Attilio Micheluzzi – Rosso Stenton/Shanghai

Attilio Micheluzzi – Rosso Stenton/Shanghai
Il più grande autore italiano di fumetti avventurosi? Senza dubbio un maestro unico e irripetibile, capace di creare una serie a fumetti che è un formidabile mix di storia, azione e ironia.
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Little Nemo Art Gallery, 2019 Italia, Rosso Stenton – Shanghai, 1982

Ma che bel pesce rosso in questo vaso di gomma
(Boccio di rosa a Rosso Stenton)

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Un bel primo piano di

In un’intervista ad gli venne chiesto chi erano gli artisti che più ammirava. Il grande artista fece due nomi: l’americano (il creatore di Calvin and Hobbes per intenderci) e l’italiano .

E non è difficile capire il perché. Micheluzzi possedeva tutte le caratteristiche care all’artista americano: una bellissima sintesi del tratto, magistrale uso del bianco e nero, personalissime caratterizzazioni dei personaggi, ricerca storica nelle sue storie, il tutto unito a una grande narrazione.

dell’artista napoletano (nato a Istria, all’epoca territorio Italiano, nel 1930), erano belle, coinvolgenti, e lui aveva un modo del tutto personale di raccontarle. Pensiamo a Petra Cherie, Johnny Focus, la serie Air mail, tutte opere indimenticabili che hanno reso unico questo formidabile autore.

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La classica rissa tra marinai: grande esempio di narrazione per immagini

Eppure Micheluzzi non gode della stessa fama di , pur essendo un autore di pari grandezza. Ma questo non toglie il fatto che pur non avendo gli stessi onori del famoso collega, Micheluzzi sia per molti versi il più grande autore di fumetti italiano di genere avventuroso.

La serie di Rosso Stanton si colloca dopo i bellissimi Petra Cherie e Marcel Labrume e prima di un’altro piccolo gioiello micheluzziano: la serie Air Mail. Siamo negli anni ’80, un periodo meraviglioso per il fumetto italiano in cui il meglio dei nostri autori sforna capolavori a raffica ed è ovvio che Micheluzzi non è da meno.

Roscoe Stanton, detto “Rosso” per via della sua capigliatura, è un palombaro della marina americana sulla nave “Cincinnati”. Ama la birra ma non la regge oltre la terza bottiglia, odia Gary Cooper in quanto la sua altezza lo complessa, ma in compenso ha un buon successo con le donne. In questa sua prima avventura il simpatico marinaio è, suo malgrado, disertore nella Shanghai del 1937 trovandosi tra due fuochi: il malvagio Wu Pei Fu trafficante d’armi che lo vuole usare per recuperare alcuni carichi perduti, e la bellissima Boccio di Rosa a capo di un piccolo esercito di pirati.

In questa prima avventura c’è davvero tutto il talento narrativo di Micheluzzi, che addirittura interloquisce con il suo personaggio in una serie di duetti divertenti. Ma c’è anche la sua passione per la storia, per i costumi e per le atmosfere. Leggere Shanghai equivale a ritrovarsi accecati nella nebbia della città cinese, in mezzo le sue sudicie vie, nei suoi bordelli, nei suoi locali, in mezzo alle risaie o immersi nel Wanpoo, che come dice Rosso: è il fiume più giallo e fetente che ci sia. E tutto questo grazie all’immenso talento di Micheluzzi, che riesce a fare di una semplice avventura un piccolo gioiello narrativo, grazie alle sue inquadrature ricche di profondità e passione. Una passione per la storia (siamo a ridosso della ), per il cinema e per la ricerca che è visibile in ogni dettaglio disseminato nelle belle vignette che compongono le 48 tavole di questa prima bellissima avventura.

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Nebbia a Shanghai: il tratteggio di Micheluzzi ha fatto scuola.

Una nota a parte meritano le caratterizzazioni dei due antagonisti della storia: il contrabbandiere Wu Pei Fu, grasso, cattivo che fa tagliare la testa a chi commette l’errore di non chiamarlo “eccellenza” ma soprattutto Boccio di Rosa, bellezza orientale provocante che s’innamora immediatamente di Rosso che però ha un personale motto: “Niente problemi per le ragazze”.

Dice il critico Vincenzo Mollica nella piccola introduzione al volume consigliato: I personaggi di Micheluzzi sono come una calamita: ne incontri uno e vorresti conoscerli tutti. L’incanto, grazie al suo disegno limpido e superbo, sta nell’entrare in un mondo in cui ti sembra ci sia un angolino per te in ogni vignetta. É come se l’avventura umana si manifestasse per quello che è senza finzioni, con tutti i risvolti del bene e del male.

E credetemi, sono pochi gli autori che, in una carriera durata neanche vent’anni, sono riusciti a creare una gran quantità di storie e personaggi, tutti praticamente memorabili.

Per farlo biogna essere unici. E lo era.

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La presentazione di Rosso Stenton nella prima tavola della storia Shanghai

Curiosità

Le avventure di Rosso Stanton hanno come riferimento il bellissimo film di Robert Wise Quelli della San Pablo, interpretato da Steve McQueen. Nel film uno dei personaggi del film viene chiamato Rosso. Per il volto di Stanton, Micheluzzi si è ispirato a quelo del divo hollywoodiano James Cagney.

Le avventure di Rosso Stenton vennero pubblicate a puntate nel 1982 sulla rivista L’Eternata. Oltre a questa prima avventura, Shanghai, ne seguirono altre tre: Avventura in Manciuria, La lunga notte e Yellow Christmas. Tutte da leggere e avere nella propria fumettoteca.

Per le sue prime storie da fumettista (dopo un passato da architetto in Libia), Micheluzzi si firmava con lo pseudonimo di Igor Artz Bajeff.

Edizione Consigliata

L’edizione realizzata dalla Little Nemo Art Gallery è in realtà il catalogo della mostra, tenutasi a Torino tra ottobre e novembre 2019, in cui vennero esposte tutte le tavole che componevano questa prima avventura di Rosso Stenton. Eppure nonostante sia presentato come un catalogo è un libro a tutti gli effetti che rende grande gustizia all’arte di Micheluzzi: la storia compare in bianco e nero per la prima volta, ottima stampa su pagine patinate e con un apparto critico di grande livello ad opera di Santo Alligo, Giovanni Nahmias e Adriano Olivieri. Edizione tirata in sole 500 copie.

Altre edizioni

Sicuramente quella originale a colori della spendida collana Orient Express – I protagonisti realizzata dalle Edizioni L’isola Trovata che pubblicò le prime tre avventure di Rosso: la reperibilità su internet e nelle fumetterie ben fornite non dovrebbe comportare particolari problemi. Tuttavia, la casa editrice francese Mosquito ha ripubblicato tutta la serie compreso l’episodio Yellow Christmas, non pubblicato in volume nella collana Orient Express – I protagonisti.
Recentemente invece, l’ ha riunito tutte le avventure di Rosso Stanton, nella collana I grandi maestri, in una serie di albi dal tipico formato bonelliano a colori.

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