{"id":2434,"date":"2019-10-12T23:03:44","date_gmt":"2019-10-12T21:03:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2434"},"modified":"2019-10-12T23:03:44","modified_gmt":"2019-10-12T21:03:44","slug":"topolino-3333-la-matematica-e-tutta-intorno-a-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3333-la-matematica-e-tutta-intorno-a-te\/","title":{"rendered":"Topolino #3333: La matematica \u00e8 tutta intorno a te!"},"content":{"rendered":"

Con una copertina ad hoc<\/em> di Alessandro Perina<\/strong> che celebra il curioso traguardo, Topolino<\/em> raggiunge la ragguardevole cifra di 3333 uscite nella sua versione tascabile. Le celebrazioni, per\u00f2, proseguono anche all’interno con un articolo di Fabio Michelini<\/strong> ricco di curiosit\u00e0 su Topolino<\/em> e altri numeri similari, e con la storia Il tesoro 3333<\/em> scritta dallo stesso Michelini per i disegni di Donald Soffritti<\/strong>.<\/p>\n

Appassionati di numeri<\/h2>\n

\"\"La storiella, un veloce divertissement<\/em> di gusto ciminiano<\/em> basato soprattutto sul susseguirsi di gag<\/em>, per le quali il tratto insolitamente rotondo di Soffritti (solitamente pi\u00f9 cartoonesco<\/em> e “squadrato”) risulta efficace anche grazie all’ottimo uso delle ombre che enfatizza ambienti ed espressioni, ha la struttura di una piccola caccia al tesoro con enigmi a carattere matematico, in questo caso legati al numero 3. Il 3, secondo numero primo e secondo numero dispari, \u00e8 anche uno dei divisori del 3333<\/a>, che a sua volta \u00e8 un numero composto, oltre a essere un caso particolare di palindromo, come tutti i numeri costituiti da una sola cifra ripetuta. Possiede otto divisori, (1, 3, 11, 33, 101, 303, 1111, 3333), la cui somma, escluso il 3333 stesso, fa 1563, il che lo rende un numero difettivo. E’ un numero sfenico, poich\u00e9 \u00e8 il prodotto di 3 numeri primi distinti.
\nE’ un numero nudo, poich\u00e9 \u00e8 divisibile per ognuna delle sue cifre.
\nE’ un numero modesto, poich\u00e9 dividendo 3333 per 333 si ottiene 3 come resto, che \u00e8 la quarta cifra di 3333(
1<\/a>)<\/sup>.
\nE’ un numero pernicioso, poich\u00e9 la sua rappresentazione in base 2, 110100000101, contiene 5 numeri 1, con 5 numero primo(
2<\/a>)<\/sup>. Inoltre, poich\u00e9 5 \u00e8 anche un numero dispari, 3333 \u00e8 anche un numero odioso(3<\/a>)<\/sup>.
\nDopo questo rapido excursus<\/em> su alcune delle curiosit\u00e0 matematiche intorno al 3333, passiamo a esaminare pi\u00f9 in dettaglio la storia di chiusura del numero, dove la matematica, anche se non si vede, gioca un ruolo fondamentale.<\/p>\n

Viaggio in un altro mondo<\/h2>\n

\"\"<\/p>\n

Claudio Sciarrone<\/strong>, in quell’occasione su testi di Alessandro Sisti<\/strong>, aveva gi\u00e0 affrontato una storia sulla realt\u00e0 aumentata<\/a> (augmented reality<\/em>, AR, termine coniato nel 1990 da Thomas Caudell<\/strong>, all’epoca ricercatore della Boeing<\/em>). Mentre quella era, per\u00f2, una storia che metteva in qualche modo in discussione la filosofia stessa della realt\u00e0 aumentata, nel caso de La realt\u00e0 troppo reale<\/em> Gabriele Panini<\/strong> affronta l’applicazione pi\u00f9 di successo della realt\u00e0 aumentata: il videogioco, in particolare quello di ruolo.
\nNegli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a un proliferare di giochi di ruolo da realt\u00e0 aumentata dove, utilizzando il proprio smartphone<\/em> o tablet<\/em>, \u00e8 possibile interagire con oggetti che compaiono sullo schermo, ma che si sovrappongono all’immagine reale del mondo che ci circonda. Questo implica, ad esempio nel caso di un gioco fantasy<\/em> basato su una classica cerca<\/em>, di doversi spostare per gli ambienti cittadini per completare la propria missione e magari sfidare altri giocatori o mostri generati dall’IA del videogioco, che sbarrano il passo pur non comparendo nel mondo reale.
\nNel caso della storia di Panini e Sciarrone, per\u00f2, i videogiocatori, ovvero Qui, Quo, Qua, insieme con un loro geniale amico e con una squadra di antipatici avversari, vengono improvvisamente catapultati all’interno del videogioco stesso, Papertech<\/em>. La storia, una delle migliori di Panini, si sviluppa con un buon ritmo e propone una caratterizzazione forte e decisa dei nipotini, anche con delle leggerissime differenze tra i tre, nonostante non siano cos\u00ec marcate come nella recente
Tre paperi in gioco<\/em><\/a>. Sono dei nipotini sprint<\/em>, dunque, anche grazie all’apporto di Sciarrone, che molto probabilmente realizza anche i colori della storia e li cala all’interno di un’atmosfera a met\u00e0 strada tra Tron<\/em> e Wolfstein<\/em>. L’esperienza con PK<\/em>, poi, trova i suoi frutti nelle armature digitali che i nipotini indossano all’interno di Papertech<\/em>, cos\u00ec come le loro iconiche posture.
\nOvviamente il principale spunto scientifico che vale la pena approfondire \u00e8 quello della realt\u00e0 aumentata<\/em><\/strong>.<\/p>\n

Andare oltre il reale<\/h2>\n

\"\"<\/p>\n

La prima idea paragonabile alla realt\u00e0 aumentata risale al 1901 quando Lyman Frank Baum<\/strong>, l’autore della saga de Il Mago di Oz<\/em>, si chiedeva se fosse possibile costruire un dispositivo elettrico in grado di proiettare dati nella vita reale.
\nSuccessivamente, tra il 1957 e il 1962, il cineasta Morton Heilig<\/strong> invent\u00f2 e brevett\u00f2 il Sensorama<\/em>, una macchina che avrebbe dovuto immergere gli spettatori in un crogiolo di sensazioni visuali, sonore, motorie, ecc.
\nUna delle prime applicazioni di un dispositivo tipo AR \u00e8 in campo astronomico: nel 1987 Douglas George<\/strong> e Robert Morris<\/strong> creano un prototipo funzionante di un particolare telescopio astronomico che sovrapponeva nell’oculare alle immagini del cielo la stella con l’intensit\u00e0 maggiore, le immagini dei corpi celesti e altre informazioni rilevanti.
\nIl primo sistema di AR propriamente detto viene, per\u00f2, sviluppato nel 1992 da Louis Rosenberg<\/strong> per conto dell’Air Force Research Laboratory<\/em> di Armstrong negli Stati Uniti.
\nSenza ripercorrere pedissequamente la timeline<\/em> dell’AR, facciamo un balzo al 2008, quando viene rilasciata una delle prime applicazioni di realt\u00e0 aumentata per smartphone<\/em>: Wikitude AR Travel Guide<\/em> per il G1 Android<\/em>. E’, invece, del 2012 il lancio di Lyteshot<\/em>, piattaforma di gaming<\/em> con interazione AR che utilizza dei piccoli occhiali per la visualizzazione dei dati di gioco. Da l\u00ec la strada del gaming<\/em> per la realt\u00e0 aumentata \u00e8 decisamente spianata, anche grazie a giochi come Pokemon Go<\/em> o Ingress Prime<\/em>.
\nOvviamente si possono immaginare anche altre applicazioni, come ad esempio il controllo di robot in esplorazione in ambienti impraticabili o la possibilit\u00e0 di portare a termine operazioni a distanza di chilometri.<\/p>\n

Realt\u00e0 alternative<\/h2>\n

\"\"<\/p>\n

Altro spunto interessante nella storia di Panini \u00e8 lo strumento utilizzato per sbaglio dai ragazzi per entrare fisicamente nel mondo del videogioco: dei traslatori dimensionali che<\/p>\n

servivano a dimostrare l’esistenza di realt\u00e0 alternative<\/strong>, tramite attivit\u00e0 ultradimensionali<\/strong>!<\/p><\/blockquote>\n

In effetti esistono molti suggerimenti per verificare l’esistenza di realt\u00e0 alternative, a volte chiamate anche universi paralleli. E indubbiamente il sistema immaginato da Panini \u00e8 meno pericoloso del suicidio quantistico<\/a> proposto da Max Tegmark<\/strong>. E dire, come fa il nipotino, che la dimostrazione \u00e8 andata a buon fine solo perch\u00e9, a causa di una interferenza con il videogioco sono stati catapultati all’interno del monto di Papertech<\/em> non \u00e8 decisamente conclusivo: secondo il principio olografico<\/em> proposto da Gerardus ‘t Hooft<\/strong>, tutte le informazioni per un mondo in [latex]n+1[\/latex] dimensioni sarebbero gi\u00e0 presenti in un mondo a [latex]n[\/latex] dimensioni, quindi ci\u00f2 che quell’interferenza potrebbe aver fatto \u00e8 utilizzare ingenti quantit\u00e0 di energia per trasformare l’informazione tridimensionale di Qui, Quo, Qua e compagni in informazione bidimensionale e mandarla nel mondo di Papertech<\/em>, ma poich\u00e9 questo mondo contiene tutte le informazioni di un mondo 3d, chi lo sperimenta non pu\u00f2 accorgersi della differenza con un mondo 2d, se non per il piccolo dettaglio di essere in grado di attraversare le pareti, almeno alcune pareti particolari.
\nD’altra parte la pssibilit\u00e0 di verificare l’esistenza di un multiverso non \u00e8 cos\u00ec semplice: al momento la possibilit\u00e0 che sembra essere pi\u00f9 vicina \u00e8 legata alla verifica dell’esistenza delle onde gravitazionali primordiali, che dimostrerebbero la correttezza del modello inflazionario per quel che riguarda le origini e lo sviluppo dell’universo. Secondo tale modello, l’universo sarebbe costituito da tanti universi bolla, o universi pocket<\/em>, ognuno con le sue leggi della fisica distinte, ma senza alcuna possibilit\u00e0 di scambiare informazioni uno con l’altro.
\nPer ora tutto ci\u00f2 risulta piuttosto affascinante e materia per racconti di fantascienza, come questa piccola Realt\u00e0 troppo reale<\/em>, ma anche con una verifica completa del modello inflazionario non potremmo avere la completa certezza dell’esistenza di realt\u00e0 alternative, visto che sembra ci siano precluse.<\/p>\n

La recensione del numero in edicola verr\u00e0 pubblicata domenica su DropSea<\/a><\/em><\/p>\n\n

    \n
  1. A voler essere precisi, un numero modesto<\/em> \u00e8 un numero [latex]n[\/latex] che pu\u00f2 essere diviso in due gruppi di cifre, [latex]a[\/latex] e [latex]b[\/latex], e la divisione tra [latex]n[\/latex] e [latex]b[\/latex] da [latex]a[\/latex] come resto. ↩<\/a><\/li>\n
  2. In generale un numero pernicioso<\/em> \u00e8 tale quando il numero di 1 nella sua rappresentazione binaria \u00e8 primo. ↩<\/a><\/li>\n
  3. Un numero si dice odioso<\/em> quando la somma delle sue cifre nella rappresentazione binaria \u00e8 dispari. Si dice, invece, malefico<\/em> se la somma \u00e8 pari. ↩<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

    Con una copertina ad hoc di Alessandro Perina che celebra il curioso traguardo, Topolino raggiunge la ragguardevole cifra di 3333 uscite nella sua versione tascabile. Le celebrazioni, per\u00f2, proseguono anche all’interno con un articolo di Fabio Michelini ricco di curiosit\u00e0 su Topolino e altri numeri similari, e con la storia Il tesoro 3333 scritta dallo stesso Michelini per i disegni di Donald Soffritti. Appassionati di numeri La storiella, un veloce divertissement di gusto ciminiano basato soprattutto sul susseguirsi di gag, per le quali il tratto insolitamente rotondo di Soffritti (solitamente pi\u00f9 cartoonesco e “squadrato”) risulta efficace anche grazie all’ottimo uso<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":2436,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Topolino #3333: La matematica \u00e8 tutta intorno a te! - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Con una copertina ad hoc di Alessandro Perina che celebra il curioso traguardo, Topolino raggiunge la ragguardevole cifra di 3333 uscite nella sua versione tasc"},"footnotes":""},"categories":[345],"tags":[69,567,935,931,938,234,936,933,941,505,940,120,460,937,932,934,939],"class_list":["post-2434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-topolino-comics-science","tag-astronomia","tag-claudio-sciarrone","tag-cosmologia","tag-donald-soffritti","tag-douglas-george","tag-fabio-michelini","tag-frank-baum","tag-gabriele-panini","tag-gerardus-t-hooft","tag-informatica","tag-louis-rosenberg","tag-matematica","tag-max-tegmark","tag-morton-heilig","tag-numeri","tag-realta-aumentata","tag-robert-morris"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}