"Il barbaro" di Renato Moriconi: analisi di un silent book che stupisce

“Il barbaro” di Renato Moriconi: analisi di un silent book che stupisce

In occasione della Bologna Children’s  Book Fair 2015 è stato pubblicato dalla casa editrice Gallucci l’albo Il barbaro, opera del premiatissimo illustratore brasiliano Renato Moriconi. Un illustrato che colpisce fin da subito per il suo formato altissimo e strettissimo: 14,50 per 31,60 cm.

Il barbaro è un silent book, ovvero un libro senza parole: una tipologia di albi illustrati molto in voga in questi ultimi anni nel panorama editoriale per l’infanzia. I libri silenziosi sono molto affascinanti perché le barriere linguistiche e culturali vengono completamente annullate dalla mancanza delle parole.

Ma entriamo nel vivo dell’analisi figurativa: sfogliandolo troviamo in ogni pagina la stessa figura, il barbaro con il suo cavallo, sempre esattamente nella stessa posizione: nella pagina di sinistra in basso e in quella di destra in alto.

Così regolarmente per tutto il libro (32 pagine).

 

Pagina dopo pagina cambia solamente lo scenario: il barbaro cavalca su e giù tra le montagne, tra uccelli blu, sopra alghe-serpenti rosa. Supera ciclopi con le lance e piante carnivore affamate, sfida animali spaventosi e temporali minacciosi…

E poi, improvvisamente, due coppie di pagine bianche: nella prima il cavallo è sempre nella stessa posizione come se stesse ancora correndo. Nella seconda è fermo, con le gambe dritte, e se osserviamo attentamente il condottiero ha cambiato espressione del volto: ora il suo viso è triste, perplesso. Cos’è successo? Cos’ha visto di spaventoso?

Primo colpo di scena: un terribile gigante lo sta per prendere. Il barbaro scoppia a piangere.

Colpo di scena finale: nell’ultima pagina si vede un papà che prende per mano il suo bimbo. E lo allontana da una giostra di cavallini mentre fa i capricci.

Ora è tutto chiaro: è sbalorditivo come il lettore si senta cosciente della storia raccontata solo in questo momento. Sicuramente tornerà subito alle prime pagine, lo rileggerà con sguardo sapiente e capirà, finalmente, che Il barbaro racconta, senza necessità di parole e in modo splendidamente originale, il potentissimo mondo della fantasia infantile.

Le illustrazioni sono delicate, sfumate, oniriche nel mondo fantastico del barbaro; e più concrete, ma altrettanto dolci, nel colpo di scena finale, quando l’adulto riporta il bimbo alla realtà. Lo sfondo bianco e il formato stretto e lungo aiutano l’occhio a percepire il movimento verticale del condottiero, così come i vari scenari, composti secondo uno schema ben preciso e opposto rispetto al protagonista, rendono la sua “cavalcata” veloce e movimentata. Fino al momento in cui il cavallo abbassa le gambe, l’istante in cui verosimilmente finisce la corsa della giostra. È particolare notare come, anche dopo aver scoperto il “trucco”, l’albo non perda assolutamente il suo fascino, ma, anzi, la sua magia aumenti esponenzialmente.

Sfogliandolo si torna bambini su una giostra di cavallini.

Due parole sull’autore: Renato Moriconi è nato a San Paolo nel 1980. È un artista visivo ed è laureato in Belle Arti e in Graphic Design. La sua opera approda in Italia con Telefono senza fili Il barbaro, entrambi pubblicati da Gallucci. Nonostante la sua giovanissima età ha già vinto numerosi premi, tra cui il Miglior libro illustrato del 2011 e il Miglior libro per bambini del 2012 della Fundaćčo Nacional do Livro Infantil e Juvenil brasiliana. Nel 2014 ha ricevuto con Il barbaro il premio brasiliano Jabuti nella categoria Migliori illustrazioni per bambini.

Nota: ho scoperto questo albo l’anno precedente alla uscita, leggendo qui l’affascinante descrizione di Anna Castagnoli e attendendo con ansia la pubblicazione italiana.