{"id":2626,"date":"2020-01-26T21:22:49","date_gmt":"2020-01-26T20:22:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2626"},"modified":"2020-01-26T21:22:49","modified_gmt":"2020-01-26T20:22:49","slug":"topolino-3348-4-salti-su-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3348-4-salti-su-marte\/","title":{"rendered":"Topolino #3348: 4 salti su Marte"},"content":{"rendered":"<p>Generalmente, quando inizio a recensire una serie su <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/search\/label\/topolino\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>DropSea<\/em><\/a>, porto a compimento la recensione di tutte le puntate con unica eventuale eccezione per quella conclusiva, come era accaduto, ad esempio, per <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3339-foglie-rosse\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Foglie rosse<\/em><\/a>. Nel caso, invece, di <em>Young Indiana<\/em>, visto il tema del quarto episodio (e non volendo diventare monotematico con l&#8217;ennesima recensione di una storia di <strong>Alessandro Sisti<\/strong>!), ho pensato bene di affrontare <em>4 salti su Marte<\/em>. Prima, per\u00f2, una breve introduzione sul progetto di <strong>Bruno Sarda<\/strong> supportato ai disegni da <strong>Marco Palazzi<\/strong>.<\/p>\n<h2>Le avventure del giovane Indiana<\/h2>\n<p>Per chi, come me, ricorda <em>Le avventure del giovane Indiana Jones<\/em>, vorrei sottolineare che quella serie ideata da <strong>George Lucas<\/strong> ha ben poco a che spartire con <em>Young Indiana<\/em>. Mentre in quel caso si raccontavano le avventure archeologiche del giovane Indiana Jones in un periodo della sua vita che andava dai 16 ai 22 anni (con alcuni <em>flashback<\/em> in altre epoche), la serie ideata da Bruno Sarda, creatore di Indiana Pipps, ritorna al periodo universitario del cugino di Pippo, prima che la passione per l&#8217;archeologia diventasse un mestiere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3346-young_indiana_made_japan.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"323\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2630\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3346-young_indiana_made_japan.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3346-young_indiana_made_japan-300x138.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Anzi: Indiana, a causa di alcuni piccoli insuccessi, arrivato a Oxbridge non sembra particolarmente interessato allo studio della storia e dei reperti antichi. Sarda, in effetti, costruisce in maniera molto efficace la sua serie, introducendo tutti gli elementi che renderanno Indiana Pipps quello che poi \u00e8 nelle storie del presente: un fisico atleticamente preparato grazie alla sua passione per lo sport, una curiosit\u00e0 verso i misteri che si rinforza di episodio in episodio e un certo interesse nei confronti del gentil sesso, in questo caso rappresentato dalla bella e intelligente compagna di studi Penny.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3345-young_indiana_trio.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"308\" class=\"alignright size-full wp-image-2632\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3345-young_indiana_trio.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3345-young_indiana_trio-300x264.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Utilizzando, poi, una scelta molto simile a quella dell&#8217;altrettanto storica serie <em>Smallville<\/em>, Pipps \u00e8, all&#8217;inizio della sua carriera, amico di Kranz, che ne diventer\u00e0 successivamente il suo pi\u00f9 acerrimo rivale. Anche con Kranz, Sarda inizia a introdurre gli elementi basilari della sua caratterizzazione attuale. Ai due Sarda aggiunge un terzo personaggio, Tim, un nativo americano che studia matematica.<br \/>\nLa serie, dunque, i cui tre primi episodi sono usciti sui numeri <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2020\/01\/un-buon-2020-con-topolino-3345.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">3345<\/a>, <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2020\/01\/topolino-3346-spie-archeologi-e-coboldi.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">3346<\/a> e <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2020\/01\/topolino-3347-scacco-matto.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">3347<\/a>, \u00e8 molto simile, come filosofia, a <em>Young Donald Duck<\/em>, con, per\u00f2, una <em>continuity<\/em> interna leggermente pi\u00f9 solida, per quanto comunque non ingombrante. I riferimenti agli episodi precedenti, infatti, non risultano mai eccessivi e non inficiano eccessivamente la lettura e assumono una certa rilevanza solo in questa quarta puntata, ambientata nel centro spaziale di Oxbridge Town, che introduce nella serie un elemento spionistico, che diventa cos\u00ec il collante principale della serie e probabile punto di conclusione delle trame ideate da Sarda.<br \/>\nSenza, per\u00f2, porre altro indugio, andiamo anche noi a fare una visita al centro spaziale.<\/p>\n<h2><em>Rover<\/em> su Marte<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3348-laboratorio_marte.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"465\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2634\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3348-laboratorio_marte.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/topolino3348-laboratorio_marte-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Il centro spaziale descritto da Sarda e Palazzi \u00e8 un centro di ricerca astronomica completo in ogni suo aspetto, comprendendo sia la parte di osservazione diretta, grazie a un osservatorio astronomico con tanto di telescopio, sia un centro di controllo delle missioni spaziali, in particolare quello per studiare in dettaglio una eventuale missione su Marte.<br \/>\nL&#8217;ambiente, costruito al chiuso, simula quasi ogni aspetto del pianeta rosso, a parte la gravit\u00e0, a parte per un dettaglio: il direttore del centro, prima di far provare a due studenti (Indiana \u00e8 uno di questi) l&#8217;ambiente marziano simulato, suggerisce loro di indossare due speciali stivali che <em>vi eviteranno di fluttuare nell&#8217;aria<\/em>. Simulare la gravit\u00e0 marziana sulla Terra, almeno relativamente agli esseri umani, non \u00e8 qualcosa di cos\u00ec banale, mentre \u00e8 molto pi\u00f9 semplice da realizzare per i <em>rover<\/em> che verranno spediti su Marte.<br \/>\nAd esempio questo 2020, grazie alle posizioni relative di Marte e della Terra particolarmente favorevoli, verranno lanciate ben 4 missioni verso il pianeta rosso: <em>ExoMars<\/em> 2020, prosieguo della missione del 2016, dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea che invier\u00e0 un <em>rover<\/em>, chiamato <em>Rosalind Franklin<\/em>, per compiere studi del sottosuolo marziano, con la speranza di trovare vita microscopica; <em>Mars<\/em> 2020 della NASA che invier\u00e0 un <em>rover<\/em> basato su <em>Curiosity<\/em> e un drone, il <em>Mars Helicopter Scout<\/em>, che avranno come obiettivo lo studio dell&#8217;abitabilit\u00e0 di Marte; l&#8217;agenzia spaziale cinese, invece, dar\u00e0 il via alla missione <em>HX-1<\/em> costituita da un <em>orbiter<\/em> (un satellite che si sistemer\u00e0 in orbita intorno a Marte), un <em>lander<\/em> e un <em>rover<\/em>, quest&#8217;ultimo dotato di un radar di profondit\u00e0 per mappare la crosta marziana fino a 400 m di profondit\u00e0; infine partir\u00e0 la <em>Emirates Mars Mission<\/em>, missione dimostrativa costituita da un semplice <em>orbiter<\/em> inviato dagli Emirati Arabi Uniti. Quest&#8217;ultima missione sembra sancire una collaborazione con l&#8217;agenzia spaziale giapponese, che ha in programma, anche se non \u00e8 stato specificato con che tempi, il <em>Mars Terahertz Microsatellite<\/em>, che avr\u00e0 il compito di studiare l&#8217;atmosfera marziana, in particolare gli isotopi dell&#8217;ossigeno.<br \/>\nInfine, con partenza prevista nel 2022, anche l&#8217;India ha in programma di inviare una nuova missione verso Marte, la sua seconda, la <em>Mars Orbiter Mission<\/em> 2, composta anche questa come quella cinese da <em>orbiter<\/em>, <em>lander<\/em> e <em>rover<\/em> con l&#8217;obiettivo di studiare atmosfera e suolo marziani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2636\" aria-describedby=\"caption-attachment-2636\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/exomars2020_rover.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" class=\"size-full wp-image-2636\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/exomars2020_rover.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2020\/01\/exomars2020_rover-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2636\" class=\"wp-caption-text\">Prove del <em>rover<\/em> di <em>ExoMars<\/em> 2020 nel deserto di Atacama<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutte queste missioni necessitano di centri di controllo in grado di ricevere i dati provenienti da Marte (in pratica quello di inviare le informazioni sulla Terra \u00e8 uno dei compiti degli <em>orbiter<\/em>), programmare le operazioni che i <em>rover<\/em> compiranno ogni giorno ed, eventualmente, adattarle alle situazioni impreviste, come ad esempio problemi alle ruote o l&#8217;attraversamento di un terreno particolarmente accidentato.<br \/>\nGli operatori umani, per poter compiere queste operazioni nel modo migliore possibile, devono addestrarsi in maniera opportuna e per fare questo praticamente ogni istituzione che \u00e8 sede del controllo di uno qualsiasi dei <em>rover<\/em> che stanno per partire ha un laboratorio attrezzato allo scopo, costituito da una riproduzione della sala di controllo posta di fronte a uno stanzone dove i <em>rover<\/em> si muovono all&#8217;interno di un ambiente marziano ricostruito nel modo pi\u00f9 fedele possibile. Come ci hanno mostrato durante la visita alla <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/search\/label\/altec\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">Altec<\/a> nella fase di chiusura del progetto dei <a href=\"http:\/\/edu.inaf.it\/index.php\/cosmo-explorers\/\" target=\"eduinaf\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Cosmo Explorers<\/em><\/a>, per riprodurre la sabbia marziana \u00e8 stata scelta una particolare sabbia terrestre che ne riproduce le principali caratteristiche di densit\u00e0 e viscosit\u00e0, in modo da guidare i <em>rover<\/em> su terreni simili a quello marziano. Inoltre sul terreno vengono anche messi alcuni piccoli massi paragonabili a quelli che si potrebbero incontrare su Marte, cercando anche di riprodurre nel modo migliore possibile le caratteristiche del terreno scelto per l&#8217;atterraggio del <em>rover<\/em>.<br \/>\nSi pu\u00f2 anche simulare la gravit\u00e0 marziana attraverso una serie di assi e di cavi cui sospendere il <em>rover<\/em>: in questo modo, applicando una tensione opportuna ai cavi, \u00e8 possibile far s\u00ec che la forza totale che agisce sul <em>rover<\/em> stesso sua simile a quella che si trover\u00e0 ad affrontare su Marte.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8, invece, ancora nulla di simile per gli astronauti, come invece mostrato in <em>4 salti su Marte<\/em>: per ora il sistema migliore per adattarli alle condizioni che incontreranno nello spazio (la &#8220;semplice&#8221; microgravit\u00e0 della Stazione Spaziale Internazionale) \u00e8 addestrarli a compiere le operazioni di manutenzione all&#8217;interno di una piscina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generalmente, quando inizio a recensire una serie su DropSea, porto a compimento la recensione di tutte le puntate con unica eventuale eccezione per quella conclusiva, come era accaduto, ad esempio, per Foglie rosse. Nel caso, invece, di Young Indiana, visto il tema del quarto episodio (e non volendo diventare monotematico con l&#8217;ennesima recensione di una storia di Alessandro Sisti!), ho pensato bene di affrontare 4 salti su Marte. Prima, per\u00f2, una breve introduzione sul progetto di Bruno Sarda supportato ai disegni da Marco Palazzi. 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