Brucia di Silvia Rocchi: quando il lavoro distrugge l’anima

Brucia di Silvia Rocchi: quando il lavoro distrugge l’anima
Una fabbrica metalmeccanica, la provincia italiana, l'amicizia tra due donne. E la catastrofe che cambia per sempre le loro vite. La tragedia degli incidenti sul lavoro raccontata per Rizzoli Lizard da Silvia Rocchi: un racconto duro, secco, straziante, che sceglie il minimalismo e il distacco come linee narrative.

Silvia-Rocchi-Brucia-Rizzoli-Lizard-Roma-2017_Recensioni Italia e morti sul lavoro, un connubio purtroppo sempre attuale, tanto da sembrare inevitabile e “normale”: un numero che nel 2017 è tornato a salire, fino a 864 decessi, unito a un aumento del 7% di denunce di infortuni sul lavoro, secondo dati INAIL. E la storia del nostro paese è piena di grandi tragedie, soprattutto nei settori dell’industria pesante, come la strage dei cantieri navali Mecnavi del 1987 o il drammatico rogo della Thyssenkrupp di Torino nel 2007, in cui morirono  sette operai.

Storie di morti, di famiglie straziate, di giustizia cercata e non sempre avuta, di vuoti che non si riescono a colmare.
Ed è proprio di questi vuoti che si occupa , trentenne autrice  pisana: il riferimento alla città d’origine non è casuale, visto che la costa toscana è ricca di aziende siderurgiche e metallurgiche protagoniste di tristi vicende del passato.

Brucia è racconto particolare, che narra una di queste storie da una prospettiva diversa, ovvero quella di una peculiare e intensa amicizia: Maria, moglie di Davide, lavoratore della Zeni Sider, e Tamara, giovane figlia dei dirigenti dell’azienda, sono due donne molto diverse, separate dall’età, dalle esperienze, dallo stile di vita.
Eppure la routine della piccola cittadina in cui vivono le unisce: un paese nato attorno alla fabbrica che dà lavoro a tutti, un’esistenza scandita da feste, cotte, interrogazioni, assenze dal lavoro per accudire una madre malata e sogni di un vita diversa, lontana da lì. Ma il fuoco e la tragedia spazzano via sogni e speranze, trasformando per sempre la vita delle due donne.

Silvia Rocchi racconta con naturalezza e ritmo cadenzato la vita della classe operaia degli anni ’70 e ’80, soffermandosi su particolari che rendono la vicenda vivida e ricostruiscono le atmosfere della provincia italiana nei minimi dettagli.
Brucia_1_Recensioni Il tratto dell’autrice, fatto di matite e carboncini che giocano con il bianco della tavola per definire personaggi e paesaggi, crea un clima sospeso, quasi statico, che sembra avanzare a piccolissimi passi verso un futuro indefinito, un clima artificiale e straniante che si può respirare nei lavori di fumettiste mitteleuropee come Aisha Franz e Josephin Ritschel.

A metà della vicenda, la ripetizione di alcune scene da punti di vista diversi e l’irruzione del colore rosso preannunciano il disastro, che esplode in tre tavole che distruggono la struttura regolare della pagina, fino ad allora scandita da una divisione in quattro vignette o suoi sottomultipli.

Con poche linee e un piccolo cambiamento dello storytelling, l’autrice dimostra tutta la sua bravura nel creare tensione e dramma, passando da un ritmo dilatato a uno sempre più intenso, fino a bloccarsi di netto per affogare il dolore e la sofferenza di Maria in un tratteggio nero cupissimo.

Non sempre però questo stile risulta efficace: il minimalismo del bianco e nero in alcuni casi riesce a esprimere in maniera coinvolgente il dramma delle protagoniste (interessante è in questo senso l’uso di “fiamme nere” che nascono da Maria, quasi come le ali di un angelo inseguito dall’incubo della morte). In altri passaggi, il ritmo lento, la rigidità dei personaggi e delle tavole in cui sono ingabbiati, così come le inquadrature coi cui sono ripresi crea un distacco emotivo troppo deciso e allontana il lettore dai fatti narrati: l’uso di questo distacco è sicuramente utile e contestuale allo sviluppo della vicenda e del suo climax, ma in alcuni frangenti risulta disequilibrato.

Nonostante questo, Brucia è un’opera che riesce  trasmettere emozioni forti e che ricostruisce in maniera secca e straziante una parte della storia industriale e operaia del nostro paese, confermando la costante crescita di Silvia Rocchi, un’autrice sempre più consapevole, dalle grandi capacità e dal grande potenziale.

Abbiamo parlato di:
Brucia
Silvia Rocchi
– novembre 2017
160 pagine, bianco e nero, brossurato – 18,00 €
ISBN: 9788817098069

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