Gli albi illustrati di Erin Stead - parte II: "Se vuoi vedere una balena"

Gli albi illustrati di Erin Stead – parte II: “Se vuoi vedere una balena”

È un albo illustrato molto paziente Se vuoi vedere una balena, l’opera di Erin E. Stead edita da Babalibri nel 2014. Abbiamo già conosciuto l’illustratrice, che solitamente lavora in coppia con il marito, nelle eleganti tavole di Il raffreddore di Amos Perbacco e Orso ha una storia da raccontare. In questa occasione ha illustrato le poetiche parole di Julie Fogliano.

Il pallido verde pistacchio dell’acqua occupa i due terzi inferiori della copertina e sorregge una piccola barchetta gialla. Un bimbo e un cane stanno remando sulla placida acqua. Desiderano vedere una balena. Se si vuol vedere una balena bisogna essere pragmatici e l’occorrente è apparentemente semplice: servirà innanzitutto una finestra. E un oceano. E del tempo per aspettare e per guardare. Anche noi con il bimbo iniziamo ad attendere.

A volte ci sembrerà balena ciò che balena non è, e avremo bisogno soprattutto di tempo per capire di cosa si tratta. Non dovremo metterci troppo comodi mentre rimaniamo in attesa, perché al calduccio di una rossa coperta potremmo addormentarci, e le balene non aspettano i pigroni.

E dovremo soprattutto stare in guardia dalle rose profumate perché con il loro fascino potrebbero distrarci; non ci sarà tempo né di osservare barche a vela o pellicani che scrutano l’orizzonte perché non potranno mai essere una balena. Né foglie e fili d’erba, né nuvole, dovremo tenere gli occhi attenti sul mare… e aspettare… aspettare… aspettare…

Questo piccolo gioiello d’illustrazione unisce la raffinata tecnica woodblock printing ad una calibratissima composizione delle pagine di destra e di sinistra. Il risultato è un gioco perfetto di forme e richiami tra colori – soprattutto verde, giallo e rosso –. La perfetta armonia cromatica trova la sua completezza nella stesura e nelle proporzioni tra colori tenui e più accesi. La parte superiore delle pagine è sempre una distesa bianca, e ha la funzione di aprire lo sguardo verso l’alto e di allargare a dismisura le dimensioni del piccolo albo (17,5 x 23 cm). Per rendere più fruibile ai piccoli lettori la percezione spaziale l’illustratrice si è ispirata al linguaggio della sovrammissione: ciò che è in lontananza risulta più in alto. Un sistema semplice e antico di resa della profondità.

Ciò che rende davvero speciale Se vuoi vedere una balena sono, però, le parole di Julie Fogliano. Si respira la preziosità della pazienza, della tenacia, del saper aspettare – perché, come è lampante dall’ultima tavola, ciò che desideriamo a volte è davvero vicino a noi –, e, allo stesso tempo, ai bambini è trasmessa l’importanza delle piccole gioie quotidiane, delle prime esperienze, del fascino di rari gesti, del godersi i momenti dell’esistenza in cui si è felici senza il peso del futuro. Ogni pagina è una metafora che ognuno di noi può interpretare in relazione al proprio vissuto: le nuvole, le rose, le barche a vela e i pellicani sono simboli universali del nostro percorso.

Una piccola nota: una citazione velata e dolce della rosa de Il piccolo principe è la ciliegina che corona la dolcezza di questo racconto. Le rose che si spargono nell’aria sembrano dire: è il tempo che hai perso per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.