Alta criminalita’

AAVV Mondadori, 2005 - 374pagg. B. b/n - 12,40euro
Articolo aggiornato il 11/11/2015

Alta criminalita'La Mondadori approfitta dell’estate, del mare, delle giornate da ombrellone (come ogni giornalista che si rispetti deve recitare per dimostrare di trovarsi a proprio agio con le frasi fatte), per proporre una massiccia offensiva fatta di carta e fumetti. Ai classici e immancabilmente pompati best sellers letterari, affianca così un discreto numero di albi pieni zeppi di vignette, e anche piuttosto interessanti: siamo lontani, per intendersi, dalle straviste raccolte di personaggi Bonelli, Marvel o simili.
Tra italici , o francofone perle del fumetto per ragazzini come Titeuf [1], il pezzo forte è rappresentato da questa ricca antologia che celebra il “noir all’italiana”, presentando scrittori affermati alle prese con le riduzioni di alcuni loro racconti, o sceneggiatori di spicco cresciuti tra i narratori americani più pulp e le proprie radici fatte di poliziotteschi e film cult, apprezzati più all’estero che in patria.

Ecco quindi, a cura dell’onnipresente e di Marco Schiavone, “il meglio del noir italiano a fumetti“. Praticamente tutte ripubblicazioni di racconti, più o meno lunghi, apparse in altre vesti (spesso più costose) che solo per questo rendono interessante l’acquisto del volume, veramente corposo e dalla veste ottimamente curata come di solito è ogni Oscar Mondandori.
Se chiaramente la copertina “spara” i nomi grossi e più conosciuti di Baldini, Carlotto, Lucarelli e Wu Ming 2, il sommario è ricco di altri nomi più noti ai fumettari incalliti.
Tutti i fumetti sono introdotti da una breve ma incisiva presentazione e dalle schede biografiche degli autori (a cui rimandiamo per non perderci in un lungo elenco di nomi e bibliografie), segno distintivo di una attenzione per scrittori e disegnatori che lascia intravedere la mano di un appassionato Faraci, che, smesse le vesti di sceneggiatore, si dimostra buon curatore del prodotto.

LE STORIE

Tanti e vari i toni dei racconti, qui presentati singolarmente. Il giudizio globale, infatti, fin da ora si rivela ottimo, ancor prima di leggere le storie: vuoi per i nomi coinvolti, vuoi per averne già letto e giudicato buona parte, vuoi per l’iniziativa in sé, il volume non può che definirsi riuscito e consigliato. Detto questo, non rimane che analizzare, in ordine, il contenuto in forma “sciolta”, formato in maggior parte da riduzioni a fumetti di racconti o romanzi scritti (riduzione che, a nostro avviso, non è necessariamente da vedere come un declassamento), eccezione fatta per le storie di Cajelli e Recchioni.

Pinocchio di Sandrone Dazieri e Maurizio Rosensweig
Punto forte di questo primo impatto con le storie del volume sono i disegni di un sempre più completo e personale Rosensweig: un tratto inquieto, tagliente, una composizione della tavola senza vincoli ma rigorosamente studiata per seguire lo svolgersi degli eventi con ritmo, sono gli ingredienti che rendono ogni suo lavoro degno della massima attenzione. Il personaggio di Pinocchio, esecutore della mala all’opera in una Torino scarsamente visibile, trascina con sé in una angosciosa spirale il lettore, salvo poi ritrovarsi in un finale tanto a sorpresa quanto poco comprensibile. Dazieri “gioca sporco”, mescolando noir e fantastico ma senza spiegare o dare indizi, e questo forse rovina un poco quanto di buono costruito [2].

Milano Criminale di Diego Cajelli e Marco Guerrieri
A questo “La banda del muto” non manca qualche pecca nella sceneggiatura e nei disegni: il richiamo a una certa atmosfera e ambientazione milanesi, a ben precisi anni di cronaca e a una filmografia ricca di opere cattive e crude, non risulta pienamente riuscita [3]. Nonostante questo, la storia si legge con scorrevolezza; i personaggi sono ritagliati su carta in maniera sbrigativa ma soddisfacente, cercando di infondere in ognuno una particolarità che lo renda attraente o intrigante; l’azione è concitata e fracassona quanto basta. Oggetto, ai tempi dell’uscita originaria per Alta Fedeltà, di un’ampia anteprima sul nostro sito [4], questo divertito omaggio ai b-movie all’italiana guadagna, a distanza di tempo dalla prima lettura, diversi punti.

Il punto di vista del licantropo di Andrea Pinketts e
Il tema del doppio, del male nascosto nella normalità, della natura del mostro, sono argomenti che ormai risultano datati, anche se il racconto originale non è proprio recentissimo [5]. Si nota il tocco ironico, quasi sbeffeggiante, di Pinketts, che qui si diverte a lanciare qualche frecciata sulla vita sociale e sull’appartenenza ai “salotti bene” della media borghesia. I disegni di Cremona, allievo di Rosensweig (che qui sceneggia anche, erroneamente non segnalato) sono buoni e interessanti, lasciando intuire l’influenza del maestro e non solo. La storia è comparsa, sempre per Alta Fedeltà, nel volume I vizi di Pinketts, in cui vari disegnatori prestavano le loro matite per illustrare i racconti dell’autore [6].

Battaglia di e
Altro “fumetto originale” dopo Milano Criminale, Battaglia trova una giusta ristampa dopo i datati quattro numeri usciti per la , laboratorio nato proprio dallo sceneggiatore Recchioni e da Loemacs. Vi si possono trovare così tutti i temi per cui in seguito lo scrittore è diventato noto e apprezzato come uno dei “nomi caldi” del fumetto italiano, co-creatore del successo Eura di John Doe: trame asciutte, dirette, senza concessioni ai ricami, e una buona dose di intelligenza nell’offrire un prodotto appetibile e intrigante. I disegni di Leomacs sono sporchi e precisi quanto serve, e vedendoli viene da pensare che l’autore abbia perso la strada del fumetto se in questi anni le apparizioni del suo evidente talento sono state rarissime.

Nella nebbia di Eraldo Baldini e Mario Mondo
Prima pubblicazione invece per questo brevissimo adattamento [7], in cui la professione di grafico di Mondo si esprime per la capacità, con un tratto che riempie le vignette con schizzi dall’aria incompiuta, di offrire un buon equilibrio nella tavola e uno storytelling più che discreto; una prova veramente impressionante visto che si tratta del suo primo fumetto. Il racconto è breve, la sopresa piuttosto scontata, e il tutto scivola via senza colpire particolarmente il lettore.

La ballata del Corazza di Wu Ming 2 e Onofrio Catacchio
Nato da un racconto copyleft (ovvero di libera diffusione purché non a scopo di lucro) di Wu Ming 2, l’elemento che recentemente si è ritagliato maggiori spazi da solista della fondazione Wu Ming, e adattato da Catacchio in maniera molto, e forse troppo, didascalica, La ballata del Corazza è una inquietante metafora della ribellione alla società oppressiva, e a quella politica priva di compassione e interessata solo al tornaconto dei propri rappresentanti. Il fumetto è in realtà in buona parte quasi un racconto illustrato, e il tratto di Catacchio si adegua impostando vignette più statiche e graficamente d’effetto. Lucido e angosciante, è certamente un ottimo invito a leggersi (anche) l’originale [8].

Arrivederci amore, ciao di Massimo Carlotto, e
Questo tratto dal romanzo di Carlotto [9] è il racconto più lungo della raccolta, pubblicato originariamente in due volumi cartonati, formato francese, da [10]. Nella diminuzione di formato e nel passaggio dal colore al bianco e nero, i disegni di Mutti, equilibrati e convincenti se non in alcuni volti, perdono molto, principalmente perché la colorazione pennellata si tramuta in un grigio cupo (e fin qui anche adatto) ma troppo monotono.
La storia di Giorgio, nel suo pellegrinare per il mondo alla ricerca di un proprio spazio da concquistare con tutti i peggiori mezzi, consegna al lettore un protagonista maledetto eppure affascinante. La resa a fumetti è buona, arricchita da un finale alternativo a quello del romanzo.

Il delitto di Natale di e
Infine chiude il volume questo brevissimo divertissment di Lucarelli [11] disegnato con grande effetto da uno dei migliori disegnatori italiani, quel Claudio Villa che ha donato le fattezze a Dylan Dog e rende le copertine di Tex spesso più appassionanti dell’episodio che sta loro dietro. Humor nero per questo fumetto tutto didascalie, leggero e divertente, ideale per chiudere con un sorriso rilassato dopo le vicende di Arrivederci amore, ciao.

CONCLUDENDO

Che un editore serio e di grande prestigio come Mondadori non solo si interessi al fumetto, cosa che non rappresenta certo una novità assoluta, ma lo faccia con iniziative ben studiate e così interessanti, è un ottimo segnale. Con esperienza e fiuto per il mercato presenta così un volume capace di interessare non solo l’appassionato in senso stretto, ma anche il lettore occasionale. E poco importa se per far ciò si utilizzino i richiami dei nostri romanzieri noir più famosi se il risultato finale è quello di riuscire a proporre ad un’ampia fetta di pubblico buoni fumetti, appassionanti e niente affatto a disagio nel confrontarsi sullo stesso scaffale con gli stessi libri da cui hanno preso spunto.

Note:
[1] Lupin III Pupe, yen e pallottole – AAVV – 250pagg. 12,00euro; Le bastardate di Titeuf #1-4 – Zep – 48pagg. 15,00euro.
[2] Racconto contenuto in Italia odia (Dieci volti del noir italiano) – AAVV – Mondadori Oscar piccola biblioteca, 2000 – 345pagg. 7,75euro.
[3] Interessante in questo senso, anche se non del tutto condivisibile, l’intervento di Alessandro Di Nowww.comicus.it/view.php?section=rubriche&id=863cera sul sito ComicUS, che potete leggere all’indirizzo www.comicus.it/view.php?section=rubriche&id=863.
[4] Lo speciale inizia all’indirizzo www.lospaziobianco.it/606-Dossier-Milano-Criminale.
[5] Racconto vincitore nel 1989 del Mystfest di Cattolica. Contenuto in Io, non io, neanche lui – Feltrinelli Universale economica, 1996 – 104pagg. 6,20euro.
[6] I vizi di Pinketts, recensione su www.lospaziobianco.it/1170-vizi-Pinketts.
[7] Racconto contenuto in Nella nebbia e altri racconti – Longo, 1987 – 152pagg. – Esaurito.
[8] La ballata del Corazza è nato come racconto copyleft, e soggetto alle modifiche dei lettori nelle sue varie versioni. Tutte le informazioni, assieme al racconto stesso, le trovate all’indirizzo www.wumingfoundation.com/italiano/opensource/opensource.html.
[9] Arrivederci amore, ciao – E/O editore, 2002 – 175pagg. 8,00euro.
[10] Recensione del primo volume su www.lospaziobianco.it/1581-Arrivederci-amore-ciao-vol1.
[11] Racconto contenuto in Il lato sinistro del cuore – Einaudi, 2003 – 364pagg. 14,00euro.

Riferimenti:
Mondadori libri – www.mondadori.com
Tito Faraci, sito ufficiale – www.titofaraci.com
Andrea G. Pinketts, sito ufficiale – www.pinketts.it
Eraldo Baldini, sito ufficiale – www.eraldobaldini.it
Wu Ming, sito ufficiale – www.wumingfoundation.com
Onofrio Catacchio, sito ufficiale – www.onofriocatacchio.com
Massimo Carlotto, sito ufficiale – www.massimocarlotto.it
Carlo Lucarelli, sito ufficiale – www.carlolucarelli.net

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