{"id":3314,"date":"2021-01-26T22:36:58","date_gmt":"2021-01-26T21:36:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=3314"},"modified":"2021-01-26T22:36:58","modified_gmt":"2021-01-26T21:36:58","slug":"topolino-3400-viaggio-nel-micromondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3400-viaggio-nel-micromondo\/","title":{"rendered":"Topolino #3400: Viaggio nel micromondo"},"content":{"rendered":"

Il 3400.simo numero di Topolino<\/em> viene celebrato con un articolo dedicato ai numeri multipli di 100 fin qui usciti (vi rimando alla it.wiki per le sue propriet\u00e0<\/a>) e un sommario di tutto rispetto. Il numero, infatti, propone la Parodia Disney<\/em> de L’uomo invisibile<\/em>, La macchia invisibile<\/em> di Matteo Venerus<\/strong> e Francesco D’Ippolito<\/strong>, la seconda puntata della nuova avventura di Fantomius di Marco Gervasio<\/strong> e soprattutto la prima puntata di Viaggio nel micromondo<\/em> di Sergio Cabella<\/strong> e Giampaolo Soldati<\/strong>.<\/p>\n

Tre piccoli paperi<\/h2>\n

La nuova saga ideata da Cabella sembra quasi perfetta per Il Cappellaio Matto<\/em>: lo sceneggiatore, infatti, tramite un riduttore di dimensioni ideato da Archimede Pitagorico, spedisce Qui, Quo, Qua alla scoperta del mondo degli insetti. In particolare sono due gli “esemplari” incontrati in questa prima puntata, un ragno e una famigliola di onischi.<\/p>\n

\"ragno\"
Eriophora trasmarina<\/em> in agguato sulla tela – via commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n

I ragni sono degli artoprodi appartenenti agli aracnidi, suddivisi in 120 famiglie all’interno delle quali si trovano otre 40000 specie. Il loro corpo \u00e8 suddiviso in due parti e posseggono 8 zampe. Sono carnivori, ma non possono mangiare solidi, per cui sono costretti a “sciogliere” le loro prede tramite enzimi ad hoc<\/em> dopo averle catturate usando la classica e sottilissima ragnatela. I ragni, inoltre, sono velenosi, ma per la maggior parte il loro veleno non procura nulla di pi\u00f9 di una semplice irritazione paragonabile a quella della puntura di una zanzara o di un’ape.<\/p>\n

\"onisco\"
Un Armadillidium vulgare<\/em>, meglio noto come onisco – via commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n

L’onisco \u00e8, invece, un crostaceo (come i gamberetti), noto anche come porcellino di terra, o mallellone selvatico, o porcellino di Sant’Antonio. Presenta alcune somiglianze estetiche con il millepiedi a palla, ma i due animaletti appartengono a “categorie” differenti degli artropodi. Gli onischi, tra le altre cose, amano gli ambienti umidi, per cui \u00e8 molto raro vederli in superficie durante il giorno, e quando ci\u00f2 succede \u00e8 generalmente perch\u00e9 vanno alla ricerca di una nuova casa nel caso in cui quella precedente sia diventata troppo secca. Generalmente si cibano di verdure o di carcasse e raggiungono una lunghezza massima di 18 mm. Possono vivere tra i -2 \u00b0C e i 36 \u00b0C, ma durante il “letargo”, che avviene generalmente in inverno, sono in grado di sopportare anche temperature pi\u00f9 estreme.
\n\"topolino3400-ragno\"Prima di lasciarvi due parole sulla storia: la miniaturizzazione dei nipotini avviene per un incidente nel laboratorio di Archimede, in quel momento assente. Le prime mosse dei nipotini, quindi, si svolgono all’interno del laboratorio stesso, ma molto velocemente i tre escono da una finestra aperta e catturati dal vento finiscono in mezzo all’erba. Qui il loro primo incontro \u00e8 con un ragno, che peraltro \u00e8 uno degli avversari del protagonista di Tre millimetri al giorno<\/em> di Richard Matheson<\/strong>, romanzo che possiamo considerare capostipite della letteratura di miniaturizzazione. Cabella riesce nella storia a inserire, come da tradizione di Topolino<\/em>, informazioni scientifiche con l’avventura vera e propria. La storia, dotata di un buon ritmo, si avvale anche di un ottimo Soldati, che in questa occasione mostra alcune scelte stilistiche e di tratto che ricordano Alessandro Perina<\/strong>, anche se di base continua a restare evidente la matrice carpiana<\/em> del disegnatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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