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Astro City: la fine dell’innocenza e l’inizio dell’Età Oscura

Torna Astro City con una lunga saga ambientata negli anni '70 e '80, negli anni in cui la società (e i comics) erano protagonisti di grandi trasformazioni.
Articolo aggiornato il 23/09/2017

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età OscuraL’Età Oscura è la storia di due fratelli, Charles e Royal, due ragazzi di colore figli di una normale famiglia di , la città dei supereroi. La loro quotidianità è quindi popolata da personaggi dotati di poteri eccezionali e dai nomi bislacchi che si trovano a fronteggiare per le strade della città criminali ancora più bizzarri. Ma la minaccia che questi esseri rappresentano è reale e può capitare che degli innocenti e indifesi cittadini si ritrovino loro malgrado coinvolti negli scontri tra superesseri finendo per pagare il prezzo più alto. Questo è ciò che capita ai genitori dei due bambini che ritroviamo adulti, venti anni dopo, alle prese con le conseguenze della tragedia che si è abbattuta sulla loro famiglia. Uno di loro è diventato un poliziotto, l’altro invece un piccolo delinquente; entrambi hanno a loro modo reagito alla violenza e alla sopraffazione di cui sono stati vittime i propri genitori, ed entrambi cercano di venire a patti con la loro città, Astro City, vera protagonista della serie di Busiek e Anderson. Con il taglio realistico inaugurato nel lontano 1994 con Marvels, l’autore racconta due decenni “bui” della città delle meraviglie.

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età OscuraRaccolta dalla in due volumi e negli USA in quattro libri di quattro capitoli ciascuno, L’Età Oscura è la saga più lunga mai scritta da Busiek per Astro City, e racconta gli anni che vanno dal 1972 al 1984. Sicuramente un progetto ambizioso e impegnativo, iniziato nel 2005 e conclusosi nel 2010, nel quale Busiek affronta temi diversi e raccoglie numerosi elementi narrativi distribuiti nel corso della serie. Partendo dall’assassinio dei genitori di Royal e Charles (non a caso due ragazzi di colore), Busiek racconta gli anni della contestazione, della diffidenza del cittadino comune nei confronti del proprio paese e delle sue istituzioni, e anche l’insofferenza nei confronti dei vigilantes, che iniziano ad essere visti come una minaccia alla propria sicurezza. Rievocando gli spettri della guerra del Vietnam e le ombre della presidenza di Nixon, Busiek narra una storia alternativa degli USA nella quale inserisce con mestiere gli elementi avventurosi e fantastici, raccontando la fine della spensieratezza e l’inizio di un periodo più cupo, fatto di disillusione e violenza.

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età OscuraLa peculiarità del progetto Astro City, oltre al suo carattere volutamente anacronistico, è la costruzione di una meta-narrazione che sia allo stesso tempo racconto a fumetti e analisi del medium, offrendo quindi una duplice chiave di lettura: Busiek fa la cronaca della società americana degli anni ’70 ed ’80, ma al medesimo tempo compie una riflessione sul fumetto dell’epoca. Giocando con le icone del genere supereroistico, ne propone delle versioni alternative attraverso le quali ragionare sugli originali.
Mentre ci mostra una società che cede alla rabbia e sostituisce un ideale di vendetta a quello di giustizia, ripercorre il graduale cambiamento che interessò negli anni ’70 i comic book USA. Per le strade di Astro City si racconta di un nuovo vigilante che non si limita più adAstro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età Oscura assicurare i criminali alla polizia, ma li giustizia direttamente (il Punitore appare per la prima volta in The Amazing Spider-Man #129 del 1974) mentre le organizzazioni malavitose della città iniziano a dedicarsi allo spaccio di droga (nei celebri numeri 85 e 86 di Green Lantern/Green Arrow usciti nel 1971, Oliver Queen scopre la tossicodipendenza della sua spalla).
Il numero di citazioni più o meno esplicite, di rimandi e riferimenti che popolano le pagine della serie è quasi sterminato: si va dalla breve apparizione di Green Man, un sorta di col volto di , a quella centrale di Street Angel e Black Velvet, una coppia di giustizieri dai metodi decisamente risoluti che ha una chiara corrispondenza con Cloack e Dagger, due personaggi apparsi sulle pagine di Spectacular Spider-Man. Da notare che all’origine dei poteri dei due character della Marvel (creati da Bill Mantlo) stava l’assunzione di un tipo di eroina sintetica. Assieme ai personaggi, Busiek cita anche le storie apparse nei decenni che va a rinarrare: nei suoi anni ’70 e ’80 Astro City è quindi soggetta a invasioni aliene e catastrofi cosmiche che rischiano di mettere a repentaglio il tessuto stesso della realtà con toni e situazione che ricordano, omaggiandole, le grandi saghe partorite da per la Marvel o da per la DC.

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età Oscura

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età OscuraE’ innegabile che, per fruire compiutamente di un progetto di questo tipo, sia auspicabile, se non necessario, conoscere il fumetto USA degli ultimi venti anni; questo al fine di cogliere i numerosi riferimenti presenti e poter comprendere le varie allegorie dei personaggi. Il rischio è rendere Astro City una serie nostalgica per lettori dalla lunga memoria (e dalla non giovanissima età), pericolo in buona misura evitato grazie alla capacità di Busiek di raccontare storie sostanzialmente nuove e divertenti con toni e scenari retrò. Il tutto adottando la visuale dell’uomo comune: le storie che Astro City vuol raccontare sono quelle degli individui e della loro umanità, a prescindere dal possesso di abilità straordinarie. Battaglie, invasioni, salvataggi drammatici, le situazioni classiche dei comics USA sono spesso risolte in una pagina o addirittura in qualche vignetta. L’attenzione del lettore deve focalizzarsi sulla quotidianità dei personaggi di Busiek, con la città e le sue bizzarrie a fare da scenario e nulla più.
A differenza delle riletture versione Ultimate di casa Marvel, l’intento di Astro City non è quello di aggiornare i personaggi storici ma di raccontarne di nuovi recuperando il sense of wonder proprio di quelli vecchi, anche dal punto di vista grafico, grazie alle matite classiche di Anderson.

Altro elemento di forza di Astro City è la grande coerenza che sta alla base del progetto: ne L’Età Oscura i lettori scoprono finalmente come è morto Silver Agent, il cui monumento funebre è apparso più volte nei precedenti episodi della serie, e il perché dell’epigrafe “A nostra eterna vergogna” presente sulla statua. L’eroe è, assieme ai fratelli Royal e Charles, il personaggio cardine della saga che alterna gli scenari urbani (il tentativo di vendicari i genitori dei due orfani) a quelli epici dello scontro tra superesseri (la minaccia del Cavaliere Pallido e di Lord Sovereign sventata grazie al coraggio di Silver Agent).

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età Oscura

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età OscuraLa dicotomia tra giustizia e vendetta sembra essere il cuore tematico della saga: è sete di vendetta quella che spinge i due fratelli a correre rischi enormi pur di vendicare i propri genitori, ed è la stessa bramosia a far gioire i cittadini della condanna a morte di Silver Agent, accusato  di omicidio e giudicato colpevole. La sua morte è la chiara allegoria della fine della spensieratezza e dell’ingenuità dei comics degli anni ’70, non a caso definita Silver Age. La nuova era è caratterizzata da eroi sempre più umanamente imperfetti, non più infallibili e a tratti addirittura non condivisibili. Gli scenari in cui si muovono non sono più le galassie o i cieli delle città ma le strade e i vicoli di queste, e gli ideali che li animano e i metodi che adottano sembrano sempre meno nobili: Busiek allude al nuovo fumetto degli anni ’80 (ma anche posteriore, vista la somiglianza ravvisabile tra Il Cavaliere Pallido ed Azrael) che inizia a proporre personaggi sempre più violenti e privi di scrupoli e toni sempre più drammatici (senza ricorrere al Dark Knight di Miller si pensi ad esempio al progressivo incupimento delle storie degli X-Men della gestione Claremont).
Silver Agent è invece l’incarnazione del campione etico: nonostante la capacità di viaggiare nel tempo gli consenta di sapere quale sarà il suo destino, decide di non sottrarsi alla legge, come un novello Socrate. Ed è proprio il suo esempio, nel finale conciliatorio e forse un po’ buonista della saga, a offrire ai fratelli Williams una via d’uscita dalla spirale di odio che sembrava averli imprigionati.

Busiek dimostra la propria qualità ed esperienza di scrittore di comics andando a recuperare spunti ed indizi inseriti nei precedenti episodi della saga; l’autore dà l’idea di avere ben chiaro uno schema generale in cui collocare le implicazioni e i futuri sviluppi di ciascun avvenimento messo in scena. Nonostante la saga sia divisa in quattro libri leggibili autonomamente, l’autore è costretto a periodici riepiloghi narrativi che a tratti appesantiscono la lettura, ma senza pregiudicarne la qualità. Sicuramente apprezzabile l’edizione della Magic Press che propone le copertine originali di tutti gli episodi (come sempre opera di ), una serie di sketchbook e le prefazioni di Ed Brubaker e .

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età Oscura

Abbiamo parlato di:
Astro City: l’Età oscura  – volumi 1 & 2
, Brent Eric Anderson
Traduzione di ,
Magic Press 2011
Volume 1: 252 pagine, brossurato, colori – € 20,00 – ISBN 9788877594600
Volume 2: 240 pagine, brossurato, colori – € 20,00 – ISBN 9788877594686

Riferimenti:
Sito Ufficiale: www.astrocity.us
Kurt Busiek: www.busiek.com
Dc Comics: www.dccomics.com/dccomics

 

Astro City: la fine dell'innocenza e l'inizio dell'Età Oscura

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