{"id":2665,"date":"2020-02-16T20:50:18","date_gmt":"2020-02-16T19:50:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2665"},"modified":"2020-02-16T19:31:24","modified_gmt":"2020-02-16T18:31:24","slug":"la-relativita-di-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/la-relativita-di-uno\/","title":{"rendered":"La relativit\u00e0 di Uno"},"content":{"rendered":"<p>Dopo anni passati sulle pagine di <em>Topolino<\/em>, <em>Pk<\/em> si stacca dal settimanale per intraprendere una nuova avventura indipendente nelle edicole e fumetterie italiane. Ne ho scritto in una lunga recensione a quattro mani con <strong>Andrea Bramini<\/strong>, recensione che non poteva essere considerata esattamente positiva. L&#8217;unica cosa che mi sembra il caso di ribadire \u00e8 che la stessa storia, suddivisa su due o tre puntate su <em>Topolino<\/em>, sarebbe probabilmente risultata pi\u00f9 efficace.<br \/>\nAd ogni modo se ne scrivo qui, peraltro in <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2020\/02\/topolino-3351-il-ritorno-di-donald-quest.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">una settimana in cui il <em>Topolino<\/em><\/a> non ha fornito grandi ispirazioni, \u00e8 per motivi <em>einsteiniani<\/em>, come intuibile dal titolo dell&#8217;articoletto.<\/p>\n<h2>In viaggio nello spaziotempo<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-cristallo.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"348\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2666\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-cristallo.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-cristallo-300x149.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Come visto nelle prime pagine di <em>Un nuovo eroe<\/em> di <strong>Roberto Gagnor<\/strong> e <strong>Alberto Lavoradori<\/strong>, Paperinik salva la giornata paperopolese impedendo la distruzione della sua citt\u00e0 a causa di un&#8217;astronave in caduta libera su Paperopoli. Non mi dilungo sui tempi stretti con cui Paperinik \u00e8 dovuto intervenire, o sul fatto che gi\u00e0 solo questa minaccia avrebbe costituito un ottimo soggetto per una storia (chi ha detto <em>Armageddon<\/em>?) ma vorrei soffermarmi su quanto detto da Uno a Lyla relativamente alla scomparsa di Paperinik alla fine della sua azione di salvataggio: \u00e8 stato teletrasportato su un altro pianeta nel passato!<br \/>\nAl di l\u00e0 della gi\u00e0 strana affermazione di Uno, questa serve per\u00f2 all&#8217;intelligenza artificiale per spiegare a Lyla che Paperinik va cercato nello spazio e nel tempo, il che \u00e8 una incredibile ovviet\u00e0, ed \u00e8 proprio quello che cercher\u00f2 di spiegarvi nel seguito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-spaziotempo.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"234\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2668\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-spaziotempo.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/02\/pk-nuovo_eroe-spaziotempo-300x100.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>La storia inizia con <strong>Michael Faraday<\/strong>, il pi\u00f9 noto autodidatta della fisica (per ora ve lo <em>linko<\/em>, ma in futuro potrei recuperare su queste colonne l&#8217;articolo dedicato al <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2012\/10\/la-scienza-elettrica-del-capitan-swing.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">Capitan Swing<\/a>). Britannico, si \u00e8 appassionato della fisica, realizzando molti esperimenti, alcuni dei quali a puro scopo didattico. Si occup\u00f2, come ricercatore, in particolare di elettricit\u00e0 e magnetismo ed \u00e8 sui suoi esperimenti che si bas\u00f2 <strong>James Clerk Maxwell<\/strong> per la scrittura delle sue famose equazioni che oggi ci permettono di parlare di elettromagnetismo.<br \/>\nSe da un lato le equazioni di Maxwell furono essenziali per dare alla fisica gli strumenti necessari per comprendere al meglio i fenomeni elettrici e magnetici, visti da quel momento in poi come manifestazione di un&#8217;unica forza della natura, dall&#8217;altro presentavano alcuni problemi. Il primo di ordine pratico: le equazioni confermavano qualcosa che si sapeva sin dai tempi di <strong>Isaac Newton<\/strong>, la luce \u00e8 un&#8217;onda. Se, per\u00f2, si poneva l&#8217;analogia tra l&#8217;onda di luce e le altre onde, come quella sonora, doveva in qualche modo esistere anche un mezzo all&#8217;interno del quale l&#8217;onda doveva propagarsi. Per diversi decenni, allora, i fisici si misero alla ricerca del cos\u00ec detto etere, fino a che l&#8217;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Michelson%E2%80%93Morley_experiment\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\">esperimento di <strong>Albert Michelson<\/strong> e <strong>Edward Morley<\/strong><\/a> non diede il definitivo addio al concetto di etere, aggiungendo per\u00f2 anche un risultato inatteso: la costanza della velocit\u00e0 della luce. Ovvero se misuriamo la luce emessa da una lampadina a bordo di un&#8217;astronave ferma o a bordo di un&#8217;astronave in movimento, la sua velocit\u00e0 \u00e8 assolutamente identica, ovviamente entro gli errori sperimentali, che possiamo comunque rendere inferiori rispetto alla velocit\u00e0 dell&#8217;astronave in movimento.<br \/>\nL&#8217;altro elemento che disturbava un po&#8217; nelle equazioni di Maxwell era la loro assenza di simmetria rispetto alle cos\u00ec dette trasformazioni di Galileo. Il punto centrale sta in un concetto fisico importante, quello dei sistemi di riferimento. Un sistema di riferimento \u00e8 un sistema di coordinate cartesiane che viene posto su un dato punto particolare del sistema fisico studiato. In pratica possiamo decidere di descrivere il moto di un&#8217;automobile o dal punto di vista del guidatore, per il quale sono le altre automobili a muoversi, o dal punto di vista di chi lo osserva passare, per il quale \u00e8 lui a muoversi. In funzione della complessit\u00e0 del problema fisico si pu\u00f2 adottare uno dei due punti di vista, o anche un terzo ancora che, magari, risulta pi\u00f9 semplice dei due precedenti.<br \/>\nPer permetterci di passare da un punto di vista all&#8217;altro, per\u00f2, esiste uno strumento matematico, quello delle trasformazioni di coordinate. Le trasformazioni di Galileo non sono altro che delle trasformazioni che permettono di passare da un sistema fermo, come il tipo a lato della strada, a uno in movimento, come l&#8217;automobilista a bordo dell&#8217;auto, e viceversa.<br \/>\nIl problema, con le equazioni di Maxwell, era che, quando si applicavano alle equazioni le trasformazioni di Galileo, le equazioni di Maxwell risultavano diverse: in termini pratici questo avrebbe implicato che compiere un esperimento di elettromagnetismo a bordo della strada avrebbe portato a risultati diversi rispetto allo stesso esperimento compiuto a bordo dell&#8217;automobile in movimento. E la cosa non solo non piaceva ai fisici, ma non era mai stata verificata (nel senso che i due esperimenti non presentavano alcuna differenza).<br \/>\nA risolvere la faccenda ci pensarono la relativit\u00e0 speciale di <strong>Albert Einstein<\/strong> e le nuove trasformazioni di coordinate scoperte da <strong>Hendrik Lorentz<\/strong>: non solo le equazioni di Maxwell risultavano simmetriche rispetto alla matematica della relativit\u00e0 speciale, ma la sua conseguenza era che il tempo e lo spazio risultavano legati uno all&#8217;altro. In termini pi\u00f9 semplici la relativit\u00e0 di Einstein ci dice che un viaggio nello spazio \u00e8 anche un viaggio nel tempo e viceversa. Per cui \u00e8 abbastanza ovvio che, andare alla ricerca di Paperinik da qualche parte nell&#8217;universo, equivale a cercare Paperinik nello spazio <strong>e<\/strong> nel tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo anni passati sulle pagine di Topolino, Pk si stacca dal settimanale per intraprendere una nuova avventura indipendente nelle edicole e fumetterie italiane. Ne ho scritto in una lunga recensione a quattro mani con Andrea Bramini, recensione che non poteva essere considerata esattamente positiva. L&#8217;unica cosa che mi sembra il caso di ribadire \u00e8 che la stessa storia, suddivisa su due o tre puntate su Topolino, sarebbe probabilmente risultata pi\u00f9 efficace. 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