Graphic novel per i più piccoli: una panoramica su un mondo tutto da scoprire

Negli ultimi anni l’editoria per ragazzi ha sviluppato un notevole interesse verso le forme del fumetto e del formato graphic novel, che si sono guadagnati un ruolo di rilievo sugli scaffali delle librerie specializzate, uscendo dall’habitat naturale delle fumetterie. In questo articolo si vuole cercare di dare un quadro quanto più possibile completo e variegato dei titoli più importanti, se non imprescindibili, messi in commercio dalle case editrici del settore.

Il trait d’union di queste opere, spesso molto distanti tra loro nello stile e nei temi affrontati, è la condivisa capacità di sapersi adeguare con efficacia e semplicità al linguaggio dei bambini per mettere in scena le loro esperienze, i loro sogni e la loro straordinaria visione del mondo. Talvolta l’obiettivo è di aiutarli a capire meglio se stessi, altre volte li si vuole avvicinare all’attualità, ai grandi eventi della Storia o ai problemi con cui dovranno fare i conti da adulti; il tutto sempre in un’ottica che vuole essere universale e sincera e mai retorica o banale.

I piccoli lettori che si addentrano nella realtà dei graphic novel sviluppano una soglia di attenzione e concentrazione molto forte, dovuto al doppio livello di analisi richiesto, che li porta a destreggiarsi tra il testo scritto e l’illustrazione grafica. Uno sforzo che viene presto ripagato e che apre loro un mondo in costante ascesa di cui ora andremo a tracciare le coordinate generali.

Partiamo da due nomi conosciuti e attivi nel campo editoriale, vale a dire Bao Publishing e Tunué, che negli ultimi anni hanno inaugurato delle prestigiose collane con le quali hanno reso possibile anche ai più giovani lettori un ingresso privilegiato nel mondo del fumetto di qualità. Bao Publishing ha dato vita alla sua collana “Babao” nel 2010 con l’uscita di Mia mamma (è in America, ha conosciuto Bufalo Bill) di Jean Regnaud ed Émile Bravo.
Negli anni successivi ha proseguito la sua ricerca nell’ambito dei fumetti per bambini selezionando i vincitori dei principali premi e festival stranieri e riuscendo a costituire in breve tempo un catalogo completo e molto interessante, di cui fanno parte serie come Hilda di Luke Person, Gaetano e Zolletta della coppia Vecchini-Sualzo, le Lumberjanes di Noelle Stevenson e Shannon Watters; oltre a opere autoconclusive come Anya e il suo fantasma di Vera Brosgol, E la chiamano estate delle cugine Tamaki, La principessa spaventapasseri di Federico Rossi Edrighi.

Nel 2011, pochi mesi dopo Bao Publishing, anche Tunué ha lanciato sul mercato una sua collana dal nome “Tipitondi”, che propone storie di autori sia italiani sia internazionali e le trasposizioni a fumetti dei grandi classici della letteratura per l’infanzia. Sono romanzi grafici divertenti, avventurosi e adatti a un pubblico sopra i nove anni: dall’affascinante La memoria dell’acqua dei francesi Mathieu Reynès e Valérie Vernay all’introspettivo Fiato sospeso di Sualzo o al coinvolgente Corri, Tempesta! di Chris Donner e Jérémie Moreau, passando per le serie come la recente Timothy Top di Gud.

Nel 2014 la casa editrice Il Castoro ha iniziato a pubblicare i graphic novel di Raina Telgemeier, nuova stella del fumetto americano: Smile, Sorelle e Il club delle baby-sitter sono stati subito apprezzati dai più giovani in quanto fumetti semplici, freschi, in linea con i pensieri di chi certe esperienze – come l’apparecchio ai denti, i litigi con i fratelli, i primi legami d’amicizia – le sta vivendo sulla propria pelle. La casa editrice ha poi proseguito proponendo, sulla stessa lunghezza d’onda, Roller girl di Victoria Jameison e Primati di Jim Ottaviani e Maris Wicks, quest’ultimo dal taglio più divulgativo e scientifico e incentrato sulle figure di Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas, tre delle più celebri scienziate del Novecento, che hanno dedicato la loro vita a farci conoscere il mondo delle scimmie.
Merita di essere segnalato pure un albo illustrato per bambini molto piccoli, Mario Pinguino temerario di Andy Rash, che costituisce un esempio di primissimo approccio al fumetto in cui il testo si trova insolitamente racchiuso nei balloons, caratteristica atipica per gli illustrati prescolari.

Il 2014 è stato un anno piuttosto significativo anche grazie al contributo di Panini Comics, che ha inaugurato una collana dal titolo “I novellini”, con l’ovvio intento di avvicinare i più piccoli al mondo del fumetto; e tra i molti testi pubblicati spiccano senz’altro I diari di Cerise di Joris Chamblain e Aurélie Neyret, vincitori del Gran Premio di Angouleme 2014 per la miglior serie per bambini, e La bambina nascosta di Marc Lizano, Loïc Dauvillier, Greg Salsedo, basata sul delicato tema della Shoah. Due opere estremamente diverse tra loro: la prima fantasiosa e avventurosa, con delle illustrazioni esplosive, pensata per essere una sorta di diario a fumetti di una giovanissima aspirante scrittrice; la seconda dal taglio storico e realistico, che nel raccontare la storia di Dounia tramanda le vicende di tanti bambini ebrei salvati dai partigiani francesi durante la Seconda guerra mondiale.

Non poteva mancare all’appello la casa editrice Topipittori, che ha dedicato una collana ai fumetti dal suggestivo titolo “Gli anni in tasca graphics” – una gentile citazione dell’omonimo film di François Truffaut incentrato sul valore dei bambini nella società –, con autori di grande richiamo come Tuono Pettinato, Giulia Sagramola, Marta Jorio, Michele Petrucci e Lorenza Natarella, tutti artisti che hanno trasformato in vignette le speranze e le delusioni degli anni della loro infanzia. Topipittori ha voluto esplorare un nuovo medium comunicativo, con l’intelligente intuizione che il fumetto abbia tantissimo da dare anche all’interno del movimentato mondo della letteratura per i più piccoli. Tra queste opere Il magnifico lavativo di Tuono Pettinato, Quasi signorina di Cristina Portolano e La cìtila di Lorenza Natarella rappresentano perfetti esempi di romanzi grafici di formazione, profondi e allo stesso tempo esilaranti.

La casa editrice Sinnos, conosciuta in particolare per l’attenzione alle difficoltà di lettura dei bambini, è invece riuscita a unire l’arte del fumetto ai caratteri d’alta leggibilità. Il risultato è stato folgorante: fumetti per bambini e ragazzi interessanti dal punto di vista narrativo e grafico (Pioggia di primavera di Paolina Baruchello e Andre Rivola, Pesi massimi di Federico Appel, Cattive ragazze di Assia Petricelli, Officina Millegiri di Patrizia Rinaldi e Marta Baroni, solo per citarne alcuni) con balloons di facile decifrazione – merito dello speciale font leggimi! – e quindi adatti a chi legge con fatica.

È doveroso prendere in considerazione anche le singole opere che hanno finora costellato i cataloghi dei principali editori italiani. Uno dei titoli più rilevanti è sicuramente Jane la volpe & io di Isabelle Arsenault e Fanny Britt (Mondadori, 2014), che affronta problematiche preadolescenziali con un linguaggio delicato e commovente e che infonde una serena fiducia nel prossimo, della quale i ragazzi hanno spesso una grande necessità.
La bussola d’oro di Stéphane Melchior e Clément Oubrerie (Salani 2015) celebra i vent’anni dell’omonimo romanzo da cui è tratto, il primo episodio della trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman, ed è divenuto un cult tra i giovanissimi lettori di fantasy; Pullman in persona l’ha definita come la migliore trasposizione della sua opera.

Non manca certo l’attualità tra le tante proposte qui citate e la piccola casa editrice Notes ha deciso di affrontare il difficile tema della camorra con Scampia Storytellers di Rosa Tiziana Bruno e Giuseppe Guida, che ci racconta la storia vera di Emanuele Cerullo, ragazzo cresciuto nel degrado delle Vele di Scampia che una volta adulto fa ritorno in quei luoghi per occuparsi di un progetto di rivalorizzazione urbanistica.

Nel 2016 Uovonero, casa editrice specializzata in narrativa e testi sull’autismo, ha piacevolmente sorpreso i suoi lettori proponendo un appassionante graphic novel di Antonio Ferrara, Garrincha, sull’incredibile vita del famoso calciatore brasiliano, segnata da successi sportivi ma anche da una spina dorsale deformata e dai sei centimetri di differenza tra le sue gambe. Viene qui, con uno stile essenziale e tocchi di inchiostro blu, veicolato un messaggio importante sull’invalidità, che non è sempre da considerarsi come un ostacolo ma può divenire una peculiarità che spinge a dare il meglio e a superare i propri limiti.

Infine, per concludere questa lunga carrellata, è giusto citare la recentissima trasposizione del romanzo Miss Peregrine di Raymond Briggs, edita da Rizzoli Lizard, di solito più concentrata su opere destinate a un pubblico adulto e che con questa pubblicazione sembra essersi finalmente aperta a una dimensione del graphic novel su misura dei più giovani lettori.