{"id":2347,"date":"2019-09-05T22:03:37","date_gmt":"2019-09-05T20:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2347"},"modified":"2019-09-05T22:03:37","modified_gmt":"2019-09-05T20:03:37","slug":"paperoidi-su-beta-centauri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/paperoidi-su-beta-centauri\/","title":{"rendered":"Paperoidi su Beta Centauri"},"content":{"rendered":"

Era appena uscito il secondo film della trilogia di Star Wars<\/em> che Topolino<\/em> pubblica Paperobot contro Paperoidi<\/em> di Romano Scarpa<\/strong> con la dicitura iniziale di Storie stellari<\/em>. L’idea, ovviamente, \u00e8 quella di cavalcare l’onda del film di George Lucas<\/strong><\/a>, ma l’ispirazione per la storia \u00e8 ben altra: i robottoni<\/em> giapponesi. In particolare abbiamo da un lato Ufo Robot Goldrake<\/em>, serie ideata da Go Nagai<\/strong> che ovviamente danno vita ai Paperobot<\/em>, e dall’altra i Meganoidi<\/em>, i cattivi di Daitarn 3<\/em>, che danno vita nella storia di Scarpa ai Paperoidi<\/em>.<\/p>\n

Guardare le stelle in cerca di tesori<\/h2>\n

\"\"Lo spunto iniziale della storia viene dal desiderio di Paperone di rimpinguare le sue riserve auree per “mettere al sicuro la mia lontana vecchiaia<\/em>“. Paperino, a quel punto, gli suggerisce di guardare tra le stelle. I meteoriti<\/a>, infatti, sono costituiti da metalli piuttosto rari sulla Terra, e magari qualcuno potrebbe contenere delle quantit\u00e0 d’oro sufficientemente grandi da giustificare la spesa per andare a recuperarlo. A quel punto ecco l’idea: chiedere ad Archimede Pitagorico di costruire uno strumento in grado di scovare l’oro nel cosmo.
\nOra, trovare la composizione chimica di un pezzo di roccia nello spazio senza poterci andare l\u00ec sopra \u00e8 piuttosto complicato. Se prendiamo, ad esempio, le ricerche sugli esopianeti, il metodo del transito ci ha permesso di fare dei passi da gigante nella loro scoperta, oltre a poter determinare una serie di propriet\u00e0 differenti, come raggio e raggio orbitale, massa, composizione dell’atmosfera. Se gi\u00e0 quest’ultima \u00e8 fornita come ipotesi, la possibile composizione del pianeta diventa ancora pi\u00f9 complicata: il massimo che si pu\u00f2 fare \u00e8 determinare se il pianeta \u00e8 roccioso o gassoso, e sempre con un certo margine di errore.
\nQueste difficolt\u00e0, nel 1981, erano ancora maggiori: di fatto l’esistenza di pianeti extrasolari, all’epoca, era ancora nel campo delle ipotesi. Il primo a formularla fu
Isaac Newton<\/strong><\/a> nel 1713 e successivamente nel corso di tutto il XIX secolo si susseguirono annunci su presunte scoperte di esopianeti, mai confermate a causa della scarsa precisione dei metodi di osservazione.
\n

\"\"
70 Ophiuchi – via it.wiki<\/a><\/figcaption><\/figure>Uno dei casi pi\u00f9 famosi ed eclatanti di quest’epoca fu l’annuncio di William Stephen Jacob<\/strong> dell’Osservatorio di Madras della scoperta, nel 1855, intorno alla stella binaria 70 Ophiuchi<\/em><\/a>, di un’anomalia orbitale che secondo l’astronomo era compatibile con la presenza di un pianeta. Nel 1899 sembr\u00f2 arrivare una conferma ancora pi\u00f9 solida grazie a Thomas Jefferson Jackson See<\/strong>, ma poco tempo dopo Forest Ray Moulton<\/strong> dimostr\u00f2 che un sistema di tre corpi con i parametri orbitali osservati doveva essere molto instabile. Dunque l’annuncio di Jacob e See andava considerato errato. Nel 1943, per\u00f2, Dirk Reuyl<\/strong> e Erik Holberg<\/strong> annunciarono la scoperta di un sistema planetario intorno a 70 Ophiuchi<\/em>, ma anche questo annuncio si rivel\u00f2 errato.
\nDunque ad Archimede serviva progettare degli strumenti assolutamente all’avanguardia, in grado non solo di scoprire corpi celesti rocciosi, ma anche di determinarne la composizione chimica: ecco, allora, un triplo telescopio a condensatori neutroionici<\/em>. Ovviamente dietro i paroloni scientifici non si nasconde alcuno strumento reale, a maggior ragione per via del design<\/em> utilizzato da Scarpa, che richiama dei telescopi classici, che peraltro Archimede ha dimenticato di installare.
\nAd ogni buon conto, con questi inusitati e giganteschi strumenti montati sulla fiancata del deposito, l’inventore inizia a scandagliare il vuoto cosmico.<\/p>\n

Una pianeta intorno alla stella Hadar<\/h2>\n

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La pazienza, alla fine, ripaga, ed ecco che nella costellazione Minox (che non esiste: \u00e8 un evidente riferimento a Minosse<\/strong>) Archimede scopre un planetoide d’oro massiccio. Purtroppo \u00e8 impossibile da raggiungere con la tecnologia terrestre dell’epoca, ma Scarpa ci fa avvicinare al planetoide, rappresentato come un’accozzaglia di forme geometriche tra le pi\u00f9 disparate. E l’autore disneyano<\/em>, per\u00f2, fornisce un’informazione interessante: Noi, per\u00f2, possiamo avvicinarci a Beta Centaurum!<\/em>“
\nBeta Centauri<\/em><\/strong>, nota anche come
Hadar<\/em><\/a>, \u00e8 la seconda stella pi\u00f9 brillante della costellazione del Centauro e dista dalla Terra all’incirca 350 anni luce. Hadar ha anche altre due compagne che gli ruotano intorno e ognuna di queste \u00e8 a sua volta un sistema binario le cui due compagne sono cos\u00ec vicine da non poter essere distinte una dall’altra neanche con un telescopio: serve uno strumento pi\u00f9 raffinato come uno spettroscopio.
\nIntorno a questa stella, a tutt’oggi, non \u00e8 stato scoperto alcun sistema planetario, ma d’altra parte la complessit\u00e0 del sistema stellare costituito da cinque stelle rende praticamente impossibile non solo la presenza di un qualunque pianeta abitabile, ma anche di un qualunque genere di pianeta. Molto pi\u00f9 compatibile, per i nostri scopi, \u00e8
Proxima Centauri<\/em><\/a>, sempre nella costellazione del Centauro, ma decisamente molto pi\u00f9 vicina alla Terra, appena 4 anni, 2 mesi e un paio di settimane alla velocit\u00e0 della luce. Il vantaggio di rivolgere lo sguardo verso questa stella non \u00e8 solo dovuto alla vicinanza, ma anche al fatto che intorno a essa nel 2016 \u00e8 stato scoperto un pianeta, chiamato Proxima Centauri b<\/em>, che cos\u00ec potrebbe essere il pianeta d’origine dei temibili Paperoidi<\/em>.<\/p>\n

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Porzione del cielo con alcune stelle della costellazione del Centauro: in evidenza la posizione di Proxima Centauri<\/em> – via commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Era appena uscito il secondo film della trilogia di Star Wars che Topolino pubblica Paperobot contro Paperoidi di Romano Scarpa con la dicitura iniziale di Storie stellari. L’idea, ovviamente, \u00e8 quella di cavalcare l’onda del film di George Lucas, ma l’ispirazione per la storia \u00e8 ben altra: i robottoni giapponesi. In particolare abbiamo da un lato Ufo Robot Goldrake, serie ideata da Go Nagai che ovviamente danno vita ai Paperobot, e dall’altra i Meganoidi, i cattivi di Daitarn 3, che danno vita nella storia di Scarpa ai Paperoidi. Guardare le stelle in cerca di tesori Lo spunto iniziale della storia<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":2350,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Paperoidi su Beta Centauri - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Era appena uscito il secondo film della trilogia di Star Wars che Topolino pubblica Paperobot contro Paperoidi di Romano Scarpa con la dicitura iniziale di Stor"},"footnotes":""},"categories":[345],"tags":[906,907,904,905,541,903,908,220,909,474,902,901],"class_list":["post-2347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-topolino-comics-science","tag-70-ophiuchi","tag-beta-centauri","tag-dirk-reuyl","tag-erik-holberg","tag-esopianeti","tag-forest-ray-moulton","tag-hadar","tag-isaac-newton","tag-proxima-centauri","tag-romano-scarpa","tag-thomas-jefferson-jackson-see","tag-william-stephen-jacob"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}