Batman e Catwoman di King: scene da un non-matrimonio

Batman e Catwoman di King: scene da un non-matrimonio
Batman e Catwoman – Il Matrimonio raccoglie una serie di momenti cruciali del romance fra Bruce Wayne e Selina Kyle: volume di celebrazione, offre spunti interessanti sull’approccio di King al personaggio. Arricchiscono il volume, pinup, cover alternative e la sceneggiatura del n. 44.

batman-catwoman-matrimonio-cover-dc_Recensioni e Catwoman  – Il matrimonio raccoglie alcuni episodi cruciali del romance fra Bruce Wayne/Batman e Selina Kyle/Catwoman: Bruce che chiede la mano di Selina (Batman #24 – Ogni epilogo è un preludio), Catwoman che si procura l’abito nuziale (Batman #44 – Sposa o ladra), il Joker che tenta di impedire il matrimonio (DC Nation, vol. 2 #0 – Il tuo grande giorno, Batman #48-9 – Il testimone di nozze), la giornata del matrimonio (Batman #50 – Il matrimonio di Batman e Catwoman) e una versione alternativa della vicenda (Batman Annual #2 – Un giorno o l’altro).

In questo approfondimento, vedremo come questi episodi mostrino alcune delle caratteristiche dell’approccio di al personaggio e sul suo stile: il confronto con la storia del rapporto fra i due, la capacità tecnica di scrittura, la scelta di una soluzione (per la testata regolare) che funge da apertura alla seconda fase della run e non come chiusura di un arco.

I started Something that I couldn’t finish

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Fig. 1. Joëlle Jones, , Batman #44, .

Più ancora dell’episodio Superamici (Batman #36-7), l’episodio Sposa o ladra mostra la capacità narrativa di King, che intreccia il furto dell’abito da sposa da parte di Selina con i ricordi degli incontri con Batman. L’oscillazione fra memoria e presente, passato e futuro è contemporaneamente uno strumento ritmico e un mezzo per mostrare l’intensità del sentimento fra i due protagonisti.

Inoltre alla cifra stilistica si aggiunge il virtuosismo del recupero di momenti della vita reale/editoriale dei due, poiché King e citano scene da passati episodi che cadenzano la decennale vicenda dei due personaggi. Quella così ricostruita è una trama che ripercorre tutta la loro vita, proponendo una prospettiva della quale la loro storia d’amore è il punto focale delle loro esistenze.

Sposa o ladra è pura commedia che si esprime con profondo affetto e un pizzico di ironia, illuminata dalla bellezza di Selina, che compie quello che potrebbe essere il suo ultimo gesto da ladra, acquisendo l’oggetto simbolo del cambiamento che le si prospetta. È commedia da Hollywood antica, quella che portava gli spettatori in mondi di lustrini e agi, lontano dalle preoccupazioni della vita quotidiana. Alla luce di questo episodio, potremmo immaginarci Batman e Catwoman protagonisti di una serie giallo rosa tipo L’uomo ombra (1934-47, con Myrna Loy e William Powell, ispirata ai romanzi di Dashiell Hammet) o di film brillanti come l’hitchockiano Caccia al ladro (1956) o Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966, di Wililam Wyler con Audrey Hepburn – ovvio riferimento per l’interpretazione di Selina).

Questa suggestione ci porta a una riflessione che merita uno specifico approfondimento che vogliamo almeno accennare: l’immaginario supereroico non è di fatto più lontano di altri dall’esperienza reale, cosicché la distanza delle sue storie dal vissuto dei lettori è solo una scelta di poetica, di forma espressiva e linea editoriale. A dircelo è proprio un racconto come Sposa o ladra, che è profondamente supereroico, perché integrato nella vicenda batmaniana, con modi di raffinato intrattenimento per tutti, al punto che risulta del tutto leggibile anche a chi abbia una superficiale conoscenza della relazione fra i due personaggi.

Strangeways, here we come

Selina, non lo capisci? […] Lui non può essere felice e allo stesso tempo essere Batman”.

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Fig. 2. Tom King, Mikel Janin, June Chung, Batman #49, p. 6.

Il Joker e Catwoman sono distesi su un cumulo di macerie dentro una chiesa. Il Joker ha compiuto una strage, sparato in faccia a Batman; Catwoman ha tentato di ucciderlo. Ora lui si tiene chiusa la giugulare con una mano per non morire dissanguato; lei fa lo stesso con una ferita profonda all’addome (Fig. 2).

Rievocano il passato, i loro scontri con Batman, le loro motivazioni e a conclusione di questo dialogo surreale il Joker sentenzia l’inconciliabilità fra Batman e la felicità. È la più cattiva delle frasi per Selina, perché le sbatte in faccia la sua paura più grande: che l’amore fra lei e Bruce sia meno importante del loro mito, dei ruoli ai quali il resto del mondo li ha inchiodati.

In questo confronto il Joker è portavoce della stabilità, della perpetuazione dello status quo, è colui che distrugge perché tutto resti uguale; Selina porta il cambiamento, sfida i ruoli precostituiti, indica nuove possibilità. I due sono distesi doloranti sopra uno strato di calcinacci, poiché il Joker ha fatto esplodere una bomba nascosta nel crocifisso sopra l’altare; Batman è fuori gioco e fuori campo.

La metafora è evidente: un vecchio ordine è stato appena distrutto e i due rivali combattono per stabilire quale visione seguirà il nuovo mondo: la lunga schermaglia dialettica si svolge sul filo della morte a indicare che l’alternativa sconfitta sarà cancellata.

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Fig. 3. Tom King, Mikel Janin, June Chung, Batman #49, p. 23

Il finale è denso e teatrale (Fig. 3). Nell’ultima tavola Batman torna a parlare, pur restando fuori campo: Selina è seduta e abbraccia il corpo del Joker che le è svenuto addosso. Mentre Batman parla (“non so che cosa volesse il Joker, ma ce la faremo, te lo giuro”), Selina inizia a ridere. Prima un riso sommesso, poi una risata che le deforma il volto.

La scena ha un ovvio richiamo a The Killing Joke, ma, ben più che il riferimento, pesa il significato: quella è la risata del Joker e significa che Selina ne ha accettato le ragioni. Questo passaggio è amplificato dalla trasformazione del suo viso: Janin ha sempre interpretato Selina con estrema delicatezza e dolcezza e anche lungo tutta l’agonia mostrata in queste pagine, il suo volto resta sereno e illuminato dalla luce del sentimento. Nell’ultima immagine, invece, il disegnatore stringe l’inquadratura in un primo piano che letteralmente sfigura i lineamenti di Selina.

Data la scelta di King per lo scioglimento della prima fase del romance, questa tavola di chiusura rende di fatto superfluo l’episodio successivo, che si segnala per l’enfasi retorica e non aggiunge niente alla vicenda, riducendosi a una scatola vuota pur di pregevole fattura tecnica. La galleria di pin-up che si intreccia al racconto amplifica il senso di celebrazione ma, proprio per quanto sopra scritto, rimane la celebrazione kitsch di una sfida mancata ai luoghi comuni su Batman enunciati dal Joker, un omaggio al mito. M
eglio sarebbe stato, allora, comporlo di sole pin-up, trasformandolo in un albo di “belle immagini”, buono per edizioni lussuose a consumo dei fan. Si sarebbe cioè potuto eliminare la parte di intreccio, creare così un’ellissi narrativa che avrebbe lasciato spazio all’immaginazione e quindi ripartire dalla disperazione di Bruce Wayne/Batman e dalla scomparsa di Selina.

Last Night I Dreamt that Somebody Loved Me

La sfida alla visione tradizionale di Batman promossa dal Joker viene invece raccolta in Un giorno o l’altro, sebbene depotenziata dall’essere posta in un limbo alternativo, ridotta a ipotesi di lavoro rigettata (Fig. 4). Eppure c’è più cuore e senso in una sola tavola di questo racconto alternativo che in tutto il rutilante albo del matrimonio, che resta l’episodio più debole (sinora) di tutto il lungo romance.

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Fig. 4. Tom King, Michael Lark, Batman Annual vol. 2, p. 31.

La forza dell’idea di Un giorno o l’altro è tutta qui: nel mostrare che Batman può essere contemporaneamente giustiziere e individuo, che la combinazione fra ruolo pubblico e vita privata può essere virtuosa – come sperimentato da Scott Free e Big Barda in Mister Miracle.

Detto in altre parole: nel mondo di Un giorno o l’altro Selina non si è lasciata sconfiggere dal Joker. Quello che effettivamente vediamo è un breve squarcio della vecchiaia della coppia, concentrata in otto tavole: non sappiamo attraverso quali strani percorsi abbiano vissuto il loro amore, ma questo squarcio è tanto sintetico quanto suggestivo. Il solo pensiero che questo episodio possa essere ciò che rimane di un progetto abortito, una serie finita o un romanzo grafico che esplorasse quell’ipotesi con la sensibilità vista in Visione o Mister Miracle è quanto mai eccitante, ma destinato a rimanere un balocco mentale.

Quello che teniamo a sottolineare è il valore dell’idea alla base di questo episodio rispetto a quella utilizzata in Batman #50. Mentre questo conferma (anzi, come scritto sopra, addirittura celebra) le caratteristiche del personaggio, l’ipotesi di Un giorno o l’altro le sfida, perché prova a immaginare una vita di coppia che è ancora più straordinaria delle imprese finora narrate da King.

Selina e Bruce non solo si sposano ma hanno anche una figlia alla quale trasmettono i loro ideali. Figli incompiuti, diventano genitori amorevoli e mantengono vivo il loro amore lungo tutta la vita. King ci offre un breve sguardo su questo mondo, mostrandoci la coppia anziana di fronte al naturale declino delle forze e all’avvicinarsi della morte: mentre ci rammarichiamo della sinteticità di questa parte, ci interroghiamo sulla loro vita quotidiana dai tempi del matrimonio, su come avranno affrontato le convenzioni e le ragionevoli ostilità, come avranno conciliato la loro tendenza alla solitudine e all’insofferenza con un legame così solido. Purtroppo, la curiosità è destinata a rimanere frustrata e le idee alla base di Un giorno o l’altro a rimanere incompiute.

Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before

Posta emblematicamente a metà della run di Tom King, Il matrimonio ne rappresenta la chiave di volta (ricordiamo che la gestione fu annunciata da subito composta  da 100 episodi): poiché il romance fra Bruce e Selina fa da filo rosso a tutta la prima parte, questo episodio è un punto di accumulazione delle tensioni narrative, che vengono trasmesse al seguito dell’intreccio.

Episodio tecnicamente ben costruito ma debole, perché evita di mettere in crisi il protagonista, Il matrimonio lascia un senso di delusione e rammarico, che viene amplificato dall’illusione percettiva che rappresenti la fine della vicenda. Da questa lettura discende l’aspettativa che, per quanto intensa possa poi esser la crisi esistenziale di Bruce/Batman, farà parte di un tipico percorso di risalita/resurrezione/ricostruzione dell’eroe, che culminerà nel recupero dei valori fondanti del suo essere e di un equilibrio esistenziale nella solitudine.

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Fig. 5. Tom King, Mikel Janin, June Chung, Batman #50, pp. 21-2.

Tuttavia, dare per scontato che il romance non verrà ripreso e che quindi non ci saranno ulteriori evoluzioni nella definizione dei due protagonisti è un’assunzione a racconto in corso non giustificata. In questa prospettiva deformata, verrebbe inoltre particolarmente sminuito il personaggio di Selina, ridotta a stereotipo di figura (musa, tentatrice) che fa riscoprire al protagonista il senso vero della sua Missione.

Se questo fosse confermato dal seguito, saremmo di fronte a un allontanamento clamoroso di King dalle poetiche esposte in Visione e Mister Miracle. Ma la serie ha ancora un lungo cammino davanti a sé e al di là della debolezza del famigerato numero #50, è doveroso attenderne la conclusione per un’analisi solida dello stato della poetica kinghiana. Sicuramente, la relazione Bruce/Selina ci fornisce ulteriori elementi per il trattamento delle figure femminili, che finora, per quanto delineate con grande nettezza, hanno svolto un ruolo ausiliario nel racconto.

Se consideriamo i casi di Visione e della moglie Virginia e di Scott Free e Big Barda, è chiaro che al loro centro c’è la vicenda del titolare di testata. Punto interessante, tuttavia, è che King mette in gioco dinamiche diverse nei vari casi: distruttiva nel caso della coppia di sintezoidi, costruttiva per i Nuovi Dei e di continua oscillazione per i due eroi di Gotham (nel loro caso, notiamo di passaggio che Le regole del fidanzamento è un classico esempio di racconto che fallisce il test di Bechdel), approcci che hanno contribuito all’identità dei vari racconti, rendendoli casi fra loro irriducibili.

Volume per appassionati, Batman e Catwoman – Il Matrimonio offre uno sguardo interessante sul lavoro di King, ed è arricchito da un’introduzione di Jenin, dalla sceneggiatura di Sposa o ladra, a sua volta impreziosita dalla ripresa di immagini di incontri dei due protagonisti tratte da avventure disseminate lungo la decennale storia della loro relazione, e da una galleria di pin up e variant cover. Da segnalare, infine, che il volume èpiù ricco dell’omologo DC Comics (The Wedding Album), che proponeva solo le storie dei nn. 24, 44 e 50, etichettati per l’occasione rispettivamente come The Engagement, The Dress e The Big Day.

Abbiamo parlato di:
Batman, Catwoman – Il matrimonio
Tom King, Mikel Janin, Clay Mann, Joelle Jones, David Finch, Lee Weeks, Mochael Lark, Danni Miki, Seth Mann, Jordie Bellaire, June Chung, Elizabeth Breitweiser
Traduzione di Stefano Visinoni, Fiorenzo delle Rupi (Arancia Studio), Antonio David Alberto
RW Lion, 2019
240 pagine, cartonato, colori – 49,95 e
ISBN: 9788829303885

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Fig. 6. Tom King, Joëlle Jones, Jordie Bellaire, Batman #49, pp. 18-9.
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