Bianco e Nero: Tana Hoban arriva finalmente in Italia

Bianco e Nero: Tana Hoban arriva finalmente in Italia

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Il 19 maggio è una data molto importante per il mondo dei libri dedicati alla primissima infanzia: Bianco e nero, opera della famosa fotografa statunitense Tana Hoban, sarà finalmente distribuito sul mercato italiano grazie alla lungimirante casa editrice Editoriale Scienza, sempre attenta alle necessità dei piccoli lettori.

Completamente costruito sul contrasto bianco/nero e realizzato tenendo conto della capacità visiva dei bambini di pochi mesi, Bianco e nero è un valido strumento per colpire la loro attenzione e per farli familiarizzare, fin da piccolissimi, con l’oggetto-libro.

A pochi giorni di vita, i bambini hanno una vista poco sviluppata, con una scarsa capacità di messa a fuoco. Con il primo mese gli occhi del bambino cominciano a muoversi in modo più coordinato, riuscendo a mettere a fuoco e a seguire un oggetto in movimento. Settimana dopo settimana, cresce pian piano anche la loro abilità di gestire gli stimoli esterni; in questa fase sono attratti principalmente da immagini dai colori intensi, con contorni netti e forti contrasti (bianco e nero o colore chiaro verso colore scuro) di luminosità, ben staccate dal fondo, realistiche e immediatamente riconoscibili.  

I bambini di pochi mesi non posseggono ancora la capacità di astrazione, pertanto sono maggiormente incuriositi da figure semplici e facilmente riconoscibili perché fanno parte del loro vissuto quotidiano e della loro esperienza di vita.

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Partendo da queste teorie neuroscientifiche e percettive, Tana Hoban ha realizzato un libro piccolo e cartonato, essenziale e realistico, che raffigura oggetti di uso comune insieme a elementi della natura: all’interno si trovano raffigurate delle posate, un bavaglino, delle chiavi, una foglia, un gatto, dei bottoni, una banana. Tutte le sagome riprodotte si stagliano nettamente sul fondo a contrasto bianco su nero e nero su bianco.

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Il formato scelto dalla Hoban è il leporello, detto anche “a fisarmonica”: questo formato consente di appoggiare il libro a terra o nel letto, in modo che i bambini possano osservarlo facilmente da disteso, senza necessariamente doverlo gestire con le mani. Da un lato, gli oggetti neri emergono dal fondo bianco, dall’altro gli oggetti bianchi spiccano sul fondo nero.

I libri rivoluzionari di Tana Hoban

Tana Hoban (1917-2006) è una fotografa statunitense nata a Filadelfia nel 1917, figlia di immigrati ebrei provenienti da Russia e Ucraina. Dopo aver frequentato la scuola d’arte, si specializza nella fotografia di bambini, ma, fin da subito, non si adegua alle richieste di un mercato che li vuole biondi, bianchi e sorridenti. Include così nella sua produzione bimbi con diversi colori della pelle, mostrandoli anche tristi o arrabbiati, durante il gioco o in un momento in cui sono assorti nei loro pensieri.

A partire dal 1970, pubblica picture book per l’infanzia, ponendo al centro il mondo in cui vedono e vivono i bambini. Con le sue intuizioni artistiche, Tana Hoban ha ridefinito l’arte della fotografia nei libri per bambini, ristabilendone i canoni: i suoi libri possono essere definiti, infatti, “libri di percezione”. Da Look Again! (1971) a Cubes and Cones (1999), l’autrice ha creato decine di concept book che presentano il mondo visivo del bambino sotto una nuova luce, attraverso nuove relazioni e nuove sequenze. Le fotografie e il design che prendono vita tra le pagine stimolano la mente dei neonati.

Il mondo rappresentato da Tana Hoban non è astratto, surreale o psichedelico; è, al contrario, la strada di casa, il mercato all’aperto, il parco, il viso, le mani, gli oggetti comuni. Dai libri in bianco e nero come Where Is It? (1974) alla serie cartonata e studiata sulle percezioni visive dei bambini, White on Black e Black on White (1995), l’autrice usa angoli fotografici, prospettiva e contrasto in modo totalmente inedito.

Il colore, naturalmente, è la base concettuale di molti suoi libri, come Is It Red? Is It Yellow? Is It Blue? (1978), così come lo sono le attività – Dig Drill Dump Fill (1975) – e le percezioni spaziali – Over, Under e Through (1973) -. Forme, relazioni, confronti, opposti, animali come panda e gattini sono figure e temi ricorrenti nelle sue opere – Is It Larger? Is It Smaller? (1985) e Shapes, Shapes, Shapes (1986) -.

Uno dei maggiori punti di forza della sua produzione è la comunicazione a più livelli che si instaura tra l’immagine e il lettore: poiché le raffigurazioni di cose reali e di esperienze comuni non sono legate alla cultura, le pubblicazioni di Tana Hoban trasmettono allo stesso tempo una consapevolezza universale di se stessi nel mondo e cognizione del mondo stesso.

Si può affermare, quindi, che queste opere sono punti di partenza per incoraggiare e stimolare riflessioni e conversazioni tra l’adulto e il bambino: possono raccontare una storia in qualsiasi lingua e si possono utilizzare in più di una modalità. Non sono “passive”; chi le osserva scopre continuamente nuovi dettagli che non sempre appaiono evidenti durante una prima lettura.

Grazie a tutte queste caratteristiche particolarità i libri di Tana Hoban, nella loro immediatezza rivoluzionaria, sono una risorsa fondamentale per lo sviluppo cognitivo del bambino e finalmente, grazie a Editoriale Scienza, saranno presenti nelle librerie italiane.

In conclusione, segnalo un interessante e approfondito articolo su Tana Hoban, firmato da Mara Pace sul n° 381 di aprile 2021 per la rivista Andersen.

Abbiamo parlato di:

Bianco e nero di Tana Hoban

Editoriale scienza – Collana: Bellodasapere

Età: da 2 mesi – Costo: € 6,90