
Nel primo caso, come gli stessi autori fanno notare nelle note finali, abbiamo la rappresentazione di una natura vista come una forza neutra, super partes, che pare avere scarso o nullo interesse nelle vicende umane, che persegue solo il suo scopo di sopravvivenza e mantenimento di un equilibrio fatto di cicli vitali. Tutto questo finché non incontra l’uomo, che la manipola e la usa per i suoi obiettivi, di fatto rendendola pericolosa e “mostruosa”.
La natura non se ne rende neppure conto, il suo scopo non è attaccare con cattiveria o distruggere; eppure, nelle mani di un personaggio che potremmo definire positivo con riserva, eccola assumere una connotazione malvagia e diventare una forza distruttiva.
Nel secondo caso, invece, i riflettori sono puntati sulla protagonista, abitante di un villaggio raso al suolo dai vichinghi, unica sopravvissuta e testimone di atroci violenze. Ragazza provata, distrutta moralmente e fisicamente, pronta a morire, ma che nell’attimo prima della fine trova una piccola motivazione ad andare avanti, e riesce infine a vendicarsi del male ricevuto. Eppure quello che sembra un personaggio facile da interpretare e giudicare, eroina di un racconto lineare e semplice, si rivela invece molto più sfaccettata, e capace di portare il lettore a più di una riflessione.
In effetti, a cosa porta la seconda possibilità che la ragazza riceve? Di fatto a nulla: la vediamo rimanere lì, sulle ceneri del suo mondo, in gelida attesa. E quando la sua pazienza viene ricompensata, qual è la sua ricompensa? A vederla seduta in riva al mare con espressione vuota, persa nei suoi pensieri, sembra che il suo calvario sia destinato a non avere fine, e che la vittoria non le abbia portato niente. Solo un giorno leggermente diverso dagli altri, e destinato a essere seguito da una miriade di altri giorni vuoti e muti, senza scopo, senza costrutto.

Black Sand è un albo breve, muto, nel quale Gianluca Girelli racconta in sole 28 pagine una storia volutamente ridotta all’osso, semplice ma non semplicistica, che convince più per ciò che suggerisce che per ciò che racconta (ed è un complimento, sempre che vari sottotesti siano reali), supportata dai bei disegni in toni di grigio di NastasiaKirchmayr, molto a suo agio con le atmosfere plumbee del racconto e capace di utilizzare al meglio il contrasto tra i bianchi netti e i neri assoluti, incombenti, creatori di inquietudini.
Molto piacevole lo stile dalle vaghe influenze francesi – sarebbe interessante sapere se sono punti di riferimento dell’autrice alcune personalità eminenti del racconto macabro come Emily Carroll ed Edward Gorey – e bella la costruzione della tavola dalle vignette arrotondate, irregolari, che paiono essere tante pietre accatastate le une sulle altre fino a costruire un muro di cinta. Tutto, in effetti, funziona bene: i personaggi, le espressioni, le ambientazioni e anche le creature marine, molto efficaci nel loro non essere volutamente esagerate, o originali a tutti i costi.

Altra cosa che poteva essere evitata è l’inserimento nelle note finali di elementi del racconto che nella storia non appaiono affatto, come ad esempio la precisazione su dove sia ambientato l’albo, chi ne siano i protagonisti, e quale sia la spiegazione di ciò che si vede. Solitamente, una buona storia dovrebbe contenere in sé tutte le parti necessarie per essere capita o interpretata, anche quelle più superficiali o di minore importanza. Ma ben sapendo quanto sia complicato raccontare una storia breve, e che le troppo poche pagine a volte non fanno giustizia a una buona idea, non si può non apprezzare Black Sand. Sia per il racconto comunque compiuto e sfaccettato (peccato però non poter leggere neppure una riga di testo), sia per i disegni di un’autrice davvero interessante e personale.
Il collettivo Storie Brute auspica a creare fumetti in cui accuratezza e verosimiglianza storiche sono poste in posizione predominante. Nei volumi che hanno pubblicato finora, compresi anche quelli dedicati all’avventura intesa nel senso più fantastico o “fantasy” del termine, appare chiaro come abbiano perfettamente rispettato la loro filosofia, pur senza dimenticarsi delle esigenze del pubblico. In questo senso, Black Sand si dimostra sicuramente un’ulteriore prova positiva.
Abbiamo parlato di:
Black Sand
Gianluca Girelli, Nastasia Kirchmayr
Storie Brute, 2019
Spillato, 28 pagine, bianco e nero – 5.00 €
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