Blue Baron, un perfetto connubio tra supereroismo classico e moderno

Blue Baron, un perfetto connubio tra supereroismo classico e moderno
Un fumetto inedito riporta in Italia quel Sense of Wonder che abbiamo imparato ad amare con gli albi Marvel pubblicati dall’Editoriale Corno negli anni ‘70.

Blue Baron-coverBisogna dare atto ad Antonio Marangi e alla sua casa editrice che certamente non mancano loro il coraggio e la passione per i fumetti. Altrimenti non sarebbe spiegabile la scelta (nonché atto di fede) di lanciare in pochi mesi due nuove testate per il difficile circuito delle edicole, in controtendenza alla situazione di un mercato sempre più ristretto in Italia, le cui dinamiche sono rese ancor più complicate dalla situazione pandemica.

Un ulteriore plauso lo merita anche la scelta dei titoli distribuiti, difficilmente classificabili e felicemente alternativi: infatti, dopo la conclusione della sitcom horror Super Suckers, la Sbam lancia un altro titolo della casa editrice americana Sitcomics, ovvero questo Blue Baron che costituisce una sorpresa, soprattutto per la fascia di appassionati dei fumetti pubblicati dalla mitica degli anni ‘70.

Al centro di questa miniserie di 6 episodi (pubblicata in tre albi brossurati con formato ridotto e un buon rapporto di qualità-prezzo), c’è una moderna rivisitazione del mito del supereroe seguendo al tempo stesso le classiche regole del fumetto della Age. E infatti Blue Baron è un’operazione volutamente vintage e nostalgica, che rimanda, per impostazione dei personaggi e narrazione visiva, ai comic book degli anni ‘60 e ‘70 della , grazie all’apporto di due grandi nomi del passato quali Ron Frenz (disegni) e Sal Buscema (chine) su testi di Darin Henry, sceneggiatore di serie tv come Seinfeild e autore del succitato Super Suckers.

L’aspetto nostalgico è però solo stilistico, nel senso che non è l’unico elemento su cui poggia . Non è il “cosa” ma il “come” a fare la differenza nel rapporto testi-disegni, perché questo fumetto contiene idee moderne e solidissime al suo interno, basandosi su alcuni archetipi fumettistici, ma senza cadere nella trappola del citazionismo. Infatti, tradendo il suo background professionale, Darin Henry non si limita a realizzare un omaggio celebrativo di una gloriosa era fumettistica, ma ne rimodula gli archetipi e i canoni narrativi mescolandoli ai ritmi e le dinamiche delle sit-com con un personaggio dal look retrò/pacchiano – il Blue Baron del titolo – che condensa in sé tutti gli elementi caratterizzanti di personaggi iconici come , Batman, e Captain America, rispolverando i concetti alla base del mito del supereroe: una superiorità tanto fisica quanto morale, quest’ultima composta da idealismo, nobiltà d’animo, eroismo e abnegazione.

Blue Baron-pagLa trama, con non pochi colpi di scena e una felice impostazione da comedy televisiva, racconta il legame tra un potente supereroe legato ai valori del passato e un adolescente appassionato di scienze, tra confraternite di criminali variopinti e kitsch (alcuni geniali), miliardari dalla doppia vita, il classico laboratorio ipertecnologico e gli altrettanto classici scontri supereroistici. Una storia che ripercorre tutti i topoi del fumetto americano di 50 anni fa (compreso il tipico scambio di corpi che genera numerosi sviluppi narrativi, anche comici), rielaborandoli in maniera intelligente e costituendo un nostalgico divertissement assolutamente non banale.

Sul fronte estetico, le matite di Ron Frenz (Thor, ), sublimate dalle chine di Sal Buscema (The Incredible Hulk, Captain America, The Defenders) stupiscono tanto per dinamismo quanto per la cura dei dettagli, non solo scenografici, ma anche inerenti la fisicità e l’espressività dei personaggi. C’è un ottimo storytelling, con una costruzione narrativa solida composta da molte inquadrature con più prospettive e soluzioni visive complesse, seguendo le regole classiche del fumetto americano (persino nell’uso delle onomatopee sonore), senza contaminazioni di altri linguaggi visivi come quello oppure cinematografico.
L’impostazione delle tavole vede un uso molto equilibrato della gabbia di vignette, classico quanto arioso, concedendosi anche qualche sperimentalismo sensazionalista che ne stravolge i confini con un notevole impatto visivo. La qualità della carta è molto standard, supponiamo per mantenere un prezzo accessibile, ma con una colorazione ipersatura.

Gradevole ciliegina la presenza delle classiche note editoriali a corredo dell’albo, con interessanti articoli ad apertura e chiusura di sommario firmati da Roberto Orzetti e lo stesso Antonio Marangi.

Abbiamo parlato di:
Blue Baron #1
Darin Henry, Ron Frenz, Sal Buscema, Glenn Whitmore
Traduzione di Davide Gallotti
Sbam Comics, 2021
64 pagine, brossurato, a colori – € 3.90
ISBN: 27244601

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