{"id":82,"date":"2016-06-17T12:52:26","date_gmt":"2016-06-17T10:52:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/?p=82"},"modified":"2016-06-17T14:13:17","modified_gmt":"2016-06-17T12:13:17","slug":"autopsia-del-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/autopsia-del-fumetto\/","title":{"rendered":"Autopsia del Fumetto"},"content":{"rendered":"<p>Quando frequentavo il liceo mi innamorai di un libro che all\u2019epoca credo abbiano letto tutti. Mi costruii in testa l\u2019immagine del suo autore come di una persona davvero <strong>punk<\/strong>. Punk nel modo in cui ci aveva raccontato una storia semplice e scontata rendendola unica e pulita.\u00a0Punk per i sentimenti che era riuscito a veicolare attraverso due adolescenti senza sciuparli, senza trasformarli in retorica.\u00a0Due adolescenti che ai miei occhi apparivano cos\u00ec diversi da quelli che conoscevo eppure li sentivo cos\u00ec vicini a me che &#8211; manco a dirlo &#8211; mi sentivo diversa dai miei coetanei &#8211; che originalit\u00e0\u00a0eh a 16 anni? Quando, un giorno, per caso, beccai in tv un\u2019intervista a questo giovane autore mi resi conto che l\u2019immagine che mi ero costruita non coincideva in alcun modo con la persona che avevo visto\u00a0in quell\u2019intervista (che poi parliamoci chiaro ma chi riesce ad essere spontaneo durante un\u2019intervista?).<\/p>\n<p>Mi resi conto di essere stata profondamente ingenua, ma nei miei 16 anni forse potevo anche perdonarmelo, no? Avevo caricato quell\u2019autore di una serie di aspettative nate dal suo racconto, avevo creduto che poich\u00e9 era stato in grado di parlarmi direttamente potesse essere, in qualche modo, simile a me.<\/p>\n<figure id=\"attachment_95\" aria-describedby=\"caption-attachment-95\" style=\"width: 691px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-95 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/Wolverine-Autopsy.jpg\" alt=\"Wolverine-Autopsy\" width=\"691\" height=\"518\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-95\" class=\"wp-caption-text\">Marvel Comics<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo modo <strong>narcisistico<\/strong> di approcciare il racconto in\u00a0ogni forma ci venga proposto \u00e8 quello che negli anni che stiamo vivendo sta creando una sorta di interesse morboso verso gli autori.\u00a0Nella nostra testa costruiamo l\u2019immagine dei nostri autori preferiti e grazie ai <strong>social network<\/strong> possiamo sapere praticamente tutto di loro.\u00a0Quanta di questa <em>roba<\/em> \u00e8 davvero sana e fa bene agli autori? Conoscere quello che fanno, quello in cui credono, avere la presunzione che siano come noi perch\u00e9 con le loro opere ci leggono dentro e fomentano il nostro approccio narcisistico e <strong>ombelicale<\/strong> alla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Leggo continuamente commenti di lettori che si rispecchiano nelle opere dei loro autori preferiti o nelle abitudini perch\u00e9 basta aprire Facebook, scorrere Twitter, spulciare le foto su Instagram per sapere tutto di loro, anche di quelli pi\u00f9 restii, pi\u00f9 blindati.\u00a0Alcuni di loro di questo uso dei social ne hanno fatto un punto di forza e hanno capito che adesso, in questo momento esatto, la narrazione parte da l\u00ec e finisce dentro le loro opere.\u00a0Altri si\u00a0stupiscono di quanto alcune cose che scrivono, anche banali, abbiano un riscontro enorme sui social. Altri ancora li vivono come qualcosa di necessario ma doloroso, come la pulizia dei denti &#8211; <em>che fai, non te la fai?<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_97\" aria-describedby=\"caption-attachment-97\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-97 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/desk-800x600.jpg\" alt=\"desk\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/desk-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/desk-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/desk-1200x900.jpg 1200w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/autopsiadelfumetto\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2016\/06\/desk.jpg 1590w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-97\" class=\"wp-caption-text\">Tavolo operatorio del Dr. D.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Per quanto mi riguarda, ho iniziato ad usare i social, tutti ma proprio tutti, nel 2008 &#8211; <em>mentre lo scrivo il 2008 mi sembra l\u2019altro ieri e invece sono 8 anni fa, otto, Devi, ripeti con me O-T-T-O<\/em> &#8211; mi ricordo che uno dei miei primi \u201cfollower\u201d mi scrisse \u201cper\u00a0te il web 2.0 non ha segreti\u201d. In effetti fin da subito mi sono trovata perfettamente a mio agio in un ambiente che mi permetteva di conoscere persone, opere, caratteri, <strong>materiale umano<\/strong> senza dovermi\u00a0spostare, senza dover faticare a guardarle negli occhi tutte queste persone, a tenere a bada la timidezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Col tempo e l\u2019esperienza ho imparato ad usare davvero i social network e ho imparato a mie spese come proteggersi, come nascondere se stessi e quello che non si vuole che si sappia.\u00a0Come <strong>blindarsi<\/strong>. Ho conosciuto molti autori personalmente e capito che avevano fatto lo stesso, che le cose pi\u00f9 importanti le avevano \u201csalvate\u201d e non le avevano date in pasto alla fiera\u00a0narcisistica del <em>\u201coh mio Dio, sei proprio come me!\u201d<\/em>.\u00a0Che ad un certo punto \u00e8 necessario uscire dai 16 anni e cominciare ad affrontare le opere cos\u00ec come richiedono di essere affrontate, con uno <strong>spirito critico<\/strong>, con lo sguardo di chi sta cercando l\u2019altro, le sue esperienze e anche se stesso, ma non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cercher\u00f2 di <strong>entrare<\/strong> nelle opere e nei\u00a0loro autori con lo sguardo di chi si \u00e8 lasciato indietro i propri 16 anni, di chi ha detto al suo io che adesso stiamo andando alla ricerca di avventure, che <strong>le vite degli altri<\/strong> sono belle anche se non ci assomigliano. Che <strong>un\u2019autopsia<\/strong> non si ferma alla superficie, ma va a fondo e <em>\u201cvede con i propri occhi\u201d<\/em> quello che prima era nascosto alla vista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando frequentavo il liceo mi innamorai di un libro che all\u2019epoca credo abbiano letto tutti. Mi costruii in testa l\u2019immagine del suo autore come di una persona davvero punk. 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