{"id":5650,"date":"2026-10-15T18:00:00","date_gmt":"2026-10-15T16:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=5650"},"modified":"2026-10-15T11:23:27","modified_gmt":"2026-10-15T09:23:27","slug":"superpippo-eco-dellinverosimile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/superpippo-eco-dellinverosimile\/","title":{"rendered":"SuperPippo: L’eco dell’inverosimile"},"content":{"rendered":"\n

Dopo Topolino<\/em>, i Classici Disney<\/em> sono la testata pi\u00f9 longeva tra quelle disneyane<\/em> in Italia. Esord\u00ec nel 1957 quando l’allora direttore del settimanale, Mario Gentilini<\/strong>, decise di proporre ai lettori italiani proprio i Classici<\/em>, rivista pensata per essere l’equivalente disneyano<\/em> degli Oscar Mondadori<\/em>.<\/p>\n\n\n\n

Dalla foliazione maggiorata rispetto al settimanale e con un sommario tutto a fumetti, proponeva ai lettori un prologo, un epilogo e delle brevi pagine di raccordo, creando cos\u00ec un meta-contesto narrativo nel quale inserire le avventure selezionate dalla redazione (o dagli autori delle pagine di raccordo) come se fossero capitoli di un unico romanzo1<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n

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Col passare degli anni questa impostazione si and\u00f2 perdendo, rimandendo sostanzialmente la stessa per tutti i 71 numeri della prima serie e per i primi 181 della seconda, diventando poi una raccolta di storie slegate una dall’altra. L’idea originaria dietro i Classici<\/em>, dopo una sperimentazione con la testata delle Topostorie<\/em><\/a>, venne recuperata all’incirca sette anni fa<\/a>. A partire dal 511.mo numero della seconda serie, il primo di questa attuale terza “stagione” dei Classici<\/em>, un autore di Topolino<\/em> realizza una selezione di storie su un dato tema, realizzando, come autore completo o affiancato da un disegnatore, la storia di raccordo, narrando alla fine un’avventura in qualche modo completamente nuova.<\/p>\n\n\n\n

Con questo ritorno alle origini, per\u00f2, i Classici<\/em> sono passati dalla mensilit\u00e0 alla bimestralit\u00e0, salvo poi, visto il successo della formula, introdurre un numero speciale estivo. E nell’estate 2026 il protagonista di questo numero extra \u00e8 stato SuperPippo!<\/p>\n\n\n\n

Due parole sulle origini<\/h2>\n\n\n
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SuperPippo nasce per essere la parodia disneyana<\/em> di Superman, come evidente sin dall’inizio. L’idea dietro il personaggio, per\u00f2, \u00e8 precedente a quando Pippo diventa effettivamente super per la prima volta e risale alla storia L’Ultra Pippo contro Macchia Nera<\/em>, pubblicata originariamente su The Phantom Blot<\/em> #2.<\/p>\n\n\n\n

La storia, scritta da Del Connell<\/strong> per i disegni di Paul Murry<\/strong>, pubblicata in Italia su Topolino<\/em> #515 del 10 ottobre 1965, vedeva Pippo affrontare Macchia Nera. Il nostro, infatti, per una serie di equivoci, si era convinto di aver ottenuto dei superpoteri dopo aver accidentalmente bevuto un supercarburante ideato da Archimede Pitagorico.<\/p>\n\n\n\n

L’idea dietro un Pippo con i superpoteri, per\u00f2, si rivel\u00f2 gradita ai lettori, cos\u00ec SuperPippo esord\u00ec effettivamente poco pi\u00f9 avanti quello stesso anno con una testata a lui dedicata, Super Goof<\/em> #1. Nella storia d’esordio, Pippo e i ladroni di Zanzipar<\/em> scritta da Bob Ogle<\/strong> e per i disegni ancora una volta di Murry (e pubblicata su Topolino<\/em> #540 del 3 aprile del 1966) veniamo a scoprire che Pippo \u00e8 in grado di diventare Super<\/em> grazie alle arachidi (o spagnolette<\/em>) che crescono su i rami di una piantina un po’ particolare che cresce nel suo giardino.<\/p>\n\n\n\n

Da quel momento in poi SuperPippo entra stabilmente nel cast disneyano<\/em>: gli autori un po’ di tutto il mondo lo usano in centinaia di storie, ma in Italia ha poca presa e nella produzione nostrana possiamo identificare solo due periodi particolarmente prolifici, il primo sviluppatosi tra la seconda met\u00e0 degli anni Novanta e i primi anni Duemila, e il secondo pi\u00f9 recente, iniziato un paio di anni fa quando il personaggio \u00e8 finito nelle mani di Andrea Malgeri<\/strong>. Ed \u00e8 proprio a quest’ultimo che \u00e8 stata affidata la selezione delle storie e la stesura del raccordo (disegnato da Giovanni Preziosi<\/strong>) dello speciale dell’estate 2026 dei Classici Disney<\/em>: L’incredibile SuperPippo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n

La scienza di SuperPippo<\/h2>\n\n\n\n
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Come per tutti i supereroi, anche per SuperPippo la scienza riveste un ruolo importante nelle sue avventure. E come scopriamo sin dalla prima storia selezionata da Malgeri, Turista per caos<\/em> di Augusto Macchetto<\/strong> e Massimo De Vita<\/strong> pubblicata su Topolino<\/em> #2239 del 27 ottobre 1998, le avventure nello spazio hanno un posto particolare.<\/p>\n\n\n\n

In questa prima storia, infatti, SuperPippo va a zonzo per l’universo rimbalzando un asteroide da un pianeta all’altro prima che colpisca un nuovo pianeta. Tutto inizia quando questo asteroide sta per colpire la Terra: SuperPippo ha appena 10 minuti per salvare la situazione (come succede anche nei fumetti di supereroi, gli asteroidi pericolosi arrivano sempre senza essere annunciati!). La cosa che (letteralmente!) colpisce dell’intervento di SuperPippo \u00e8 che quest’ultimo riesce a impedire il disastro senza distruggere l’asteroide, a differenza di quanto fatto da Superman in Save the Planet<\/em>, albo speciale del 1998 di Louise Simonson<\/strong> e Scot Eaton<\/strong>. All’inizio della storia Superman si rende conto, con la vista telescopia, che un asteroide sta per cadere sulla Terra e si lancia contro di esso distruggendolo e generando al tempo stesso una serie di detriti, molti dei quali sufficientemente grandi da tenerlo impegnato per le ore successive.<\/p>\n\n\n

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\"Superman\n\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n<\/div>\n\n\n

Di fatto in quelle pagine diventa evidente perch\u00e9 la NASA e le altre agenzie spaziali hanno escluso l’idea di far esplodere un asteroide potenzialmente pericoloso, optando per tecniche che ne modifichino la traiettoria, come sperimentato nel caso di DART<\/a>.<\/p>\n\n\n\n

Con Cronaca buia<\/em> (Topolino<\/em> #2241) sempre Macchetto e De Vita ci trasportano nel mondo delle leggende urbane visto, in poche pagine, con l’occhio surreale del mondo di Pippo. La scienza, per\u00f2, ritorna protagonista con L’invasione d’evasione<\/em> (Topolino<\/em> #2248) di Stefano Ambrosio<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong>. La storia, dove \u00e8 presente anche Gilberto, il geniale nipote di Pippo, \u00e8 ricchissima di spunti scientifici e tecnologici, come i satelliti intorno alla Terra, le questioni relativistiche sulla velocit\u00e0 della luce e, soprattutto, ci\u00f2 che potrebbe succedere nell’attraversare un buco nero (magari usandolo come scorciatoria proprio come fa SuperPippo). Tutti questi temi li avevo gi\u00e0 trattati in un articolo (con video) sul Caff\u00e8 del Cappellaio Matto<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n

E sempre un buco nero si trova, pi\u00f9 avanti, in Paziente complicato<\/em> (Topolino<\/em> #2266), sempre di Ambrosio ma per i disegni di Lorenzo Chiavini<\/strong>, dove un dentista extraterrestre prova a rimuovere una carie a SuperPippo grazie proprio a un buco nero e il dentista sar\u00e0 costretto a rinunciare a questo espediente per evitare di finire oltre l’orizzonte degli eventi.<\/p>\n\n\n\n

Di sassi e ghiaccioli spaziali<\/h2>\n\n\n
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Torniamo sulla Terra. Ne L’agenzia dei Bala Boom<\/em> (Topolino<\/em> #2262), Ambrosio, affiancato da Andrea Ferraris<\/strong> ai disegni, realizza una specie di parodia disneyana<\/em> in stile Guida galattica<\/em> dell’esordio di Galactus, il mangiatore di mondi della Marvel Comics<\/em>. Nel corso della storia SuperPippo si mette alla ricerca di una pietanza pi\u00f9 appetitosa della Terra (o di qualsiasi altro pianeta roccioso) per il Bala-Bam, che si scopre essere una specie di astronave computerizzata gigante, un po’ come il Pensiero Profondo di Douglas Adams<\/strong>. Per ingolosirlo, il nostro eroe, cattura al lazo una cometa di ghiaccio<\/em>. E in effetti \u00e8 proprio la presenza di un nucleo ghiacciato<\/a> uno degli elementi distintivi delle comete. Ovviamente non sono necessariamente ghiacci d’acqua, ma effettivamente li si potrebbe considerare come degli immensi ghiaccioli cosmici.<\/p>\n\n\n\n

D’altra parte secondo la teoria della panspermia gli elementi essenziali alla vita sono stati trasportati sul nostro pianeta (e magari su altri pianeti rocciosi nell’universo) proprio dalle comete.<\/p>\n\n\n\n

Tornato sulla Terra, Pippo (ne La terribile roccia purpurea<\/em> di Ambrosio per i disegni di Paolo Mottura<\/strong>) si ritrova improvvisamente con un sasso rosso di fronte al cancello di casa. E qualcosa del genere \u00e8, in effetti, capitato ad alcuni sfortunati ritrovatori di sassi spaziali, che si sono trovati con l’auto distrutta da ci\u00f2 che \u00e8 rimasto di un sassolino che dallo spazio profondo ha attraversato la nostra atmosfera: una volta mi hanno mostrato la foto del punto di atterraggio di un meteorite, un piccolo cratere terribilmente vicino al punto dove era parcheggiata l’automobile del ritrovatore!<\/p>\n\n\n\n

Piegare lo spazio e il tempo<\/h2>\n\n\n
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L’impresa, per\u00f2, pi\u00f9 assurda (persino pi\u00f9 assurda dell’attraversare un buco nero!) avviene ne Il salvataggio inutile<\/em> su Topolino<\/em> #2278 in cui Ambrosio e De Vita a un certo punto mostrano SuperPippo piegare lo spazio e attraversarne le pieghe… rompendole come un foglio di carta!<\/p>\n\n\n\n

In pratica, in due vignette spettacolari e a modo loro surreali, i due autori mostrano il funzionamento del famoso motore a curvatura di Star Trek<\/em> e del suo epigono scientifico, il motore di Alcubierre<\/em><\/a>. Certo, questo motore non rompe, letteralmente, lo spaziotempo, ma lo piega in maniera estrema in modo da avvicinare due punti distanti e poter coprire la distanza in un tempo inferiore rispetto a quello che avverrebbe senza la piegatura.<\/p>\n\n\n\n

Ha, invece, quasi il sapore di qualcosa di plausibile la nascita di una nuova stella all’interno de I naufraghi dello spazio<\/em> su Topolino<\/em> #2324, sempre di Ambrosio e Ferraris. In questo caso il duo di autori mostra come SuperPippo, dopo aver radunato una quantit\u00e0 sufficientemente grande di materia (asteroidi, per lo pi\u00f9), attiva le reazioni nucleari utilizzando la sua vista calorifica.<\/p>\n\n\n

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In effetti la nascita di una stella non \u00e8 esattamente cos\u00ec banale e, soprattutto, prevede quantit\u00e0 di materia decisamente molto grandi: basti pensare che il nostro Sole costituisce poco pi\u00f9 de\u00f2 99% della massa dell’interno Sistema Solare!<\/p>\n\n\n\n

Le stelle, in effetti, nascono da nubi di gas che, a causa di eventi improvvisi, come onde d’urto, iniziano a collassare verso il centro di rotazione. Le particelle, quindi, che vengono cos\u00ec dotate dell’energia necessaria, si avvicinano a tal punto da attivare e alimentare le reazioni nucleari che daranno vita alla stella (in effetti \u00e8 un po’ pi\u00f9 complicato di cos\u00ec, ma spero che questo possa essere un buono spunto per approfondire).<\/p>\n\n\n\n

La selezione si conclude con La super eredit\u00e0<\/em> di Lars Jensen<\/strong> e Flemming Andersen<\/strong>, pubblicata su Il club dei supereroi<\/em> #9, in cui SuperPippo viaggia in un lontano futuro dove conosce un gruppo di suoi giovani fan dotati di superpoteri: \u00e8 un sentito e abbastanza evidente omaggio alla Legione dei Supereroi, un gruppo di supereroi del XXI secolo (in origine, poi tale distanza temporale \u00e8 stata via via aggiornata) che si sono lasciati ispirare da Superboy per la creazione del loro gruppo di difensori del Sistema Solare.<\/p>\n\n\n\n

Nelle pagine finali, quelle originali scritte per l’occasione da Malgeri e disegnate da Preziosi, ci sono poi un altro paio di citazioni supereroistiche, ma soprattutto vediamo una coppia di buchi neri vicini vicini: non pensiamo che sia qualcosa di cos\u00ec incredibile, visto che gli interferometri di LIGO e VIRGO sono stati progettati proprio per “vedere” le collisioni tra coppie di buchi neri.<\/p>\n\n\n\n

L’omaggio estivo a SuperPippo si conclude qui. Mi spiace non averlo pubblicato prima, ma alla fine meglio tardi che mai, come si suol dire!<\/p>\n\n\n

  1. I Grandi Classici Disney: ministoria di una testata<\/em><\/a> \u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\n\n\n

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