ARRIVA IL GATTO! Ovvero come illustrare il pregiudizio

ARRIVA IL GATTO! Ovvero come illustrare il pregiudizio

Inutile negarlo, il pregiudizio fa parte di ognuno di noi e, forse, soprattutto di chi se ne considera totalmente libero: Arriva il gatto!, illustrato da Vladimir Vagin e ideato Frank Ash, è un piccolo albo di forma quadrata con sovracoperta-poster, pubblicato in aprile 2013 da Orecchio Acerbo ed è la perfetta rappresentazione di tutto ciò che esso significa.

L’impianto narrativo è molto semplice: in una comunità di topolini sta per arrivare un enorme gatto, il paese si ferma e tutti gli abitanti si agitano in preda al panico. In ogni pagina il grido d’allarme Arriva il gatto viene riproposto in tre lingue – in italiano, inglese (Here comes the cat!) e in russo (Сюдаидëткот!) –: la reiterazione ossessiva e continua di questa breve frase crea terrore e angoscia sia nella comunità di topolini, che scappano spaventati e cercano di avvisare più individui possibili, sia nel lettore, che ha paura per ciò che succederà loro.

Vi anticipo il finale: un’ombra spaventosamente enorme si avvicina ai piccoli esserini, è proprio il temibile gatto… che non fa altro che portare con sé e donare ai topolini una grande forma di formaggio delizioso.

A questo punto il lettore, ve lo posso assicurare, si sente tremendamente in colpa: ha giudicato senza conoscere il gatto e se ne vergogna. E forse riflette su quanto spesso il pregiudizio condizioni la vita di tutti i giorni.

Il meccanismo del preconcetto, comunque, può forse anche essere considerato una forma di difesa nell’intricato mondo degli adulti, ma dev’essere sicuramente tenuto molto lontano dalla crescita emotiva e intellettiva dei bambini: questo piccolo albo sia davvero un ottimo spunto per parlane insieme.

Una piccola nota storica: l’idea che sorregge questo lavoro è nata nel 1989, mentre l’Unione Sovietica stava crollando, quando Ash (che abitava negli Stati Uniti) e Vagin (illustratore russo) si sono incontrati ad un convegno e hanno deciso di lavorare insieme raccontando a loro modo gli effetti della Guerra Fredda e rilanciando un messaggio di convivenza e pace.

Una piccola nota artistica: da notare la tradizione miniaturistica russa che irrompe nell’arte di Vagin unita ad un’atmosfera decisamente da street-art contemporanea.