{"id":2494,"date":"2019-11-07T20:56:28","date_gmt":"2019-11-07T19:56:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2494"},"modified":"2019-11-07T20:56:28","modified_gmt":"2019-11-07T19:56:28","slug":"tokyo-kaido-la-malinconia-delluniverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/tokyo-kaido-la-malinconia-delluniverso\/","title":{"rendered":"Tokyo Kaido: la malinconia dell&#8217;universo"},"content":{"rendered":"<p>Sono molti gli elementi che incuriosiscono in <em>Tokyo Kaido<\/em>, opera in tre volumi di <strong>Minetaro Mochizuchi<\/strong>. Innanzitutto \u00e8 lo stile chiaro e preciso dell&#8217;autore, non sporcato da inchiostri pesanti e inquietanti come in <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/dragon-head-catastrofe-studio-sociale\/\" target=\"lsb\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Dragon Heads<\/em><\/a>. E poi \u00e8 la trama stessa: il <em>manga<\/em>, ambientato in una clinica di malattie mentali, si concentra in particolare su quattro giovani pazienti: Hashi, 19 anni, a causa di un incidente ha un frammento di metallo nella testa che gli procura un particolare disturbo che gli impedisce di mentire, facendogli dire qualunque cosa pensi o provi; Hana, 21 anni, \u00e8 affetta da un particolare disturbo che le procura orgasmi involontari casualmente in qualunque momento, persino in pubblico; Hideo, 10 anni, a causa di una malattia ha una soglia del dolore molto alta, tanto che il bambino crede di essere invulnerabile come un supereroe, e come tale si veste; Mari, 6 anni, il suo cervello rimuove le persone dall&#8217;ambiente circostante, a meno che non si trovino all&#8217;interno dello schermo del televisore, e questo la fa vivere in un mondo di cui \u00e8 l&#8217;unica abitante. Intorno a questi quattro ruotano una serie di personaggi di diversa importanza, come medici e infermiere: in particolare Mochizuchi si concentra sul dottor Tamaki e sul sorvegliante Nihongi.<\/p>\n<h2>Corpi estranei<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_orchestra_spaziale.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"426\" class=\"alignright size-full wp-image-2497\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_orchestra_spaziale.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_orchestra_spaziale-246x300.jpg 246w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Mochizuchi, considerato come il pi\u00f9 talentuoso <em>mangaka<\/em> della sua generazione, da alle stampe <em>Tokyo Kaydo<\/em> dal 2008 al 2010, sovrapponendosi all&#8217;opera pi\u00f9 nota di <strong>Atsushi Kaneko<\/strong>, <em>Soil<\/em>, pubblicata in 11 <em>tankobon<\/em> tra il 2003 e il 2010. Il parallellismo tra le due opere e tra i due autori non si limita al semplice citazionismo: il frammento di metallo all&#8217;interno della testa di Hashi \u00e8, infatti, detto &#8220;<em>corpo estraneo<\/em>&#8220;, mentre il folle <em>Soil<\/em> si basa proprio sull&#8217;ingresso nel mondo usuale di &#8220;<em>corpi estranei<\/em>&#8220;.<br \/>\nAltra similitudine \u00e8 nella follia dei protagonisti e per traslato delle vicende vissute dagli stessi, ma mentre in <em>Soil<\/em> la follia \u00e8 metaforica, surreale, in <em>Tokyo Kaido<\/em> \u00e8 reale, e anche in questo caso i protagonisti sperimentano una realt\u00e0 alterata, soggettiva. La grande differenza, per\u00f2, sta nella narrazione, tanto enfatica e cinetica quella di Kaneko, quanto intensa e intima quella di Mochizuchi. Questo non vuol dire che non mancano le <em>gag<\/em> o le scene d&#8217;azione, ma non \u00e8 raccontare il mistero quel che interessa a Mochizuchi, quanto proporre al lettore una riflessione sulla malattia mentale e su come questa, oggi, non sia semplicemente un folle che crede di essere qualcun altro o cose simili, ma anche situazioni molto pi\u00f9 sfumate.<br \/>\nL&#8217;ultima somiglianza tra i due <em>mangaka<\/em> \u00e8 nello stile grafico, chiaro e pulito per entrambi, strutturato su una griglia abbastanza rigida e costituita da pagine con poche vignette, ricorrendo spesso a <em>splash page<\/em> ricche di dettagli e spettacolari.<\/p>\n<h2>La musica dell&#8217;universo<\/h2>\n<p>Altro elemento comune ai due <em>mangaka<\/em> \u00e8 l&#8217;uso della cultura <em>pop<\/em>. Mentre Kaneko \u00e8 spesso concentrato solo sul <em>punk<\/em>, Mochizuchi propone spunti pi\u00f9 vasti, come nel caso de <em>I pianeti<\/em> del compositore britannico <strong>Gustav Theodeore Holst<\/strong>. In particolare il <em>mangaka<\/em> usa il primo dei sette movimenti, <em>Mars, The Bringer Of War<\/em>, eseguito da alcuni dei pazienti della <em>Clinica Christiania<\/em> sotto la direzione della piccola Mari. Nella scena gli strumenti, che sono visti dal punto di vista della bambina, quindi in movimento senza nessuno che li usa, si sovrappongono al sistema solare, mentre ovviamente il consiglio \u00e8 quello di ascoltare in sottofondo questo primo movimento di Holst durante la lettura di questo primo volume.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gustav Holst - The Planets - Mars, the Bringer of War\" width=\"1080\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L0bcRCCg01I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Esiste un concetto filosofico detto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Musica_delle_sfere\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>musica delle sfere<\/em><\/a> secondo il quale l&#8217;universo era un immenso sistema di sfere concentriche ognuna delle quali in proporzione una all&#8217;altra. Inoltre ciascuna sfera avrebbe dovuto produrre un suono caratteristico non udibile all&#8217;orecchio umano.<br \/>\nIl concetto, attraverso le ere, \u00e8 alla fine giunto fino a noi e agli astronomi della NASA, che <a href=\"https:\/\/www.sciencealert.com\/nasa-turned-this-hubble-image-into-strange-haunting-music\" target=\"science\" rel=\"noopener noreferrer\">hanno sonificato una delle immagini pi\u00f9 famose scattata da Hubble<\/a>:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Sonification of a Hubble Deep Space Image\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/H-Ci_YwfH04?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<blockquote><p>Each visible speck of a galaxy is home to countless stars. A few stars closer to home shine brightly in the foreground, while a massive galaxy cluster nestles at the very centre of the image; an immense collection of maybe thousands of galaxies, all held together by the relentless force of gravity.<br \/>\nTime flows left to right, and the frequency of sound changes from bottom to top, ranging from 30 to 1,000 hertz. Objects near the bottom of the image produce lower notes, while those near the top produce higher ones.<br \/>\nThe higher density of galaxies near the centre of the image results in a swell of mid-range tones halfway through the video.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Vedi anche<\/strong> un altro <a href=\"http:\/\/designrhythmics.com\/galaxy\/index.html\" target=\"astro\" rel=\"noopener noreferrer\">piccolo progetto di sonificazione di dati astronomici<\/a>.<\/p>\n<h2>Invasori spaziali<\/h2>\n<p>Altro tema collaterale \u00e8 quello dell&#8217;invasione aliena. Hideo, infatti, nella sua fantasia supereoistica, \u00e8 anche il difensore della Terra contro l&#8217;arrivo degli inasori spaziali. D&#8217;altra parte il famoso videogioco <em>Space Invaders<\/em> \u00e8 citato esplicitamente grazie a una <em>cover band<\/em> giapponese che porta proprio questo nome.<br \/>\nLa commistione tra il mitico gioco <em>arcade<\/em> e la musica non \u00e8 neanche campata in aria: nel 1979, per cavalcare il successo del videogioco, la Warner rilasci\u00f2 il singolo <em>Space Invaders<\/em> del duo di musicisti australiani <strong>Russell Dunlop<\/strong> e <strong>Bruce Brown<\/strong> che lo registrarono con lo pseudonimo di <em>Player One<\/em>. Di genere <em>space disco<\/em>, sottogenere della <em>disco<\/em>, ebbe una forte influenza nella nascita della <em>dance<\/em> elettronica:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Player One - Space Invaders (1980)\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8teuyCYeDxQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>La curiosit\u00e0 in questo campo \u00e8 che effettivamente dal 2009 \u00e8 in attivita una <em>band<\/em> di <em>dance<\/em> e <em>space rock<\/em> tedesca che ha nome proprio di <em>Space Invaders<\/em>.<\/p>\n<h2>I fumetti di Hashi<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_samba.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"390\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2499\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_samba.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/11\/tokyo_kaido_samba-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p><em>Tokyo Kaido<\/em> presenta anche alcuni elementi metafumettistici. Hashi, infatti, si diletta anche nella scrittura e nel disegno di fumetti. In particolare scrive due storie, <em>Tokyo Kaido<\/em>, come il <em>manga<\/em> di Mochizuki, e <em>La storia del pinguino che sapeva volare<\/em> (in realt\u00e0 questo secondo fumetto non ha alcun titolo).<br \/>\nEntrambi i fumetti hanno per protagonista un personaggio che si stacca dalla massa, che non si riesce a integrare in essa. In <em>Tokyo Kaido<\/em> \u00e8 un bambino morto che risorge dalla tomba, accettato solo dalla madre che, come lui, applica un semplice ragionamento: il fatto che ora possegga un corpo mostruoso non cambia l&#8217;essenza del carattere del figlio. In questo caso, per come la storia del ragazzino morto viene narrata, diventa una metafora della ricerca di se stessi, mentre <em>La storia del pinguino che sapeva volare<\/em> \u00e8 metafora del viaggio d&#8217;esplorazione, del desiderio di conoscere e superare i propri limiti per rompere il muro del mistero.<br \/>\nEntrambi i fumetti, come lo stesso <em>Tokyo Kaido<\/em>, sono pervasi da una malinconia di fondo che rende la narrazione delicata e leggera. Non \u00e8 un caso che il titolo mi ha sempre richiamato alla mente il singolo italiano con evidenti influenze brasiliane <em>maracaibo<\/em> di <strong>Lu Colombo<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Luisa &#039;Lu&#039; Colombo - Maracaibo.wmv\" width=\"1080\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DjRJXHYOSHQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte la <em>bossa nova<\/em> \u00e8 anche esplicitamente citata con il <em>Samba da bencao<\/em> di <strong>Vin\u00edcius de Moraes<\/strong> e <strong>Baden Powell<\/strong>, che a un certo punto viene danzato dal dottor Tamaki, anch&#8217;egli in qualche modo alla ricerca di se stesso, di assegnare a se stesso un senso pi\u00f9 vero e sincero alla sua vita:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Samba da Ben\u00e7\u00e3o - Vinicius de Moraes\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Fz0eddwTjnk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono molti gli elementi che incuriosiscono in Tokyo Kaido, opera in tre volumi di Minetaro Mochizuchi. Innanzitutto \u00e8 lo stile chiaro e preciso dell&#8217;autore, non sporcato da inchiostri pesanti e inquietanti come in Dragon Heads. E poi \u00e8 la trama stessa: il manga, ambientato in una clinica di malattie mentali, si concentra in particolare su quattro giovani pazienti: Hashi, 19 anni, a causa di un incidente ha un frammento di metallo nella testa che gli procura un particolare disturbo che gli impedisce di mentire, facendogli dire qualunque cosa pensi o provi; Hana, 21 anni, \u00e8 affetta da un particolare disturbo<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":2496,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Tokyo Kaido: la malinconia dell'universo - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Sono molti gli elementi che incuriosiscono in Tokyo Kaido , opera in tre volumi di Minetaro Mochizuchi . 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