Yuri Gagarin, oltre i confini della Terra

Yuri Gagarin, oltre i confini della Terra

gagarin_manhattan_projectsThe Manhattan Projects è stato un progetto fumettistico piuttosto interessante ideato da Jonathan Hickman con il supporto ai disegni di Nick Pitarra. La serie è costituita nel suo complesso da 29 albi, 25 dell’uscita regolare e 4 dello speciale (per ora) conclusivo The Sun Beyond the Stars.
La caratteristica della serie è la reinterpretazione dei fatti storici relativi al Progetto Manhattan. La riscrittura di Hickman risulta irriverente, ma anche dinamica e in un certo senso supereroistica. Lo sceneggiatore, infatti, usa la lente della fantascienza per rivedere il progetto, fondendolo di fatto con la leggendaria Area 51, mentre tutti i personaggi storici vengono riletti in un’ottica più oscura. Scienziati come Robert Oppenheimer, Enrico Fermi, Richard Feynman, Albert Einstein e altri vengono letti calcando la mano su caratterizzazioni ambigue e oscure, rendendoli al tempo stesso identificabili ma irriconoscibili. In tutto questo il personaggio che probabilmente risulta più simile alla sua versione reale è Yuri Gagarin, l’astronauta sovietico che il 12 aprile del 1961, ovvero esattamente 60 anni fa, compì il primo volo orbitale (ovvero nello spazio) intorno alla Terra.
Il Gagarin di Hickman, protagonista insieme a Laika (che era stata trasformata in un cane antropomorfo nel finale della serie regolare) di The Sun Beyond the Stars, è un appassionato rappresentate dell’Unione Sovietica e dello spazio, freddo e determinato. Protagonista di una storia dal ritmo serrato, viene coinvolto in un complesso complotto tra razze aliene, dove si ritaglia il ruolo dell’avventuriero scavezzacollo, anche un po’ geniale (certo più della controparte storica).
Nonostante una forse eccessiva serietà, Hickman ne preserva anche gli aspetti più affabili ed entusiasti. D’altra parte Gagarin aveva anche una visione del mondo coerente con la sua cultura e in un certo senso ottimistica:

Vorrei dedicare questo primo volo spaziale al popolo del comunismo, una società in cui il nostro popolo sovietico sta già entrando e in cui, ne sono certo, entreranno tutte le persone sulla Terra.

gagarin-fidel_castro

Un abbraccio tra Yuri Gagarin e Fidel Castro – via Russian Geographical Society

Come ogni buon pilota, Gagarin aveva una gran voglia di tornare nello spazio, cosa che sembrava leggermente avversata dai suoi superiori: il soviet, infatti, voleva renderlo un simbolo vivente del volo spaziale e della conquista del cielo da parte dell’Unione Sovietica. Uno spirito libero e combattivo come quello di Gagarin, però, non poteva essere tenuto letteralmente con i piedi per terra, così venne approvato un suo nuovo volo nello spazio. Così il cosmonauta riprese gli addestramenti, ma durante un volo compiuto insieme con Vladimir Seryogin il 28 marzo del 1968, l’aereo su cui i due si stavano esercitando precipitò a terra, ufficialmente per una combinazione letale di avverse condizioni climatiche e problemi tecnici.
La storia non sembra molto convincete e lascia aperte una serie di domande, sebbene, secondo l’opinione di Igor Kuznetsov, i due piloti semplicemente persero conoscenza a causa di un’improvvisa depressurizzazione della cabina (il possibile problema tecnico del comunicato ufficiale).
In questo senso, indipendentemente dal trattamento Hickman, ha un che di poetico il fatto che in The Manhattan Projects Gagarin sia tornato nello spazio, concludendo la sua vita fumettistica con l’altra eroina della conquista spaziale sovietica, la cagnetta Laika, entrambi bruciati dalla fornace nucleare di una stella.

gagarin-laika-manhattan_projects

Concludo segnalandovi l’altro articolo celebrativo della giornata di oggi presente sul nostro network, Gagarin, i Fantastici Quattro e un sogno chiamato Spazio, e la quinta uscita della newsletter Stomachion dedicata a Gagarin.