sfaccettatura della sua Francia nella sua prima commedia, Il cane strabico.
Fabien fa il guardiano al Louvre, e ha una relazione con Mathilde, la cui famiglia di imprenditori di provincia – caricaturalmente semplice quanto grezza e chiassosa – vorrebbe far valutare il quadro di un avo trovato nel granaio, “Il cane strabico” appunto, per capire se è una crosta o un capolavoro. Fabien propende per la prima ipotesi ma per non offendere i fratelli dell’amata scatena una commedia degli equivoci basata sull’esposizione dell’opera fra le sale stesse del museo più famoso di Francia.
Un volume dall’umorismo sotteso, fine e sottile anche nella domanda che pone al lettore fra le righe: quali opere meritano di essere esposte? Chi lo decide? In base a cosa? E cos’è, in fondo, l’Arte?
Dai personaggi perfettamente delineati alla grafica in bianco e nero, come quella dei taccuini di chi si esercita direttamente nei grandi musei, il volume – pubblicato in collaborazione con le edizioni del Louvre – si muove metaforicamente fra le sale dell’edificio mostrando le folle adoranti davanti alle opere che qualcuno ha scelto di esporre.
Abbiamo parlato di:
Il cane strabico
Étienne Davodeau
001 edizioni, aprile 2016
144 pagine, brossurato, bianco e nero – 18,90 €
ISBN: 8897846513









