{"id":320,"date":"2024-05-21T17:16:35","date_gmt":"2024-05-21T15:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/?p=320"},"modified":"2024-05-21T17:16:35","modified_gmt":"2024-05-21T15:16:35","slug":"chi-ha-inventato-davvero-il-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/2024\/05\/21\/chi-ha-inventato-davvero-il-fumetto\/","title":{"rendered":"Chi ha inventato davvero il fumetto?"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\">L&#8217;eterna diatriba su chi abbia il diritto di paternit\u00e0 del linguaggio pi\u00f9 originale del XX secolo, \u00e8 ancora lontana dal risolversi. Secondo molti critici, il fumetto sarebbe nato con <em>Yellow Kid<\/em> di <strong>Richard Felton Outcoult<\/strong>; il famoso monello con camicione giallo (ma inizialmente era blu) fu il protagonista di una serie a fumetti intitolata <em>At the Circus in Hogan&#8217;s Alley<\/em><i>, <\/i>e pubblicata sul <em>The World<\/em> di <strong>Joseph Pulitzer<\/strong> (quello del famoso premio, proprio lui). <em>Yellow Kid<\/em> si esprimeva tramite dialoghi scritti sul suo camicione giallo, le prime nuvolette comparvero sulla tavola del 10 novembre 1895 ma solo per i personaggi di contorno. Bisogner\u00e0 aspettare la prima apparizione di<em> Yellow Kid<\/em> sul supplemento domenicale dell&#8217;<em>American Journa<\/em>l di <strong>William Hearst<\/strong>, il 25 ottobre 1896, per vedere <em>Yellow Kid<\/em> esprimersi attraverso una nuvoletta.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<figure id=\"attachment_330\" aria-describedby=\"caption-attachment-330\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-330 size-large\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-1024x742.jpg\" alt=\"D 1583\" width=\"640\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-1024x742.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-768x556.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-1536x1112.jpg 1536w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583-2048x1483.jpg 2048w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/D_1583.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-330\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><em>La sunday pages di Yellow Kid datata 10 novembre 1895<\/em><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_334\" aria-describedby=\"caption-attachment-334\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-334\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/72fcad47c7554f81ee727eab7f67eb44-300x194.jpg\" alt=\"72fcad47c7554f81ee727eab7f67eb44\" width=\"600\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/72fcad47c7554f81ee727eab7f67eb44-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/72fcad47c7554f81ee727eab7f67eb44-768x497.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/72fcad47c7554f81ee727eab7f67eb44.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-334\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><em>Sunday pages di Yellow Kid del 25 ottobre 1896.<\/em><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La tesi secondo la quale <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Yellow<\/span> Ki<\/span>d<\/em> sarebbe stato il primo personaggio dei fumetti fu esposta da <strong>Coulton Waugh<\/strong> nel suo saggio <em>The Comics<\/em> pubblicato nel 1947. Ora, <strong>Waugh<\/strong> non era un critico ma un illustratore e fumettista che eredit\u00f2 dal grandissimo <strong>Milton Caniff<\/strong> la strip <em>Dick Dare<\/em> da lui creata nel 1933; <strong>Waugh<\/strong> vi lavor\u00f2 ininterrottamente fino al 1944, anno in cui abbandon\u00f2 la matita per dedicarsi alla saggistica. E il suo <em>The Comics<\/em> fu in effetti il primo e importante saggio dedicato al fumetto, in cui l&#8217;autore descriveva, secondo la sua opinione, le caratteristiche che un fumetto doveva avere per essere dichiarato tale: <strong>la sequenzialit\u00e0 narrativa (attraverso l&#8217;uso delle vignette), la ricorrenza dei personaggi nella serie e il testo narrativo all&#8217;interno delle vignette<\/strong>. Come giustamente scrive il fumettologo <strong>Gianfranco Goria<\/strong>, in realt\u00e0 solo la sequenzialit\u00e0 narrativa attraverso le vignette \u00e8 indispensabile per definire un fumetto come tale; ricordate un certo <strong>Will Eisenr<\/strong>? <strong>Il fumetto \u00e8 arte sequenziale<\/strong>, quindi raccontare attraverso le immagini. Possiamo fare a meno delle parole e del personaggio ricorrente e questo l&#8217;ormai lunga storia dei comics lo ha ampiamente dimostrato.<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<figure id=\"attachment_333\" aria-describedby=\"caption-attachment-333\" style=\"width: 421px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-333 size-full\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/9c026a61a46945978cbd50eb5f48b08d.jpg\" alt=\"9c026a61a46945978cbd50eb5f48b08d\" width=\"421\" height=\"619\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/9c026a61a46945978cbd50eb5f48b08d.jpg 421w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/9c026a61a46945978cbd50eb5f48b08d-204x300.jpg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-333\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em><strong>Una delle tante edizioni di &#8220;The Comics&#8221; di Coulton Waugh.<\/strong><\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 sensato presumere, invece, che <strong>Colton Waugh<\/strong> abbia deliberatamente &#8220;ideato queste tre regole&#8221; per far si che fosse proprio <em>Yellow Kid<\/em> il primo personaggio della storia dei comics. In parole povere avrebbe dato di proposito una bella spinta a <em>Yellow Kid<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">In realt\u00e0 se andiamo un po&#8217; pi\u00f9 indietro nel tempo, esattamente nel 1827, allora possiamo presumere che nelle strip satiriche di <b>Histoire de M. Jabot <\/b>dello svizzero <strong>Rudolphe T\u00f6pffer<\/strong>, <strong>vi sia gi\u00e0 il racconto sequenziale mediante l&#8217;uso di pi\u00f9 vignette e c&#8217;\u00e8 da presumere che T\u00f6pffer sia stato il primo ad intuire, capire e usare tale linguaggio. Quasi settant&#8217;anni prima di Richard Outcoult<\/strong>.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E sempre prima dell&#8217;autore di <em>Yellow Kid<\/em>, nel 1865, il tedesco<strong> Wilhelm Bush<\/strong> cre\u00f2 i personaggi di <em>Max e Moritz<\/em>, due monelli le cui avventure furono raccontate mediante l&#8217;uso delle vignette in sequenza, tanto che vengono spesso citati <strong>come i precursori del fumetto moderno<\/strong>.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<figure id=\"attachment_328\" aria-describedby=\"caption-attachment-328\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-328 size-full\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/aAkJyOuDq51vongsjo3hdXIRN0.jpg\" alt=\" Aakjyoudq51vongsjo3hdxirn0\" width=\"600\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/aAkJyOuDq51vongsjo3hdXIRN0.jpg 600w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/aAkJyOuDq51vongsjo3hdXIRN0-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-328\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em><strong>&#8220;Histoire de M. Jabot&#8221; di Rudolphe T\u00f6pffer.<\/strong><\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ma lasciamo l&#8217;Europa e torniamo negli Stati Uniti. Perch\u00e9 se andiamo a spulciare i personaggi creati nel periodo di <em>Yellow Kid<\/em>, una serie salta subito all&#8217;occhio. Si tratta di <em>Little Bears<\/em>, realizzata da <strong>James Guilford Swinnerton<\/strong> pubblicata per la prima volta sul quotidiano del magnate <strong>William R. Hearst<\/strong>, <em>San Francisco Examiner<\/em>, nel 1893 e con regolarit\u00e0 gi\u00e0 dal 1894. Nelle strip di <strong>Swinnerton<\/strong> c&#8217;erano gi\u00e0 gli elementi del fumetto con l&#8217;aggiunta della nuvoletta parlante che <strong>Swinnerton<\/strong> usa fin dal 1892, quindi ben tre anni prima di<strong> Outcoult<\/strong>. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che il fumetto \u00e8 un&#8217;arte sequenziale, <strong>\u00e8 anche vero che il linguaggio, e soprattutto il dialogo, nella stragrande maggioranza delle volte viene espresso attraverso la nuvoletta<\/strong> che, a essere sinceri, nel corso dei decenni <strong>\u00e8 divenuta il simbolo iconografico del fumetto<\/strong>. Vi ricordate le definizioni di &#8220;Fumetto&#8221; su qualche dizionario o enciclopedia degli anni &#8217;80? &#8220;Mezzo con cui i personaggi si esprimono attraverso l&#8217;uso di nuvolette&#8230; &#8221; O qualcosa del genere. E poi la classica immagine di Topolino ad accompagnare il tutto.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<figure id=\"attachment_332\" aria-describedby=\"caption-attachment-332\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-332 size-full\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/IMG_8768.jpg\" alt=\"Img 8768\" width=\"640\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/IMG_8768.jpg 640w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/avventuredicarta\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/IMG_8768-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-332\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em><strong>&#8220;Little Bears&#8221; di James G. Swinnerton.<\/strong><\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">E bisogna dire che <strong>Swinnerton<\/strong>, grazie ai suoi <em>Little Bears<\/em> fu uno dei primi fumetti con protagonisti animali parlanti, caratteristica che user\u00e0 anche in <em>Mr. Jack<\/em>, una spassosa tigre play boy.\u00a0Il personaggio pi\u00f9 famoso di <strong>Swinnerton<\/strong> rimane comunque <em>Little Jimmy<\/em> , che l&#8217;autore disegn\u00f2 per ben cinquant&#8217;anni.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Insomma, la contesa su chi abbia inventato il fumetto \u00e8 ardua<\/strong>, ma alla luce di quanto \u00e8 emerso negli ultimi anni, <strong>possiamo affermare tranquillamente che Yellow Kid non fu il primo personaggio della storia dei fumetti<\/strong>; uno dei primi, certamente, ma il primo direi proprio di no.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Se devo esprimere la mia modesta opinione, <strong>Rudolphe T\u00f6pffer aveva gi\u00e0 dato le basi per il fumetto moderno<\/strong>. <strong>E pertanto credo che sia giusto considerarlo l&#8217;inventore del fumetto.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\">Ma, ripeto, \u00e8 solo la mia opinione.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;eterna diatriba su chi abbia il diritto di paternit\u00e0 del linguaggio pi\u00f9 originale del XX secolo, \u00e8 ancora lontana dal risolversi. 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