Avrei potuto essere io: l’importanza del ricordo per Mabel Morri

Avrei potuto essere io: l’importanza del ricordo per Mabel Morri
In occasione del Giorno della Memoria 2022, l’A.N.P.I. di Senigallia ha deciso di regalare ai ragazzi delle scuole un piccolo fumetto, per non dimenticare.

Avrei potuto essere io_coverLa memoria è un muscolo e, come tale, va tenuto in allenamento costante affinché non si atrofizzi e resti tonico. Questo vale soprattutto quando l’oggetto del ricordare è un fatto storico che, anno dopo anno, accumula sempre più distanza dal suo accadimento e a esso si affiancano altri eventi, mano a mano che la Storia si srotola lungo la linea del tempo.
Spetta alle generazioni più mature aiutare le più giovani a mantenere vivo questo genere di memorie, perché è chiaro che su chi è giovane adesso una vicenda accaduta circa ottanta anni fa ha un impatto attutito – da nozione da libro di storia – se non c’è una voce che a essa dia un diverso peso specifico.
Proprio questo compito svolge Avrei potuto essere io, albo a fumetti realizzato da , autoprodotto dall’A.N.P.I. di Senigallia e distribuito gratuitamente nelle classi terze delle scuole medie e nelle classi prime e seconde delle scuole superiori in occasione della Giornata della Memoria del 2022.
Una storia in bianco e nero in otto tavole con una classica griglia italiana a tre strisce con protagonisti un gruppo di adolescenti contemporanei che a scuola discutono con una professoressa lo sterminio ebreo operato dal nazismo tedesco durante la .
Uno sterminio che non fu solo razziale, ma che riguardò anche invalidi, omosessuali, in generale tutti coloro considerati scomodi al regime guidato da Hitler.
Uno sterminio che, agli occhi dei ragazzi di oggi, appare una distopia di quelle che vedono su o nei videogiochi.
 Proprio su questo aspetto l’autrice basa il suo breve racconto: “senza memoria non c’è futuro” dice la professoressa ai ragazzi, che la distanza temporale dall’Olocausto rischia di rendere in qualche modo “immuni” dalla gravità e dall’importanza di quell’avvenimento. E quel “Avrei potuto essere io” del titolo potrebbe non riferirsi solo alla possibilità di essere le vittime, ma anche i carnefici, perché la Storia ci insegna che la promessa che un fatto non debba più accadere, non significa che necessariamente non riaccadrà.
A questo serve il ricordo, a questo serve il .

Abbiamo parlato di:
Avrei potuto essere io
, Ilaria Mauric
Autoproduzione A.N.P.I. Senigallia, 2022
12 pagine, spillato, bianco e nero

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