{"id":530,"date":"2016-10-23T19:32:36","date_gmt":"2016-10-23T17:32:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=530"},"modified":"2017-11-18T16:53:37","modified_gmt":"2017-11-18T15:53:37","slug":"le-mistiche-onde-gravitazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/le-mistiche-onde-gravitazionali\/","title":{"rendered":"Le mistiche onde gravitazionali"},"content":{"rendered":"

Sul Topolino<\/em> #3178 \u00e8 uscita una nuova storia della serie Topolino Comics&Science<\/em>, Le onde trasfromazionali<\/em> di Fausto Vitaliano<\/strong> e Carlo Limido<\/strong>.
\nIn appendice<\/em> all’introduzione della recensione della storia<\/a>, vorrei aggiungere giusto un paio di ulteriori approfondimenti.<\/p>\n

\"topolino3178-meteoriti\"<\/p>\n

Il cosmo non \u00e8 un posto tranquillo<\/h2>\n

Come ben raccontato nel libro Death from the sky<\/em><\/a> di Philip Plait<\/strong>:<\/p>\n

L’universo sta provando a uccidervi.<\/p><\/blockquote>\n

E’ un modo sintetico per affermare la pericolosit\u00e0 del cosmo, pieno di eventi violenti e catastrofici ben pi\u00f9 di quanto possiamo ritenere in un periodo relativamente tranquillo per il nostro pianeta (guerre e altre facezie del genere a parte).
\nViaggiare nello spazio, quindi, non \u00e8 certo una gita di piacere tra comete, esplosioni di stelle e asteroidi vaganti. Per cui, pur utilizzando il gergo colorito del mondo marinaro, non \u00e8 difficile incappare in situazioni pericolose pi\u00f9 o meno come quelle sperimentate da Topolino, Orazio e Basettoni. Certo pi\u00f9 che una pioggia di meteoriti, pi\u00f9 facile da sperimentare da un pianeta, nei propri viaggi spaziali si potrebbe venire catturati da un buco nero o essere travolti dalle onde gravitazionali.<\/p>\n

\"topolino3178-buco_nero\"<\/p>\n

Artista della cattura<\/h2>\n

Con l’arrivo della teoria della relativit\u00e0 ristretta (o speciale), vennero alla luce anche alcuni effetti particolari sulla deformazione dello spazio tempo, in particolare delle lunghezze. Se ad esempio proviamo a misurare da Terra le dimensioni di un’astronave che si sta allontanando da noi con una velocit\u00e0 prossima a quella della luce, scopriremmo che le sue dimensioni nella direzione del moto risultano inferiori rispetto alla lunghezza dell’astronave sulla Terra prima di partire.
\nQuesto effetto di contrazione \u00e8 legato all’effetto opposto della dilatazione dei tempi: un orologio su un’astronave in movimento segner\u00e0 il tempo pi\u00f9 lentamente dello stesso orologio sulla Terra. Quando, per\u00f2, Albert Einstein<\/strong> introdusse la relativit\u00e0 generale, spunt\u00f2 un nuovo tipo di deformazione spaziotemporale, dovuta alla presenza della massa, che curva lo spaziotempo in cui \u00e8 immersa: \u00e8 questa curvatura a generare la forza di gravit\u00e0.<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

Nel momento in cui questo concetto venne assimilato dalla comunit\u00e0 dei fisici, un paio di calcoli permisero a Karl Schwarzschild<\/strong> prima e a Johannes Droste<\/strong>, successivamente e indipendentemente dal primo, di scoprire delle particolari soluzioni all’equazione di Einstein della relativit\u00e0 generale che coincidevano con punti materiali in grado di generare una distorsione spaziotemporale cos\u00ec grande da impedire persino alla luce di potervi sfuggire: questi oggetti vennero chiamati buchi neri<\/a>.
\nDal punto di vista matematico, al centro di un buco nero \u00e8 presente una cos\u00ec detta
singolarit\u00e0 gravitazionale<\/a>, ovvero una funzione matematica che diverge all’infinito: \u00e8 questo che impedisce di fuggire agli oggetti catturati dalla sua azione gravitazionale e, fondamentalmente, ne impedisce anche una osservazione diretta. Per dedurre, infatti, la sua presenza, bisogna studiare il moto della materia che cade al suo interno, abbinando magari questa osservazione con le radiazioni X prodotte nel processo di distruzione della massa.
\nLa fantascienza, allora, si \u00e8 interessata nel cercare di capire cosa succederebbe a un essere umano se cadesse all’interno di un buco nero, trovando soluzioni interessanti e spesso dall’alto tasso psicologico. Ci\u00f2 che, pi\u00f9 scientificamente, si potrebbe affermare \u00e8 che un astronauta che si dovesse sfortunatamente trovare al di l\u00e0 dell’orizzonte degli eventi (la linea di confine tra la salvezza e l’essere inghiottiti senza speranza) sperimenterebbe una deformazione opposta rispetto a quella della relativit\u00e0 speciale, con la parte pi\u00f9 vicina al centro del buco nero che si allunga sempre di pi\u00f9. Non \u00e8 l’unica soluzione ((In questo caso mi sono limitato a raccontare quella espressa da Stephen Hawking<\/strong> in
Dal Big Bang ai buchi neri<\/em><\/a>)), ma sembra quella che i nostri eroi stanno sperimentando all’avvicinarsi al buco nero la cui formazione ha generato le onde gravitazionali che li hanno colpiti.<\/p>\n

Le origini (non tanto) segrete delle onde gravitazionali<\/h2>\n<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

Le onde gravitazionali<\/a>, della cui scoperta si sono fregiati gli esperimenti LIGO<\/a> e VIRGO<\/a>, possono essere generate da una serie di eventi cosmici, come l’interazione gravitazionale tra due oggetti (che possono essere una stella e un pianeta o, ancora meglio, due stelle), la nascita di una supernova (una stella che esplode), la rotazione di una stella di neutroni, il processo di fusione di due buchi neri.
\nE’ per questo motivo che ho scritto poco sopra che il buco nero in cui incappano Topolino e compagni era appena nato. Questo, per\u00f2, ci potrebbe dare un’idea della quantit\u00e0 di energia che ha investito la loro astronave: la
prima osservazione delle onde gravitazionali<\/a>, infatti, ha prodotto un’energia totale di circa 3 masse del nostro Sole.
\nE’ quando questa incredibile quantit\u00e0 di energia che colpisce gli astronauti che entra in gioco l’inventiva dello scrittore di fantascienza, in questo caso Fausto Vitaliano, che per aumentare il senso di meraviglia mescola oggetti effettivamente presenti nel cosmo, come i quasar, e i gi\u00e0 citati buchi neri e supernove, con i frattali galattici o la teoria dei molti mondi, quest’ultimo non ancora verificata. Per fortuna, per\u00f2, \u00e8 in questi concetti al limite tra scienza e fantasia che risiede la possibilit\u00e0 per gli scrittori di scrivere storie in grado di meravigliare tanto quanto la bellezza misteriosa dell’universo!<\/p>\n

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