{"id":2725,"date":"2020-03-22T21:04:04","date_gmt":"2020-03-22T20:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2725"},"modified":"2020-03-22T22:35:18","modified_gmt":"2020-03-22T21:35:18","slug":"i-misteri-del-nautilus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/i-misteri-del-nautilus\/","title":{"rendered":"I misteri del Nautilus"},"content":{"rendered":"
Inevitabilmente in questo articolo vi scriver\u00f2 della seconda e ultima puntata di 19999 leghe sotto i mari<\/em><\/a>, nuova parodia Disney<\/em> di Francesco Artibani<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> del quasi omonimo romanzo di Jules Verne<\/strong>, ma quello che abbiamo visto nelle ultime due settimane su Topolino<\/em> non \u00e8 l’unico Nautilus<\/em> che ha “solcato” le pagine dello storico settimanale disneyano<\/em>.<\/p>\n L’ispirazione per il Nautilus<\/em> del Capitano Nemo \u00e8 il Plongeur<\/em>, sottomarino francese lanciato il 16 aprile del 1863. Il sottomarino venne sviluppato e progettato dal capitano Sim\u00e9on Bourgeois<\/strong> e la costruttore navale Charles Brun<\/strong>, che iniziarono a lavorare al progetto nel 1859. Il suo primo viaggio avvenne il 6 ottobre del 1863 nel fiume Charente. La sua propulsione era ad aria compressa e per questo \u00e8 considerato il primo sottomarino a non utilizzare l’energia umana per muoversi. Il primo sottomarino, infatti, era spagnolo e risale al 1562, almeno secondo quanto riportato da Joann Taisnier Hannon<\/strong> nel sui Opusculum perpetua memoria dignissimum, de natura magnetis et eius effectibus<\/em>:<\/p>\n Due greci si immergersero ed emergevano nelle acque del fiume Tagus nella citt\u00e0 di Toledo diverse volte alla presenta del Sacro Romano Imperatore Carlo V, senza bagnarsi e con la fiamma che portavano in mano ancora accesa.<\/p><\/blockquote>\n Uno dei primi progetti di sottomarino, invece, risale al 1578, opera del matematico britannico William Bourne<\/strong> all’interno del suo libro Inventions or Devises<\/em>. La scelta del nome, per\u00f2, non \u00e8 stata suggerita dal mollusco<\/a>, ma dal sottomarino<\/a> progettato dall’ingegnere statunitense Robert Fulton<\/strong>. Progettato tra il 1793 e il 1797, venne varato nel 1800 non dopo varie peripezie da parte di Fulton stesso: l’ingegnere, infatti, prov\u00f2 a pi\u00f9 riprese a ottenere il permesso di costruzione e i fondi necessari presso il governo francese, enfatizzando il ruolo che la sua invenzione avrebbe potuto giocare nel rompere il dominio navale britannico. Solo al terzo tentativo gli venne concesso tale permesso.Ispirazioni<\/h2>\n

\nLe informazioni pi\u00f9 attendibili sul primo sottomarino risalgono, invece, al 1620 quando il tedesco Cornelius Drebbel<\/strong> ne costru\u00ec uno, mosso dalla forza dei remi, per conto di Guglielmo I d’Inghilterra.
\nSembrerebbe che anche Leonardo da Vinci<\/strong><\/a> abbia realizzato una serie di disegni su un dispositivo simile a un sottomarino. Tali schizzi si trovano all’interno del Codice Leicester<\/em><\/a>, redatto tra il 1504 e il 1508, e oggi di propriet\u00e0 di Bill Gates<\/strong>. In effetti tali disegni sono relativi a una nave in grado di permettere a un essere umano di restare a lungo sott’acqua<\/a>, ma decise di non divulgare tale progetto per paura che venisse utilizzata per affondare altre navi. In effetti Leonardo descrive qualcosa del genere anche nel Codice Atlantico<\/em>, conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.
\nTorniamo, per\u00f2, al Plongeur<\/em>: nel 1867 venne portato all’Esposizione Universale di Parigi un modellino del sottomarino. Fu in quell’occasione che Verne vide il modellino che lo ispir\u00e0 per il suo romanzo 20000 leghe sotto i mari<\/em>, pubblicato 3 anni dopo, nel 1870.<\/p>\n
\nIl primo Nautilus<\/em> era in fogli di rame montati su un’intelaiatura in ferro. Costruito presso il cantiere Perrier a Rouen, era lungo 6.48 m e largo 1.93 m. La propulsione era fornita da un’elica a vite mossa da una manovella. La chiglia in ferro cavo era il serbatoio con la zavorra, allagando o svuotando la quale era possibile modificare la linea di galleggiamento del sommergibile. Aveva anche due pinne orizzontali, controllate da un timone, per la navigazione. Era, inoltre, dotato da un cupolino di osservazione e da una vela pieghevole utilizzata per la navigazione in superficie.
\nViene spesso citato come il primo sottomarino funzionante, trovando spazio anche ne Il tiranno dei mari<\/em><\/a>, scritta sempre da Artibani per i disegni di Corrado Mastantuono<\/strong>, dove Fulton viene anche citato esplicitamente.<\/p>\n
<\/p>\nPer la salvezza del mare<\/h2>\n