Alex Toth – Bravo for adventure

Alex Toth – Bravo for adventure
Il genio di Alex Toth questa volta ha il completo controllo sul suo lavoro. Nasce così Jesse Bravo, un'opera pionieristica per l’uso della sintesi e del chiaroscuro.
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Nona Arte Comics, 2016 (USA, Bravo for adventure, 1975)

Il miglior artista che i fumetti abbiano mai avuto.
(Gil Kane)

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Una delle ultime foto del grande Alex Toth

E non ha forse ragione il grande Gil Kane? Uno di quelli che, se dovessimo stilare la classifica dei dieci migliori disegnatori di sempre, ci entrerebbe di diritto, insieme ad Alberto Breccia, , Neil Adams giusto per citarne tre. Ma il primo posto spetta a lui, ad Alex Toth, in assoluto il più grande disegnatore della storia dei comics, l’artista cha ha saputo reinterpretare il segno del fumetto, fin dai tempi dello splendido (graficamente parlando) Zorro; Toth in ogni tavola, in ogni storia, ha sempre portato delle innovazioni grafiche e stilistiche. E non importava a chi fossero rivolti i suoi fumetti, se a un pubblico di ragazzini o a quello più adulto; non importa se fossero adattamenti di serial televisivi o storie brevi di vario genere. Alex Toth ha sempre portato nelle sue tavole qualcosa di nuovo, che lo differenziava dai suoi colleghi.

Il suo segno ha fatto la storia dei comics e perderei il conto a citare tutti gli artisti che lo hanno imitato. Ricordo che quando frequentavo la a Roma, il mio maestro Santo D’amico mi fece conoscere Alex Toth e per me fu uno stravolgimento artistico interiore; misi da parte tutti gli artisti che conoscevo e amavo per fare spazio al lavoro e allo stile di Toth; ogni cosa delle sue tavole mi intrigava, mi stupiva, mi affascinava. Quest’uomo passava dal pennino, al pennello al pennarello con una disinvoltura che mi lasciava a bocca aperta: le sue tavole, se pur realizzate 30 o 40 anni prima erano diverse da tutte le altre del periodo, e rimangono modernissime anche dopo decenni. L’uso del bianco e nero era rivoluzionario, le inquadrature nuove, e il segno si evolveva con una disinvoltura incredibile. Insomma sembrava che quest’uomo fosse nato con l’inchiostro al posto del sangue, vista la sua bravura.

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La splendida cover di Bravo for adventure: in un’unica illustrazione, tutta la maestria di Alex Toth.

Al tempo della mia frequenza alla Scuola internazionale, ebbi modo di avere da un collezionista alcune fotocopie dei disegni originali di Toth, e tra queste, mi colpì una cover di un pilota con le fattezze di Errol Flynn: era in figura intera, appoggiato al suo aereo, di cui Toth aveva ritratto solo il dettaglio della ruota sinistra, con qualche altro velivolo alato dietro, oltre ad un particolare della carrozzeria di un auto e una donna che camminando senza fermarsi si voltava a guardare il pilota. Era un suo personaggio, Jesse Bravo e quello che mi stupiva di più era l’uso dei neri, con cui Toth dava un’incredibile profondità di campo all’illustrazione e soprattutto il segno usato dall’artista, in cui emergeva la sintesi caratteristica del suo stile fin dagli esordi.

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Alex Toth, indiscusso maestro del bianco e nero.

Ma in Jesse Bravo, la sintesi si fa ancora più accentuata: Toth depura il suo segno da tutto ciò che è superfluo e questo fa di Bravo for adventure un’opera, per citarne l’editore indipendente Dean Mullaney, “pionieristica nel mondo dei comics”. E come non dargli torto?  Perché se la storia, sempre per citare Mullaney, “è uno spensierato pastiche di vivaci avventure in stile anni ‘30” (in cui Toth cita e omaggia il mitici film noir del periodo) il disegno è davvero all’avanguardia, tenendo conto che Toth iniziò a lavorarci a metà degli anni’70. E ancora oggi, sfogliando le avventure di Jesse Bravo, non si può non rimanere stupiti di fronte al talento visivo di Alex Toth, che qui, in veste di autore completo, dimostra una grande capacità della messa in scena e la solita padronanza del chiaroscuro; questa volta il nero è un elemento dominante, quasi un protagonista di tutte le tavole di Jesse Bravo, e Toth, da quel grande maestro che è, stupisce i lettori ma soprattutto gli addetti ai lavori, che per l’artista americano hanno sempre avuto una venerazione. , Werter Dell’Edera, , i fratelli Cestaro, Nicola Mari, Gigi Siniscalchi, e continuando con , , , Horatio Altuna, , Adrian Tomine, John Romita Jr, (e l’elenco, credetemi, sarebbe davvero lungo) direttamente o indirettamente discendono dallo stile di Alex Toth.

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In Toth le inquadrature erano sempre molto ricercate.

È inutile scrivere e riscrivere l’importanza di questo immensoartista nel fumetto; non è un nome che risuona come quello di un Frank Miller o di un Charles Shultz. Ma, credetemi, la sua importanza, il suo stile, sono imprescindibili per chiunque voglia fare e capire il disegno a fumetti. Ancora oggi il suo segno è modernissimo: nei movimenti dei personaggi, nelle sequenze d’azione, nelle inquadrature, il suo segno ha segnato un’epoca e una generazione che tutt’oggi lo studia ammirandone il genio, il talento, la capacità narrativa finalizzata al fumetto.

Quando finite di leggere queste mie ripetitive parole, alzatevi e comprate un qualsiasi albo di Alex Toth, il più grande disegnatore del mondo.

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Una tavola dalle avventure di Jess Bravo.

Curiosità

Jesse Bravo non ebbe una facile gestazione; Toth fu contattato da Fernand Nathan e Jean-Pierre Dionnet (fondatori insieme a Moebius e Philippe Druillet della celebre rivista Métal Hurlant) da sempre estimatori del lavoro dell’artista americano, per realizzare un’opera di cui avrebbe avuto il completo controllo, storia, disegni, colori, tutto insomma. Nacque così Jesse Bravo, che doveva esordire in una collana di graphic album; purtroppo le prime vendite della collana non furono per niente entusiasmanti, e la serie venne interrotta prima della pubblicazione del personaggio di Toth. Nel 1980, la rivista The Rock pubblicò la storia in due parti e nel 1981 usci come graphic anche in Francia grazie all’editore Futuropolis.

Il personaggio è ispirato, nelle fattezze, al divo degli anni’30 Errol Flynn.

Alex Toth è morto il 27 maggio del 2006 mentre disegnava sul suo tavolo da lavoro.

Edizione Consigliata.

I tipi di Nona Arte hanno passione e bisogna dire che si vede: hanno realizzato un bell’albo cartonato, di grande formato, stampato su pagine patinate. Introduzione del grande Dean Mullaney. Conclude il volume una serie di materiale extra, tra cui disegni a matita e prove di colorazione.
Al momento nessun’altra edizione italiana.

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