Gli albi illustrati di Erin Stead - parte I: "Il raffreddore di Amos Perbacco" e "Orso ha una storia da raccontare"

Gli albi illustrati di Erin Stead – parte I: “Il raffreddore di Amos Perbacco” e “Orso ha una storia da raccontare”

Erin E. Stead è un’illustratrice americana molto apprezzata dagli amanti dei picturebooks, per la leggiadria, eleganza e originalità delle sue illustrazioni. I suoi disegni, sempre estremamente delicati ed essenziali, uniscono raffinatezza stilistica a semplicità narrativa e ciò li rende particolarmente fruibili anche dai bambini più piccoli. Seppur giovanissima – è nata nel 1982 – ha già vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui la prestigiossissima Caldecott Medal. Lavora spesso in coppia con il marito Philip, autore dei testi che accompagnano magistralmente i suoi disegni. In Italia le opere di Erin Stead sono approdate nel 2011 grazie alla casa editrice Babalibri, che ha poi proseguito nella diffusione dei suoi magnifici lavori anche negli anni successivi.

Descriveremo qui, in ordine cronologico di pubblicazione in Italia, gli albi illustrati da Erin Stead: questa prima parte (di tre) verrà interamente dedicata a Il raffreddore di Amos Perbacco (2011) e a Orso ha una storia da raccontare (2013), le prime due opere dell’autrice giunte sugli scaffali delle nostre librerie.

Il primo albo illustrato di Philip ed Erin Stead pubblicato in Italia si intitola Il raffreddore di Amos Perbacco: Amos Perbacco è un guardiano dello zoo dal cuore gentile, che, nonostante il suo impegnativo lavoro, trova sempre il tempo per una visita ai suoi amici. Così ogni giorno gioca a scacchi con l’elefante indeciso, gareggia con la tartaruga competitiva, coccola il pinguino timido, porge un fazzoletto al rinoceronte ipocondriaco e legge tante storie al gufo terrorizzato dal buio. Una mattina Amos si sveglia con il naso che cola, la tosse e i brividi e proprio non può andare a lavorare con un raffreddore così forte. I suoi amici, all’inizio preoccupati, prenderanno in fretta l’autobus per raggiungerlo a casa e lo accudiranno, proprio come lui ha sempre fatto con loro. È una storia di dedizione e amicizia quella di Amos Perbacco: affronta, attraverso un testo minimale e dolcissime illustrazioni, il tema delle attenzioni, delle coccole, della premura verso gli altri. Tema spesso scontato e retorico, nella realtà, è fondamentale per i bambini, che con la loro purezza ripagano sempre gli adulti di tutti i loro sforzi. Durante la lettura, infatti, i bambini sgranano gli occhioni quando i quattro animali aspettano l’autobus, perché capiscono immediatamente che ciò che viene descritto è amore, affetto, amicizia. Mentre Amos è a letto, nel suo pigiama a righe blu, con il naso rosso, l’elefante giocherà a scacchi con lui, il rinoceronte sarà pronto a porgergli un fazzoletto, con la tartaruga giocherà a nascondino e il gufo gli leggerà una bella storia, appena prima di dormire. Una piccola nota: il topolino e l’uccellino non sono personaggi della storia, ma sono presenti in ogni pagina e rendono ancor più interessante l’osservazione dei dettagli.

Erin Stead con questo testo ha ottenuto la Caldecott Medal 2011, una delle massime onorificenze per i libri per ragazzi negli Stati Uniti. L’illustratrice ha realizzato l’opera con una tecnica particolare chiamata woodblock printing, che consiste nel preparare su blocchi di legno le scene del libro, stendere il colore, e con un rullo imprimerle sul foglio.

Orso ha una bellissima storia da raccontare prima che arrivi l’inverno, ma, in vista del letargo, i suoi piccoli amici sono molto indaffarati: il topino deve raccogliere i semi, l’anatra deve mettersi in volo verso Sud, la rana cerca ancora un posto dove sistemarsi per i mesi più freddi e la talpa dorme già. Così anche Orso, senza riuscire a condividere la sua storia, si addormenterà ben presto sotto una coltre di neve. All’arrivo della primavera è pronto per raccontare e i suoi piccoli amici impazienti di ascoltare: peccato però che l’inverno sia un tempo troppo lungo per la memoria di un orso…

La storia di questo piccolo albo illustrato di forma quadrata è molto semplice, adatta a bambini dai 3 anni. La sua raffinatezza, che è poi la peculiarità della coppia Stead, nasce dal connubio tra deliziose illustrazioni acquerellate e narrazione profonda e delicata. In questo particolare albo i caldi colori autunnali sono resi magnificamente da pennellate cariche di colore alternate a quelle leggermente più acquose: la morbidezza del pelo dell’orso spinge il lettore quasi inconsciamente ad accarezzare la pagina, il cielo candido risalta le foglie svolazzanti, i rami spogli, il sole arancione e le nuvole rosa. Il blu della notte è sorprendentemente avvolgente. I piccoli animali – davvero piccini rispetto al grande Orso – sono raffigurati in pose originali, tenere, curiose. Ogni pagina ha una composizione figurativa diversa, e ciò rende la lettura vicariale vivace e interessante. Circa a metà del racconto, un geniale cambio di orientamento del libro, che dalla classica disposizione orizzontale passa a quella verticale – per meglio illustrare la profondità del terreno sotto il quale riposa la talpa – affascina ancor più i piccoli ascoltatori. Inoltre, la circolarità della narrazione dà un tocco ancor più delizioso al finale. Nelle ultime pagine del libro, quando, dopo il letargo, tutti gli amici si riuniscono per ascoltare la storia di Orso, che sia vecchia o nuova a essi poco importa. La ricchezza è avere una storia da raccontare o da ascoltare, e qualcuno seduto vicino a noi.

Anche qui, come in Il raffreddore di Amos Perbacco, l’accento viene posto sull’affettività, sulla gratitudine, sull’importanza di condividere storie, quotidianità, momenti, esperienze.