{"id":4977,"date":"2024-10-16T22:23:01","date_gmt":"2024-10-16T20:23:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=4977"},"modified":"2024-10-16T22:23:01","modified_gmt":"2024-10-16T20:23:01","slug":"topolino-3594-una-storia-da-premio-nobel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3594-una-storia-da-premio-nobel\/","title":{"rendered":"Topolino #3594: Una storia da Premio Nobel"},"content":{"rendered":"<p><em>Scusate per il ritardo nell&#8217;uscita dell&#8217;articolo e del video, ma ho potuto leggere la storia solo venerd\u00ec, e ci\u00f2 ha portato a un prolungamento dei tempi di produzione.<\/em><\/p>\n<p>Non credo che la redazione di <em>Topolino<\/em> potesse immaginare che nella settimana di uscita del #3594 i Premi Nobel per la Fisica e per la Chimica avrebbero avuto qualcosa in comune con la storia scientifica pubblicata su <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2024\/10\/topolino-3594-sicilia-chiama-calisota.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener\">quel numero<\/a>. E&#8217; per questo che, in pratica, <em>Amelia e la soluzione (intelligente)<\/em> di <strong>Marco Bosco<\/strong> e <strong>Giampaolo Soldati<\/strong> \u00e8, a tutti gli effetti, una&#8230; storia da Nobel!<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Topolino #3594: Una storia da Premio Nobel\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RKGW9A4iB2s?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2 id=\"dalle-auto-ai-robot\">Dalle auto ai robot<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_4980\" aria-describedby=\"caption-attachment-4980\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/topolino0629-sosia_elettronico.jpg\" alt=\"La prima pagina de Il sosia elettronico\" width=\"350\" height=\"515\" class=\"size-full wp-image-4980\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/topolino0629-sosia_elettronico.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/topolino0629-sosia_elettronico-204x300.jpg 204w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4980\" class=\"wp-caption-text\">La prima pagina de <em>Il sosia elettronico<\/em> di Cimino e Scarpa<\/figcaption><\/figure>Marco Bosco aveva gi\u00e0 introdotto le reti neurali e il loro addestramento su <em>Topolino<\/em> #3461 con <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3461-guida-autonoma\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener\">una storia sulle auto a guida autonoma<\/a>. Questa volta, invece, mette insieme un risvolto particolarmente fantascientifico delle reti neurali: la costruzione di un robot intelligente.<br \/>\nIn effetti nella tradizione <em>disneyana<\/em> contiamo diversi esempi di robot intelligenti, come per esempio il <a href=\"https:\/\/inducks.org\/story.php?c=I+TL++629-A\" target=\"inducks\" rel=\"noopener\">sosia elettronico<\/a> di Paperone che compare in una storia di <strong>Rodolfo Cimino<\/strong> e <strong>Romano Scarpa<\/strong> pubblicata sul <em>Topolino<\/em> #629.<br \/>\nIn questo caso, per\u00f2, l&#8217;approccio \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 scientifico e meno casalingo, iniziando dai materiali utilizzati per la costruzione del cervello elettronico del robot, ovvero germanio e tellururo di antimonio.<br \/>\nIl cervello stesso, per\u00f2, \u00e8 progettato da Roberta, la strega tecnologica amica di Amelia, come una rete neurale artificiale, o pi\u00f9 semplicemente rete neurale. Il robot, chiamato Gloria Duckson, viene quindi addestrato utilizzando gli schemi mentali di Amnelia e inviato nel deposito di Paperone per prendere possesso, finalmente, della Numero Uno. E questo senza dover far scattare alcun allarme stregonesco!<\/p>\n<h2 id=\"dalla-matematica-alla-programmazione-passando-per-la-biofisica\">Dalla matematica alla programmazione passando per la biofisica<\/h2>\n<figure id=\"attachment_878\" aria-describedby=\"caption-attachment-878\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/konigsberg_red_bridge.jpg\" alt=\"Konigsberg Red Bridge\" width=\"500\" height=\"400\" class=\"size-full wp-image-878\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/konigsberg_red_bridge.jpg 500w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/11\/konigsberg_red_bridge-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-878\" class=\"wp-caption-text\">Konigsberg al tempo di Euler: in rosso i 7 ponti (via <a href=\"http:\/\/www-history.mcs.st-andrews.ac.uk\/Extras\/Konigsberg.html\" target=\"mctutor\" rel=\"noopener\">MacTutor History of Mathematics Archive<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La nostra storia inizia nel 1736 quando <strong>Leonhard Euler<\/strong> risolse il famoso <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2014\/02\/i-rompicapi-di-alice-il-problema-dei.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener\">problema dei sette ponti di Konigsberg<\/a>, ridente cittadina della Prussia (oggi Kaliningrad in Russia). Il problema che gli era stato posto era piuttosto semplice: la citt\u00e0 era attraversata da un fiume, al cui centro c&#8217;era un&#8217;isola abitata che era collegata con le due rive da un sistema di sette ponti. Era possibile attraversarli tutti senza passare pi\u00f9 di una volta su ciascun ponte?<br \/>\nLa risposta, negativa, diede il via a quella che \u00e8 oggi nota come teoria dei grafi, che descrive una rete di nodi connessi uno con l&#8217;altro da uno o pi\u00f9 percorsi. Su questo argomento <strong>Francesco Artibani<\/strong> e <strong>Marco Mazzarello<\/strong> hanno realizzato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/i-ponti-di-quackenberg\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener\">una storia pubblicata sul #3232<\/a> che ha avuto anche la consulenza del matematico <strong>Alberto Saracco<\/strong> (<a href=\"https:\/\/youtu.be\/CyO_sHwz6sc\" target=\"yt\" rel=\"noopener\">qui uno dei tanti video<\/a> che Alberto ha dedicato alla storia).<br \/>\nPer poter descrivere nel modo migliore possibile una rete, per\u00f2, bisogna aggiungere alla descrizione di base della teoria dei grafi, un po&#8217; di matematica, passando, quindi, alla cos\u00ec detta teoria delle reti.<br \/>\n<figure id=\"attachment_4982\" aria-describedby=\"caption-attachment-4982\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/john_hopfield.jpg\" alt=\"John Hopfield\" width=\"350\" height=\"471\" class=\"size-full wp-image-4982\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/john_hopfield.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/john_hopfield-223x300.jpg 223w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4982\" class=\"wp-caption-text\"><strong>John Hopfield<\/strong> &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:John_Hopfield_2016.jpg\" target=\"commons\" rel=\"noopener\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>Questa pu\u00f2 essere applicata con buoni risultati a diversi ambiti, come per esempio cercare di capire in che modo &quot;comunicano&quot; tra loro delle cellule biologiche, che di fatto costituiscono una rete. Ed \u00e8 proprio studiando un problema di questo genere che il biofisico teorico <strong>John Hopfield<\/strong> ha descritto, nel 1982, il primo modello di rete neurale artificiale.<br \/>\nQuello che era diventato noto come <em>modello di Hopfield<\/em>, infatti, descriveva a tutti gli effetti una memoria. Ciascun nodo, quindi, poteva essere identificato come <em>neurone<\/em>. Ognuno di essi poteva essere attivo o inattivo e per indicare ci\u00f2 si utilizzava una funzione di attivazione discreta: 1 per i neuroni attivi, 0 per quelli inattivi.<br \/>\nSuccessivamente si comprese che la rete neurale sarebbe stata pi\u00f9 efficace utilizzando una funzione di attivazione continua, con valori compresi tra 0 e 1. In questo caso i valori indicavano la probabilit\u00e0 di ciascun neurone di attivarsi in presenza di un dato stimolo esterno.<br \/>\nL&#8217;ultimo passo per portare la ricerca sulle reti neurali artificiali sulla strada attuale fu quello di passare da una rete mono-strato come il <em>modello di Hopfield<\/em> a una rete multi-strato, costituita da una serie di reti nascoste che non interagiscono direttamente con l&#8217;esterno, ma ricevono gli <em>input<\/em> dalle altre reti nascoste, simulando cos\u00ec il <em>pensiero profondo<\/em>. Da cui il <em>deep learning<\/em>!<br \/>\nQuesti ultimi passi vennero portati a compimento da <strong>Geoffrey Hinton<\/strong> e dal suo gruppo di ricerca con la definizione della <em>macchina di Boltzmann<\/em>, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 utilizza il formalismo della termodinamica di Boltzmann.<\/p>\n<h2 id=\"precursore-dimenticato\">Precursore dimenticato<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_4984\" aria-describedby=\"caption-attachment-4984\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/amari.jpg\" alt=\"Amari\" width=\"350\" height=\"467\" class=\"size-full wp-image-4984\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/amari.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/amari-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4984\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Shun&#8217;ichi Amari<\/strong> &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Shunichi_Amari_cropped_Shunichi_Amari_201911.jpg\" target=\"commons\" rel=\"noopener\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>In effetti, per\u00f2, il <em>modello di Hopfield<\/em> venne anticipato di una decina d&#8217;anni dall&#8217;ingegnere matematico <strong>Shun&#8217;ichi Amari<\/strong> che propose nel 1972 un modello di Ising modificato utilizzando scoperte nel campo della neuroscienza allo scopo di realizzare una rete in grado di memorizzare. Il modello che propose era sovrapponibile proprio alla <em>rete di Hopfield<\/em>, che era stata invece scoperta con uno scopo di partenza differente.<br \/>\nIl modello di partenza, di cui mi sono occupato, per quanto brevemente, in occasione della <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3470-una-313-a-memoria-di-forma\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener\">storia scientifica<\/a>, sempre di Bosco, pubblicata su <em>Topolino<\/em> #3470, \u00e8 un modello di meccanica quantistica che descrive una catena o un reticolo di spin. Lo <a href=\"https:\/\/edu.inaf.it\/rubriche\/astronomo-risponde\/cose-lo-spin\/\" target=\"eduinaf\" rel=\"noopener\">spin<\/a> \u00e8 il numero quantistico che \u00e8 associato alla rotazione di una particella e pu\u00f2 assumere due valori, +1\/2 e -1\/2.<br \/>\nInoltre \u00e8 possibile aggiungere all&#8217;espressione generale del modello di Ising un termine relativo a un eventuale campo magnetico esterno, che pu\u00f2 essere descritto in termini globali o locali, ovvero con valori che sono leggermente differenti tra un nodo e l&#8217;altro.<br \/>\nQuindi, semplicemente modificando leggermente il modello di Ising, lo si pu\u00f2 utilizzare per descrivere una rete neurale, per esempio modificando i valori che pu\u00f2 assumere ciascun nodo o interpretando i termini legati al campo magnetico esterno come i <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/comportamento-strategicamente-ingannevole\/\"><em>bias<\/em><\/a>, i &quot;preconcetti&quot; che vengono introdotti nella rete.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4988\" aria-describedby=\"caption-attachment-4988\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/reti_neurali_nascoste.jpg\" alt=\"Schema rete neurale artificiale\" width=\"1000\" height=\"363\" class=\"size-full wp-image-4988\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/reti_neurali_nascoste.jpg 1000w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/reti_neurali_nascoste-300x109.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/reti_neurali_nascoste-768x279.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4988\" class=\"wp-caption-text\">Lo schema di una rete neurale artificiale. In grigio le reti, o strati nascosti &#8211; via comunicazione ufficiale <a href=\"https:\/\/nobelprize.org\" target=\"nobel\" rel=\"noopener\">Nobel Prize<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Alla fine proprio per queste ricerche Hopfield e Hinton sono stati insigniti del Premio Nobel per la Fisica 2024. Non voglio inserirmi nelle discussioni relative al fatto che questo sia effettivamente un premio per ricerche nel campo della fisica. E&#8217;, per\u00f2, fuor di dubbio che Hopfield \u00e8 partito dal suo lavoro nel campo della biofisica e che Hinton ha semplicemente aggiunto un pezzetto a un modello che originariamente serviva per descrivere, dal punto di vista della fisica, una rete di cellule.<br \/>\nSe poi ci aggiungiamo che un modello squisitamente fisico, come quello di Ising, ha ottenuto risultati similari, forse l&#8217;unica considerazione realmente sensata da chiedersi \u00e8 se non andasse premiato anche Amari.<\/p>\n<h2 id=\"ripiegare-proteine\">Ripiegare proteine<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_4986\" aria-describedby=\"caption-attachment-4986\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/hassabis.jpg\" alt=\"Hassabis\" width=\"350\" height=\"466\" class=\"size-full wp-image-4986\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/hassabis.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/hassabis-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4986\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Demis Hassabis<\/strong> &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Demis_Hassabis_Royal_Society_(3x4_cropped).jpg\" target=\"commons\" rel=\"noopener\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>Lasciando da parte le considerazioni legate all&#8217;opportunit\u00e0 di assegnare tale premio, passiamo invece ai vincitori del Premio Nobel per la Chimica 2024, <strong>Demis Hassabis<\/strong>, <strong>John Jumper<\/strong> e <strong>David Baker<\/strong>.<br \/>\nIn particolare mi vorrei soffermare su Hassabis. Co-fondatore di <em>DeepMind<\/em>, in origine una <em>start-up<\/em>, \u00e8 oggi la divisione di <em>Google<\/em> che si occupa di intelligenza artificiale. A 4 anni si rivel\u00f2 un talento scacchistico, ma di fatto non prosegu\u00ec la sua carriera, dedicandosi ad approfondire il tema delle reti neurali. E infatti \u00e8 proprio lui dietro programmi come <em>AlphaZero<\/em> e <em>AlphaGo<\/em>, rispettivamente i pi\u00f9 forti motori di scacchi e di <em>go<\/em>.<br \/>\nIl punto che ha reso <em>AlphaZero<\/em> rivoluzionario nel campo delle reti neurali artificiali \u00e8 il metodo di addestramnento che <em>DeepMind<\/em> ha scelto: l&#8217;auto-addestramento. <em>AlphaZero<\/em> ha, infatti, imparato a giocare a scacchi da solo, semplicemente a partire dalle regole di base e giocando miriadi di partite, molte di queste all&#8217;inizio perdendole. Alla fine, quando <em>AlphaZero<\/em> si \u00e8 rivelato il pi\u00f9 forte motore di scacchi della storia, <em>Google<\/em> l&#8217;ha ritirato dalle scene: gli interessava solo dimostrare il principio sul quale si era basato il suo addestramento.<br \/>\nQuello stesso principio che poi \u00e8 stato applicato prima ad <em>AlphaGo<\/em> e quindi ad <em>AlphaFold<\/em>, programma utilizzato per prevedere come le proteine si ripiegano su se stesse. Ed \u00e8 proprio per questo che Hassabis ha ottenuto il Premio Nobel per la Chimica.<br \/>\nNel frattempo, nella serie <em>Alpha<\/em>, <em>DeepMind<\/em> ha tirato fuori <em>AlphaGeometry<\/em>, che ha l&#8217;obiettivo di risolvere problemi di geometria <em>euclidea<\/em> particolarmente ostici. Magari ne scriver\u00f2 in futuro, ma per ora finisco qui di tediarvi!<\/p>\n<figure id=\"attachment_4990\" aria-describedby=\"caption-attachment-4990\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/alpha_zero.jpg\" alt=\"Created With Gimp\" width=\"1000\" height=\"433\" class=\"size-full wp-image-4990\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/alpha_zero.jpg 1000w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/alpha_zero-300x130.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/10\/alpha_zero-768x333.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4990\" class=\"wp-caption-text\">Alpha Zero<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andiamo alla scoperta dei Premi Nobel 2024 per la Fisica e per la Chimica grazie alla storia sulle reti neurali pubblicata sul Topolino #3594<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":4991,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Topolino #3594: Una storia da Premio Nobel - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Andiamo alla scoperta dei Premi Nobel 2024 per la Fisica e per la Chimica grazie alla storia sulle reti neurali pubblicata sul Topolino #3594"},"footnotes":""},"categories":[345],"tags":[275,1709,338,1711,462,398,1710,461,1708,786],"class_list":["post-4977","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-topolino-comics-science","tag-chimica","tag-demis-hassabis","tag-fisica","tag-geoffrey-hinton","tag-giampaolo-soldati","tag-intelligenza-artificiale","tag-john-hopfield","tag-marco-bosco","tag-premi-nobel","tag-reti-neurali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4977\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}