Blake e Mortimer: l’urlo del Moloch terrorizza Londra

Blake e Mortimer: l’urlo del Moloch terrorizza Londra
L’urlo del Moloch riprende le vicende dell’Onda Septimus e prefigura una nuova linea narrativa nell’universo di Blake e Mortimer.
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L’urlo del Moloch è la ventesima avventura di , firmata da Jean Dufaux alla sceneggiatura con Christian Cailleaux e Étienne Schréder ai disegni (colori di Laurence Croix), e riprende il filo narrativo de L’Onda Septimus (2013), scritta sempre da Dufaux e disegnata da Schréder e Antoine Aubin, che ruotava attorno a un manufatto alieno che consentiva il controllo mentale e alla distruzione dell’astronave che lo custodiva. Qui scopriamo che quell’astronave era parte di una spedizione e muove dal recupero di un membro dell’equipaggio (il Moloch del titolo). si trovano quindi a cercare di neutralizzare la nuova minaccia, che cresce nell’ombra ambigua dei progetti militari governativi, guidati dal Professor Scaramian.

Punto di forza della costruzione è senza dubbio la compressione degli eventi, che rende incalzante una trama alla fine molto lineare. Ad animare il racconto il senso di costante urgenza, reso attraverso il continuo spostamento fra i vari scenari della vicenda al seguito dell’uno o l’altro dei protagonisti. Non mancano momenti in cui il flusso si inceppa: le scene al Bedlam Hospice, dove sono ricoverati Olrik e la squadra del Capitano Blanks dopo gli eventi dell’Onda Septimus, sono confuse; quella, importante, che si svolge in un pub, lascia perplessi per il banale motivo che il locale sembra abbandonato, senza nemmeno un proprietario o un inserviente che abbiano modo di riferire sugli eventi; la proliferazione dei geroglifici, che marca il climax della seconda parte, sembra inizialmente avvenire in una Londra deserta, salvo poi ritrovare i londinesi nei rifugi e nella metro per proteggersi; infine, nel suo piccolo, anche la sorpresa di Blake nello scoprire un’informazione (tavola 36) è enfatizzata senza motivo, poiché già nota al lettore. In tutto questo, il comportamento finale di Olrik verso Mortimer è incoerente, ma almeno messo in scena con chiarezza.

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Jean Dufaux, Christian Cailleaux Étienne Schréder, Laurence Croix, L’urlo del Moloch, Alessandro Editore, 2020, p. 5 (chine).

Il contenimento dell’invadenza delle famigerate didascalie jacobsiane accelera il ritmo dello sviluppo dell’intreccio, marcato dalla progressiva diffusione sulle pareti degli edifici londinesi di una misteriosa serie di simboli: non si tratta più semplicemente di un logo, come ai tempi del marchio Giallo, ma di un messaggio strutturato, che trasmette informazioni verso lo spazio. Tavola dopo tavola, la tensione cresce: la fitta rete di vignette accumula dettagli, mentre, in piena osservanza dello stile Jacobs, sono le dominanti cromatiche a definire l’atmosfera e il tono emotivo delle varie scene, dando leggibilità anche a tavole articolate. Esemplari, in questo senso, le tavole 12-14, pervase da una gelida luce azzurra, o la 19 con il suo rosso cupo. Si nota d’altra parte in certe occasioni (si veda ad esempio la tavola 51) un’assenza di sfondi che, generando una brusca decontestualizzazione spaziale, interrompe il flusso di lettura piuttosto che focalizzarne l’attenzione. Così, mentre la citazione della vendita all’asta della copertina originale del Segreto dell’Espadon ha il sapore dell’omaggio fuori luogo, quella del whisky Kavalan (prodotto a partire dal 2005 [http://www.kavalanwhisky.com/], mentre l’azione si svolge intorno al 1950), ben evidenziata nella tavola 26, lascia l’impressione di un volontario gioco di caccia all’errore con il lettore.

L’urlo del Moloch è un’avventura largamente costruita sull’azione, che mette in evidenza il contrasto fra i protagonisti e le trame del potere ufficiale e lascia ai margini lo sviluppo dei personaggi secondari, sebbene ne faccia intravedere le potenzialità. Da Lady Rowana, al Professor Scaramian, passando per Deskitt e il pilota alieno, tutti sono lasciati allo stadio di figurina e ingranaggio per l’intreccio. Ogni personaggio, anche le comparse, è tuttavia individuato da una precisa fisionomia, da una fisiognomica che lo rende unico (peccato Olrik esibisca sempre un ghigno che finisce per apparire una posa); solo la Regina Elisabetta soffre di una bizzarra discontinuità fra la sua apparizione nelle prime tavole, dove appare giovane e vitale, e quella nelle ultime, nelle quali la vediamo appesantita e leggermente ingobbita.

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Jean Dufaux, Christian Cailleaux Étienne Schréder, Laurence Croix, L’urlo del Moloch, Alessandro Editore, 2020, p. 14 (chine).

In conclusione, L’urlo del Moloch risulta una lettura godibile, basata su un’azione serrata che al tempo stesso accumula la tensione e penalizza la chiarezza dell’intreccio. Il finale non svela l’identità dei responsabili del progetto di utilizzo militare del manufatto alieno e lascia quindi aperta la porta a ulteriori sviluppi della vicenda. Questa apertura è l’elemento più interessante dal punto di vista dell’economia generale della saga: ci troviamo infatti con una nuova linea narrativa, che origina dalle storie di Jacobs (Il segreto della piramide, Il marchio giallo) e ne sviluppa gli spunti in maniera autonoma rispetto agli altri episodi della saga. Dopo quelli (anzi: parallelamente a quelli) di van Hamme e Sante, ora abbiamo quindi anche i di Dufaux. Da vedere se e come Dufaux svilupperà ulteriormente gli elementi fantascientifici, la trama complottista e i personaggi dei protagonisti. L’albo ha ricevuto numerosi pareri ferocemente negativi dai lettori francofoni (per una carrellata, si legga la pagina dedicata sul forum Centaur Club e sul sito bedetheque), indirizzati praticamente a ogni suo aspetto: a nostro parere largamente ingenerosi, ripropongono però con forza il punto delle aspettative sulle Avventure di da parte dei suoi appassionati e il senso stesso (al di là delle ovvie logiche commerciali) della loro continuazione.

Abbiamo parlato di:
Le Avventure di 27 – L’urlo del Moloch
Jean Dufaux, Christian Cailleaux, Étienne Schréder, Laurence Croix
Traduzione non accreditata
Alessandro Editore, 2020
56 pagine, cartonato, colori – 18,99€
ISBN: 9788882854171

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