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Archie verso il piccolo schermo, Fear The Walking Dead

In questa puntata dettagli su Riverdale, Supergirl, le riprese di Suicide Squad, Fear The Walking Dead e molto altro ancora.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

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Intervistato nei giorni scorsi da CBR, lo sceneggiatore e CCO di Archie Entertainment Roberto Aguirre-Sacasa, ha avuto modo di parlare per la prima volta, in maniera più dettagliata, di Riverdale, lo show su Archie e i suoi amici che presto approderà sul piccolo schermo grazie al network The CW.

In origine, quando mi sono incontrato con la Warner Bros. per parlare con loro di fare uno show televisivo basato su “Archie”, ho detto loro che avevo incontrato , che è ovviamente il re degli show sui fumetti in televisione. Ma, se vi ricordate, Greg ha iniziato la sua carriera con “Dawson Creek”, “Everwood”, ha fatto tonnellate di show. Sembrava il produttore perfetto. È stato un po’ come: “Oh, stiamo per fare questo show su The CW.” Poi la Fox è entrata nella mischia e il progetto è stato da loro per un po’, ma il pilota non è mai stato realizzato. Io do a Greg e alla Warner Bros. pieno credito per questo show, in quanto hanno sempre creduto nel progetto e nello script. Sono riusciti a ottenere il progetto dalla Fox, che è una cosa difficile da fare, ci siamo guardati intorno e abbiamo pensato, “Questo show deve essere su The CW.”

Archie verso il piccolo schermo, Fear The Walking DeadAguirre-Sacasa ha in seguito accennato al recente rilancio fumettistico del personaggio di Archie a opera di Mark Waid e Fiona Staples, e su come la nuova testata possa influenzare in qualche modo la realizzazione del serial.

Probabilmente la prima bozza di “Riverdale” è stata scritto prima che Mark scrivesse il primo numero di “Archie”. Mark ha lanciato le sue idee e abbiamo avuto alcune conversazioni prima di scrivere, e penso di avere condiviso con lui alcune delle cose che stavamo facendo e stranamente, Mark stava facendo alcune delle stesse scelte che stavamo facendo per rinfrescare i personaggi su “Riverdale.” Ma non credo assolutamente che stiamo facendo le cose proprio uguali. I due progetti non sono collegati direttamente, ma non volevamo differenze troppo evidenti tra il primo numero di Archie e “Riverdale.” Così ci siamo coordinati un po’, ma in realtà entrambi i progetti sono indipendenti. Direi che “Riverdale” è un po’ più oscuro, perché “Archie” #1 celebra davvero l’umorismo, il romanticismo, tutto quel genere di cose. “Riverdale” è un po’ più oscuro, un pochino più misterioso…
Sapete che “Twin Peaks” non era veramente incentrato sull’omicidio della reginetta del liceo Laura Palmer? Quindi, immaginate di stare  facendo “Twin Peaks”, ma di seguire le vicende dei ragazzi della scuola superiore di Laura Palmer, e non gli adulti della città. Questo è uno degli elementi dello show. Ci sarà ancora la musica e ci saranno ancora Josie e le Pussycats, ma non vi sarà che un sottofondo.

Infine, lo sceneggiatore ha accennato al ruolo di consulente che sta avendo in , il nuovo serial della CBS sull’eroina DC Comics interpretato da .

La Writers Room per “Supergirl” è stata avviata circa sette o otto settimane fa e io stavo ovviamente lavorando con Greg su Riverdale, e “Supergirl” è stato co-creato o co-sviluppato da Greg Berlanti, Andrew Kreisberg e Ali Adler, con cui ho lavorato in “Glee “per un anno. Quando stavano mettendo insieme il gruppo degli sceneggiatori, la Warner Bros., Greg, Ali e Andrew, mi hanno incontrato e mi hanno detto: “Vorresti venire a lavorare su ‘Supergirl?'” E non avevo mai fatto, nonostante la mia lunga vita e la mia ossessione per i fumetti, una serie televisiva su un fumetto. È stato un tale privilegio che ho colto al volo l’occasione. E volevo vedere come tutto funzionasse alla Berlanti Television. Quindi è stato fantastico, e mi piace la sceneggiatura e mi piace Supergirl, e questo è un grandissimo momento.

Intervistato nei giorni scorsi da Entertainment Weekly, l’attore , che nello spin-off di The Walking Dead interpreta il ruolo di Travis, ha avuto modo di parlare del suo personaggio e del serial, da lui inteso come qualcosa di più di un semplice “show sugli zombie”.

Io lo vedo come un tipo qualunque, un insegnante di scuola superiore, di inglese, appassionato della sua comunità e della sua famiglia. È un ragazzo piuttosto normale in questo senso. È un uomo che vive attualmente tra due famiglie, ha divorziato e ha incontrato qualcuno che ama e sta diventando parte di quella famiglia. Così lui ha, in un certo senso, una famiglia nuova e una vecchia. Sta cercando di creare una sorta di famiglia mista. Il suo mondo è composto dalla donna che ama, i figli che ama, e il lavoro che ama, e improvvisamente tutto questo viene rovesciato.
Mi piace l’idea di lui come una specie di anti-eroe, nel senso che lui non è preparata a tutto questo. Non è come un tipico eroe d’azione, e quindi c’è spazio per lui per evolversi e scoprire chi sarà in questo nuovo mondo.

Se c’è un lavoro che deve essere fatto, lui farà quel lavoro. Questo sottolinea che tipo di persona sia. È solo che siamo in una situazione così strana in cui la scala di ciò che sta accadendo è talmente al di là di tutto ciò a cui si era preparato e che dovrà affrontare. Ha anche una solida bussola morale. Così l’idea di uccidere e commettere violenza gratuita… ha trascorso la sua carriera cercando di insegnare ai ragazzi a comportarsi bene e credere nella bontà dell’umanità e nella bontà dell’uomo ed essere socialmente utili,  prendersi cura l’uno dell’altro e costruire una comunità. In un’apocalisse, tutto questo cade a pezzi, la catena di comando si interrompe, è un tutti libera tutti. È come se tutte le regole fossero cambiate. I creatori del serial mi hanno regalato questo ruolo fenomenale nel senso che si tratta di un uomo buono in una situazione impossibile. Quindi, come si fa a mantenere la propria bontà e avere fede nella bontà dell’umanità quando tutto sta cadendo a pezzi? Questa è una sfida difficile…

Per quanto riguarda invece l’uso degli zombie, e in particolare della tematica zombie all’interno del serial, Curtis ha voluto sottolineare quello che per lui è un altro elemento fondamentale di Fear The Walking Dead.

Non abbiamo mai usato quella parola. Noi non usiamo mai la parola con la Z. Voglio dire, non è nemmeno quello che stiamo realizzando, e quando ho letto la sceneggiatura ho avuto questo atteggiamento. È stato come, “Cosa? Che cos’è questo? Cos’è questo show di cui sono tutti entusiasti? Tutti parlano di questo show!”. E quando ho letto la sceneggiatura non l’ho letta in quel modo. Si legge come un vero e proprio show drammatico su una famiglia, sulla vita ordinaria della gente, e io ero un po’ confuso. Pensavo “Questo non è quello che mi aspettavo.” È molto normale e un ottimo dramma, e così mi sono detto: “Ottimo. Sono favorevole. Mi pare davvero interessante”.

Parlando poi del collegamento con lo show principale e con il fumetto da cui è tratto, Curtis ha sottolineato:

Ho chiesto ai creatori dello show se questo fosse importante, e mi hanno detto che non era importante. Lo so che è un fenomeno, è un grande franchise, e ho pensato che avrei preferito che mantenessimo le distanza da TWD… Inoltre, credo che abbiamo bisogno di avere un po’ di spazio per ricreare quello che è e definirlo nella maniera in cui noi vogliamo. Potremmo creare un pubblico tutto nuovo e diverso per questo show al contrario di altri.
C’è una certa integrità nel modo in cui le persone che hanno a che fare con la creazione dello show siano d’accordo che non dobbiamo cercare di piacere a un altro pubblico. Abbiamo la libertà di creare il nostro pubblico e creare un universo completamente diverso e uno show diverso. Quindi, penso che sia bene avere un po’ di spazio per noi…

Supergirl

Intervenuti nel corso della Television Critics Association, Greg Berlanti e Geofff Johns hanno parlato del serial sulla supereroina DC Comics, evidenziando in particolare l’influenza che il film Superman di Richard Donner, ha avuto nella sua realizzazione.

Questo è il punto: quando torni a guardare i film, se togli le parti d’azione – tipo le panoramiche, la loro dimensione e raggio – rimane qualcosa che secondo me si stampa nel nostro cervello in quel momento della nostra vita e che io associo con il senso stesso di raccontare una storia di supereroi – ha detto Berlanti – Poi, okay, parliamo di immedesimazione. È capitato di rivedere le riprese giornaliere e Melissa [Benoist] sembra prendere tempo o comportarsi come avrebbe probabilmente fatto Clark Kent in una scena o sequenza del genere. In termini di resa e di immedesimazione, mi sembra quanto di più vicino all’evocativa recitazione di Christopher Reeve. Speravamo e desideravamo proprio che potesse succedere una cosa simile, ma prima non si sa mai se uno sarà fortunato abbastanza o no.

Johns ha aggiunto che secondo lui, quando Donner vedrà lo show, sarà molto fiero dell’ispirazione nei toni della serie data dal suo film.

Ho lavorato con lui per quattro anni e ha sempre mantenuto la stessa passione – ha affermato Johns – Aveva questo cartello con scritto “Verosimiglianza”, verità, appeso sopra tutti gli uffici di produzione di Superman,  e diceva che si trattava della verità dell’emozione. E, di nuovo, torniamo al contributo che Greg e tutti gli altri stanno apportando alla serie.

A parlare del serial è stata anche la produttrice esecutiva Sarah Schechter, che ha evidenziato quali, secondo lei, sono gli elementi che avvicineranno il pubblico alla visione del telefilm.

Questa non è una storia su Superman. Questa è la storia di Supergirl, che la gente dovrebbe veramente conoscere. La cosa fantastica di Supergirl, al contrario di Superman, è che lei ha trascorso tredici anni vivendo su Krypton come una ragazza normale, senza poteri, e quindi non solo lei ha il trauma per ognuno di coloro che conosceva che sono morti, ma arriva in un mondo che dice alle ragazze adolescenti di sopprimere ciò che le rende speciali. Questa è la cosa grandiosa di questa storia. E ciò che la rende così interessante, così ricca e divertente è che per me è più facilmente riconoscibile. Io non sono nata con super poteri, ma quello che Kara vive in questo show è venire a patti con tutto ciò che può essere, abbracciando chi è veramente e le cose che la rendono diversa e la rendono grande, e credo che sia un messaggio importante e con cui ci si può identificare.

Archie verso il piccolo schermo, Fear The Walking Dead

Continua incessante la lavorazione di Suicide Squad, l’adattamento cinematografico del gruppo di criminali DC Comics diretto da David Ayer. In questi giorni la troupe della pellicola si trovava a Chicago per realizzare alcune sequenze aeree della città che verranno assemblate, secondo indiscrezioni, con altre scene per creare la città fittizia della storia.
Le scene sono state realizzate nella centralissima Michigan Avenue, dove le strade non sono però state chiuse al pubblico, e in cui un elicottero ha sorvolato la zona più e più volte. Stessa cosa è accaduta nei pressi di Clark Street, dove le strade sono state chiuse a intermittenza per un tempo non superiore ai dieci minuti. Altre scene invece sono state filmate sul Chicago River e nei pressi del Renaissance Hotel, come testimoniano alcune immagini scattate da testimoni sul posto. Nessuno degli attori principali era presente sul set.

Archie verso il piccolo schermo, Fear The Walking Dead

Agents of S.H.I.E.L.D.

La società Fuse Fx, specializzata nella realizzazione di effetti speciali, e di cui qualche mese fa pubblicammo una esclusiva intervista sul loro lavoro in Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. hanno ricevuto due nomination agli Emmy Awards, di cui una riguardante proprio la serie sul team di agenti SHIELD.
Mark Kolpack, Tracy Takahashi, Kevin Lingenfelser, Matthew Von Brock, Mitch Gates, Kevin Yuille  e Briana Aeby sono stati infatti nominati nella categoria Outstanding Visual Effects per l’episodio The Dirty Half Dozen.

Cinebrevi

Creature Bleacher e DC Entertainment hanno esteso la loro partnership con tre nuove action figure di peluche di personaggi televisivi DC Comics. Le nuove aggiunte comprendono tre personaggi: il Pinguino dalla serie Fox , Flash e . I nuovi personaggi saranno disponibili dal 30 agosto.

Archie verso il piccolo schermo, Fear The Walking Dead

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