{"id":3534,"date":"2021-04-22T22:24:37","date_gmt":"2021-04-22T20:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=3534"},"modified":"2021-04-22T22:24:37","modified_gmt":"2021-04-22T20:24:37","slug":"una-terra-piccina-piccina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/una-terra-piccina-piccina\/","title":{"rendered":"Una Terra piccina piccina"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1959 quando faceva il suo esordio sugli schermi televisivi statunitensi <em>The Twilight Zone<\/em>. Nota in Italia come <em>Ai confini della realt\u00e0<\/em>, la serie era stata ideata da <strong>Rod Serling<\/strong> e vedeva la collaborazione di scrittori di fantascienza come <strong>Richard Matheson<\/strong>, <strong>Charles Beaumont<\/strong>, <strong>Ray Bradbury<\/strong>, gente che non solo era l&#8217;avanguardia del genere fantascientifico dell&#8217;epoca, ma che soprattutto erano esperti in un particolare esercizio di stile non da tutti: il racconto.<br \/>\nIn effetti durante gli anni Cinquanta del XX secolo c&#8217;era un certo interesse verso il racconto breve fantascientifico. Non a caso molte serie storiche sia della Marvel sia della DC Comics, sulle cui pagine esordirono diversi supereroi, nascevano come antologici di fantascienza. Una di queste serie era <em>Mystery in Space<\/em> della DC Comics, il cui primo numero \u00e8 datato aprile-maggio 1951, esattamente settanta anni fa.<br \/>\nLa struttura del <em>magazine<\/em> era abbastanza <em>standard<\/em>: una storia d&#8217;apertura, cui era dedicata la storia, affiancata da una seconda o da altre due (dipendeva dalla lunghezza delle singole avventure) e una serie di autoconclusive da una pagina, se non addirittura da mezza, che proponevano ai lettori informazioni scientifiche a tema astronomico: si spaziava dalla struttura dei pianeti, alle caratteristiche del sistema Sole-Terra-Luna, senza dimenticare i grandi astronomi del passato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3537\" aria-describedby=\"caption-attachment-3537\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-47-39.jpg\" alt=\"mystery_space-47-39\" width=\"700\" height=\"511\" class=\"size-full wp-image-3537\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-47-39.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-47-39-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3537\" class=\"wp-caption-text\">Copertine dei numeri 47 e 39 di <em>Mystery in Space<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Molte erano anche le copertine con la Terra come protagonista, spesso presentata in situazioni pericolose o semplicemente assurde, come ad esempio una Terra in una cassaforte di cristallo sul #39 o un tiro alla fune cosmico con la Terra al centro della &#8220;fune&#8221; sulla copertina del #47. In questo <em>Earth Day<\/em> 2021 mi vorrei, per\u00f2, soffermare su <em>Mystery in Space<\/em> #49, dove la Terra viene mostrata rimpicciolita. Come per\u00f2 suggerisce il titolo della <em>cover story<\/em>, <em>The sky-high man<\/em>, disegnata da <strong>Gil Kane<\/strong>, ad aver cambiato le sue proporzioni \u00e8 il protagonista della storia, l&#8217;esploratore spaziale Harl Holt.<br \/>\nE&#8217; un vero peccato che lo sceneggiatore della storia sia ignoto, poich\u00e9 essa risulta ricca di spunti scientifici interessanti. Innanzitutto, come raccontato nella prima vignetta dopo la tavola d&#8217;apertura, la storia si basa sull&#8217;idea di un universo sferico di dimensioni inimmaginabili, ma comunque finito. Come abbiamo visto nei <em>mashup pinkyani<\/em>, la <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/opera-arte-5\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener\">forma dell&#8217;universo<\/a> molto probabilmente non \u00e8 quella di una banale sfera, anche se questa immagine risulta la pi\u00f9 semplice per spiegare alcuni degli effetti dovuti all&#8217;espansione cosmica.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-49-universi_bolla.jpg\" alt=\"mystery_space-49-universi_bolla\" width=\"350\" height=\"362\" class=\"alignright size-full wp-image-3539\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-49-universi_bolla.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-49-universi_bolla-290x300.jpg 290w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Altro aspetto interessante \u00e8 quello degli universi colorati, che vengono rappresentati come differenti bolle di, appunto, colori diversi. In questo caso l&#8217;aspetto interessante \u00e8 che la storia anticipa di alcuni decenni un&#8217;idea nata come conseguenza dell&#8217;<a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2014\/10\/inflazione-infinita-e-fine-del-tempo.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener\">inflazione cosmica<\/a> introdotta da <strong>Alan Guth<\/strong> nel 1979: l&#8217;esistenza di una sorta di universi bolla, qualcosa di simile a un multiverso, anche se non esattamente come quello supereroistico.<br \/>\nInfine il nostro Holt sintetizza in un&#8217;unica vignetta il <em>redshift<\/em> cosmico, ovvero lo spostamento della luce verso il rosso per tutti gli oggetti che si stanno allontanando dall&#8217;osservatore (un po&#8217; come la diminuzione del volume di una sirena che si sta allontanando dopo essersi avvicinata alla nostra auto).<br \/>\nAnche l&#8217;interazione dell&#8217;astronauta con la Terra risulta in qualche modo interessante: da un lato Holt non riesce a interagire con il pianeta: le sue molecole sono cos\u00ec distanti una dall&#8217;altra da essersi in un certo senso diradate, pur mantenendo una certa opacit\u00e0. Holt, per contro, \u00e8 in grado di interagire con l&#8217;astronave e il suo equipaggiamento, che evidentemente si \u00e8 ingigantito con lui, ma i segnali che manda hanno una lunghezza d&#8217;onda (ovvero la distanza tra due picchi del segnale) superiore alle dimensioni della Terra, che quindi non pu\u00f2 ricevere i suoi messaggi.<br \/>\nAnche se per piccoli dettagli, <em>The sky-high man<\/em> presenta, quindi, una certa cura scientifica, abbastanza tipica dell&#8217;epoca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell&#8217;Earth Day, celebriamo la Terra facendo un salto nello spazio fantascientifico di Mystery in Space.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":3535,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"facebook_image":"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-49-evidenza.jpg","twitter_image":"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/04\/mystery_space-49-evidenza.jpg","title":"Una Terra piccina piccina - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"In occasione dell'Earth Day, celebriamo la Terra facendo un salto nello spazio fantascientifico di Mystery in Space."},"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[1337,332,295,1336,408],"class_list":["post-3534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lo-spazio-a-fumetti","tag-alan-guth","tag-dc-comics","tag-earth-day","tag-gil-kane","tag-terra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3535"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}