Avengers Arena, giovani eroi in una lotta al massacro.

Avengers Arena, giovani eroi in una lotta al massacro.

Dennis Hopeless rilegge Battle Royale in salsa Accademia Vendicatori in una storia sincopata e piena di colpi di scena.

Mmang003isbn 0La collana Marvel Manga Edition di Panini Comics ripropone storie dell’universo Marvel in un formato ridotto che, senza replicarlo esattamente – la dimensione degli albi è quasi a metà strada tra il comic book e il classico tankobon – richiama quello dei fumetti orientali, scegliendo storie che abbiano qualche aggancio, narrativo o estetico, con gli stilemi del manga.
Non poteva quindi mancare la riproposta (l’ennesima dopo l’uscita su mensile e la raccolta in un volume di pregio) di una pluripremiata miniserie che si ispira – anzi, potremmo dire rilegge in chiave Avengers – una storia di grande successo in Giappone, che nasce come romanzo per essere poi trasposta in diversi altri linguaggi.
Battle Royale (Batoru Rowaiaru) è un romanzo scritto da Koushun Takami e pubblicato nel 1999 che racconta di un gruppo di studenti deportati su di un isola e costretti ad uccidersi tra loro per un perverso gioco ideato da un distopico governo giapponese. Il romanzo diventa ben presto un bestseller, dando origine presto a un adattamento come serie manga e a un film con Takeshi Kitano, che avranno un successo mondiale nonostante polemiche e censure – il film è considerato un cult da Quentin Tarantino, che sceglierà per il personaggio di Gogo Yubari del suo primo Kill Bill una delle sue attrici, Chiaki Kuriyama – e genereranno sequel, spin off e numerosi imitatori.

Che questa sia la fonte di ispirazione per lo scrittore della serie, Dennis Hopeless, è assolutamente esplicitato: la copertina del primo volume della mini (che corrisponde anche alla cover di questo volume) e il logo del titolo (con AA che sostituisce il BB) sono una riproposizione della locandina originale del film. Le successive cover seguiranno poi il gioco citazionista, evocando altri film o pellicole di simili generi (come quella che cita Hunger Games) o legate al tema dello scontro e della violenza giovanile (come quella che cita la locandina di Arancia Meccanica).
Anche qui abbiamo a che fare con studenti, o comunque adolescenti: sedici ragazzi che fanno parte principalmente dell’Accademia Avenger e del gruppo dei Runaways si ritrovano su un’isola deserta. Sono stati rapiti da Arcade, che li costringe a partecipare ad un folle gioco in cui soltanto uno di loro potrà sopravvivere, obbligandoli a combattere tra di loro. La narrazione ha fin da subito un ritmo sincopato, buttandoci nel mezzo dell’azione e costruendo set up e background attraverso una serie di flashback. La gestione corale funziona e il racconto è denso: la tanta azione va in parallelo con una certa verbosità, con pagine dinamiche ma fitte di balloon e didascalie. Ovviamente la chiave di volta è la continua rincorsa ai colpi di scena, ben congegnati e che tengono altissima l’attenzione del lettore. Un po’ più pretestuosa e forzata – almeno in questa prima manciata di capitoli raccolti nel primo volume – la meccanica e le motivazioni che hanno creato il contesto della storia e l’isola trappola.

2789309 2Rispetto alla storia a cui si ispira, è invece decisamente intrigante l’esplorazione etica che fa qui un salto in avanti: in questa versione non abbiamo a che fare “soltanto” con la scelta di uccidere o morire, magari a discapito di un amico o un’amica, ma anche la relazione con l’idea di eroismo. Gli adolescenti coinvolti sono eroi o aspiranti tali, chiamati a compiere scelte morali e riflessioni complesse e destabilizzanti. In questo Hopeless si rivela tutt’altro che scontato, costruendo psicologie complesse e ben condotte.

Uno dei limiti maggiori di questa operazione resta un’abitudine comune a molte altre simili realizzate in casa Marvel: la continuity. In questa storia non appare nessun “grosso calibro” del pantheon Marvel, quindi si tratta di personaggi che possono risultare quasi completamente sconosciuti al neofita. Nonostante questo la storia procede dando per scontato che diversi dettagli e molte dinamiche nei legami che esistono tra alcuni di loro siano noti al lettore, perché evidentemente esplorati in storie precedenti, ma lasciando così un certo livello di insoddisfazione e di incompiutezza in caso contrario.

I disegni di Kev Walker, a cui si aggiunge Alessandro Vitti, non risultano eccessivamente sacrificati dal formato ridotto – complice un’alta frequenza di tavole con un numero ridotto di vignette e frequenti primi piani. Sfogliamo pagine dinamiche, di grande realismo e che vengono valorizzate dai colori digitali di Frank Martin, che calibra con efficacia luci e atmosfere. Lo stile è pulito, fatto di pochi segni e tratteggi, ma espressivo e realistico nelle anatomie e nei volti, evocando certi lavori di Oliver Coipel. La trama e i protagonisti, raccontati spostando il punto di vista e il focus da un capitolo all’altro, dà un ampio spazio e peso alle loro emozioni e alle loro emotività su cui entrambi i disegnatori lavorano in una curata gamma espressiva.

Avengers Arena è un ottimo thriller young adult appassionante e ricco di colpi di scena ma un poco respingente per i lettori occasionali, magari attratti dall’edizione e dal sua formato di miniserie, ipoteticamente autoconclusiva.

Abbiamo parlato di:
Avengers Arena #1 – Uccidi o Muori
Dennis Hopeless, Kev Walker, Alessandro Vitti
Traduzione Marco Rizzo
Panini Comics, 2024
136 pagine, brossurato, colore – 12,00 €
ISBN: 9788828756422

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