{"id":3358,"date":"2021-02-14T19:34:09","date_gmt":"2021-02-14T18:34:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=3358"},"modified":"2021-02-14T19:34:09","modified_gmt":"2021-02-14T18:34:09","slug":"topolino-2872-lorbita-del-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-2872-lorbita-del-domani\/","title":{"rendered":"Topolino #2872: L&#8217;orbita del domani"},"content":{"rendered":"<p>Non essendoci nulla di realmente interessante sul <em>Topolino<\/em> #3403, ho deciso di dedicare l&#8217;usuale articolo <em>disneyano<\/em> della domenica a un classico della scienza a fumetti su <em>Topolino<\/em>: <a href=\"https:\/\/inducks.org\/s.php?c=I+TL+2872-1P\" target=\"inducks\" rel=\"noopener\"><em>L&#8217;orbita del domani<\/em><\/a>.<br \/>\nPubblicata per la prima volta in due puntate sui <em>Topolino<\/em> ##2872-2873, \u00e8 stata recentemente ristampata sul 18.mo cartonato della serie <em>Disney Special Events<\/em>, <em>Lo spazio raccontato da Topolino<\/em>, abbinato al <em>Topolino<\/em> #3388 dell&#8217;ottobre 2020. Il volumetto, aperto da una storia inedita, \u00e8 di fatto una raccolta di storie spaziali con paperi e topi scritte da <strong>Alessandro Sisti<\/strong>. In particolare ne <em>L&#8217;orbita del domani<\/em> troviamo ai disegni <strong>Stefano Intini<\/strong>, creatore grafico dell&#8217;astronauta che affianca Topolino nella storia, Paolo Nexp, ovvero la <em>disneyzzazione<\/em> di <strong>Paolo Nespoli<\/strong>.<\/p>\n<h2>Mistero sulla ISS<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-stazione_spaziale_internazionale-a_bordo.jpg\" alt=\"topolino2872-stazione_spaziale_internazionale-a_bordo\" width=\"700\" height=\"334\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3365\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-stazione_spaziale_internazionale-a_bordo.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-stazione_spaziale_internazionale-a_bordo-300x143.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>La trama \u00e8 quella di un <em>thriller<\/em> spaziale ambientato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: Topolino viene scelto dal sindaco di Topolinia per passare un breve periodo sulla ISS (l&#8217;acronimo per <em>International Space Station<\/em>). Dopo l&#8217;addestramento presso il centro spaziale, dove conosce Paolo Nexp, Topolino arriva sulla Stazione, accolto dallo stesso Nexp che lo aveva preceduto. E proprio sulla ISS Topolino si imbatte in un mistero particolare: sembra che tra i suoi moduli si nasconda un clandestino, anche se la cosa viene considerata decisamente impossibile.<br \/>\nSi scopre che in realt\u00e0 il clandestino \u00e8 il pi\u00f9 tecnologico e temibile degli avversari di Topolino, Macchia Nera, che vuole conquistare, con l&#8217;aiuto di alcuni scagnozzi ingaggiati <em>ad hoc<\/em>, la Stazione Spaziale per i suoi scopi.<br \/>\nLa storia dinamica realizzata da Sisti \u00e8, per\u00f2, anche ricca di una serie interessante di informazioni, tutte corrette, sulla fase di addestramento o sulla vita a bordo della Stazione Spaziale. Avendo gi\u00e0 trattato la Stazione Spaziale in un <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/lhomo-sapiens-nello-spazio\/\" target=\"lsb\" rel=\"noopener\">articolo apposito<\/a>, nel seguito mi concentrer\u00f2 su uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della vita a bordo della ISS: l&#8217;alimentazione.<\/p>\n<h2>Mangiare bene nello spazio<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_3362\" aria-describedby=\"caption-attachment-3362\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/john_glenn-mercury.jpg\" alt=\"john_glenn-mercury\" width=\"350\" height=\"456\" class=\"size-full wp-image-3362\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/john_glenn-mercury.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/john_glenn-mercury-230x300.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3362\" class=\"wp-caption-text\"><strong>John Glenn<\/strong> nella tuta spaziale <em>Mercury<\/em> &#8211;  via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:GPN-2000-001027.jpg\" target=\"commons\" rel=\"noopener\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>Il problema dell&#8217;alimentazione degli astronauti durante la permanenza nello spazio venne risolto, all&#8217;inizio, fornendo un &#8220;cestino della merenda&#8221; costituito da creme e pappine all&#8217;interno di tubetti di dentifricio, come per <a href=\"https:\/\/edu.inaf.it\/rubriche\/libri\/i-segreti-di-un-astronauta\/\" target=\"eduinaf\" rel=\"noopener\"><strong>Yuri Gagarin<\/strong><\/a>, che a bordo della <em>Vostok<\/em> durante la prima orbita umana intorno alla Terra si nutr\u00ec con un paio di tubetti di purea di carne e un tubetto di crema al cioccolato.<br \/>\nForse anche a causa della nausea di <strong>Gherman Titov<\/strong> durante il volo della <em>Vostok 2<\/em>, si pens\u00f2 bene di studiare in maniera pi\u00f9 attenta ed equilibrata il problema della nutrizione degli astronauti. Uno dei primi esperimenti in tal senso fu il pasto orbitale di <strong>John Glenn<\/strong> del 1962 intorno alla Terra: l&#8217;astronauta statunitense, infatti, dimostr\u00f2 che la condizione di microgravit\u00e0 non influenzava negativamente la deglutizione degli alimenti.<br \/>\nI <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Space_food\" target=\"wiki\" rel=\"noopener\">primi cibi<\/a> erano molto simili a dadi da cucina, polveri liofilizzate e liquidi e creme contenuti dentro dei tubetti da dentifricio. Questo genere di alimenti, per\u00f2, non soddisfaceva gli astronauti. Pur non eliminando del tutto cibi di questo genere, oggi si tende a portare in orbita alimenti progettati <em>ad hoc<\/em>, spesso variazioni dei piatti nazionali di ciascun astronauta, accanto a <em>menu<\/em> abbastanza <em>standard<\/em>.<br \/>\nProgettare il cibo spaziale non \u00e8, per\u00f2, cos\u00ec banale come si potrebbe pensare vedendo i video degli astronauti mentre mangiano. Il cibo che viene portato sulla Stazione Spaziale Internazionale deve rispondere ad alcuni criteri particolari: deve essere nutriente, facilmente digeribile e gradevole; leggero, ben confezionato, veloce da assemblare e con pulizia minima, e quest&#8217;ultimo punto, per esempio, rende le piadine preferibili al pane a causa dell&#8217;assenza (o comunque della minore produzione) di briciole da parte delle prime; infine non deve dare grossi problemi di immagazzinamento, aprirsi facilmente e ridurre al minimo gli sprechi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-colazione_spaziale.jpg\" alt=\"topolino2872-colazione_spaziale\" width=\"700\" height=\"328\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3367\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-colazione_spaziale.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/02\/topolino2872-colazione_spaziale-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Anche per questo, per quanto frutta e verdura fresche siano molto richieste dagli astronauti, vengono mandate con cautela nello spazio. Innanzitutto c&#8217;\u00e8 il problema dell&#8217;odore: <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/audience\/forstudents\/9-12\/features\/F_Fruits_and_Vegetables_Space.html\" target=\"nasa\" rel=\"noopener\">frutta e verdura fresche sono caricate tra le 16 e le 24 ore prima del lancio<\/a>. All&#8217;arrivo alla Stazione, gli odori intensi dovuti allo stipaggio in un ambiente chiuso, possono generare della nausea negli astronauti. Inoltre, una volta giunti sulla Stazione, tali alimenti tendono a degradare abbastanza in fretta e vanno consumati in due o tre giorni al massimo, soprattutto per via degli odori prodotti all&#8217;interno di una struttura che viene arieggiata solo attraverso ventilatori e condizionatori. D&#8217;altra parte i <a href=\"https:\/\/www.quora.com\/How-long-does-various-fruits-take-to-oxidise-and-rot\" target=\"quora\" rel=\"noopener\">tempi di degradazione della frutta<\/a> anche sulla Terra non sono molto lunghi e dipendono dal tipo di frutta (ad esempio <a href=\"https:\/\/www.hunker.com\/13428085\/how-fast-does-it-take-for-apples-to-rot\" target=\"apple\" rel=\"noopener\">le mele hanno tempi di conservazione pi\u00f9 lunghi<\/a>, almeno sulla Terra) e dalle condizioni climatiche e atmosferiche. Una possibile soluzione potrebbe allora essere portare un sistema di refrigerazione nello spazio o creare una camera con atmosfera controllata.<br \/>\nNell&#8217;attesa che ci\u00f2 avvenga, magari con una delle future Stazioni Spaziali, \u00e8 interessante chiudere con un paio di applicazioni tecnologiche progettate negli ultimi anni con l&#8217;obiettivo di rendere pi\u00f9 confortevole la vita degli astronauti nello spazio: da un lato ecco la macchinetta del caff\u00e8 sviluppata da <em>Lavazza<\/em> per permettere innanzitutto agli astronauti italiani di godere di questa calda bevanda con il gusto pi\u00f9 simile possibile al corrispettivo terrestre; dall&#8217;altro \u00e8 stata sviluppata una stampante 3d in grado di &#8220;stampare&#8221; gli alimenti solidi, come un <em>hamburger<\/em> di carne. In questo caso, poich\u00e9 la microgravit\u00e0 impedisce il suo funzionamento usuale, il beccuccio della stampante deposita i pezzi di alimento letteralmente a pochi millimetri dal vassoio, in modo tale che l&#8217;alimento stesso aderisca alla superficie, per poi sollevarsi e produrre un eventuale secondo strato, che per via delle tensioni superficiali, aderisce a quanto si trova di sotto, e cos\u00ec via.<br \/>\nInsomma: buon appetito a tutti, che siate sulla Terra o nello spazio!<\/p>\n<p><em>Articolo leggermente rivisto rispetto alla <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2019\/05\/le-grandi-domande-della-vita-vita-da.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener\">precedente pubblicazione su DropSea<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non essendoci nulla di realmente interessante sul Topolino #3403, ho deciso di dedicare l&#8217;usuale articolo disneyano della domenica a un classico della scienza a fumetti su Topolino: L&#8217;orbita del domani. 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