{"id":2340,"date":"2019-08-31T20:30:06","date_gmt":"2019-08-31T18:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2340"},"modified":"2019-08-31T16:53:53","modified_gmt":"2019-08-31T14:53:53","slug":"topolino-3327-il-computer-a-q-q","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3327-il-computer-a-q-q\/","title":{"rendered":"Topolino #3327: Il computer a q-q"},"content":{"rendered":"<p>Come abbiamo visto nell&#8217;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/paperi-nella-rete\/\" target=\"lsb\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo dedicato ai 25 anni della creazione del protocollo www<\/a> che ci permette di navigare nella rete tramite degli ipertesti, gli autori di <em>Topolino<\/em> sono stati in vario modo in grado di recepire le novit\u00e0 scientifiche e tecnologiche all&#8217;interno delle loro storie. Dopo <strong>Giorgio Pezzin<\/strong>, probabilmente l&#8217;autore che ha usato in maniera pi\u00f9 consapevole la scienza insieme con l&#8217;americano <strong>Don Rosa<\/strong>, c&#8217;\u00e8 indubbiamente in questa particolare classifica degli autori italiani <strong>Alessandro Sisti<\/strong>. E ancora una volta l&#8217;esperto sceneggiatore lombardo propone, sul numero in edicola di <em>Topolino<\/em>, una storia dove la tecnologia gioca un ruolo fondamentale.<\/p>\n<h2>Calcoli quantistici<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/topolino3327-computer_quantistico.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"325\" class=\"alignright size-full wp-image-2343\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/topolino3327-computer_quantistico.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/topolino3327-computer_quantistico-300x279.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><em>Il computer a q-q<\/em>, disegnata da <strong>Ettore Gula<\/strong>, vede un Paperone moderno e attento alle innovazioni come non si incontrava sul settimanale ormai da diverso tempo. Grazie ai suoi ricercatori, il magnate paperopolese ha fatto installare in un anonimo capannone nella zona industriale un computer quantistico dotato di realt\u00e0 virtuale grazie al quale ricevere gli opportuni suggerimenti per concludere gli affari pi\u00f9 delicati.<br \/> Dell&#8217;esistenza di tale computer ne vengono a conoscenza anche i Bassotti, che cercano cos\u00ec di sfruttare il computer q-q per realizzare delle rapine perfette contro Paperone, con esiti puntualmente disastrosi. Il problema \u00e8, allora, nei Bassotti stessi, nel computer quantistico, non ancora pronto a rispondere alle esigenze dei suoi utenti, o in qualche altro elemento imponderabile?<br \/>\nLasciando ai lettori il piacere di scoprirlo, oltre a ribadire ancora una volta l&#8217;ottima caratterizzazione di Paperone, non resta che elogiare anche il buon lavoro di Gula: il tratto rotondo e tozzo, infatti, risulta perfetto in particolare per le scene ambientate nella realt\u00e0 virtuale. In questa occasione, poi, Gula squadra leggermente il tratto fornendo cos\u00ec l&#8217;impressione di una visione <em>pixelata<\/em>.<\/p>\n<h2>Computazione quantistica<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_2345\" aria-describedby=\"caption-attachment-2345\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/qubits.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"306\" class=\"size-full wp-image-2345\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/qubits.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/08\/qubits-300x262.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2345\" class=\"wp-caption-text\">Sovrapposizione di <em>qubit<\/em> &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Quantum_computer.svg\" target=\"commons\" rel=\"noopener noreferrer\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>Un computer quantistico \u00e8 un dispositivo in grado di eseguire i calcoli sfruttando gli effetti quantistici, in particolare quello dell&#8217;<em>entanglement<\/em> che abbiamo gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/7-il-numero-perfetto\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener noreferrer\">affrontato insieme con la <em>Justice League<\/em><\/a>.<br \/>\nD&#8217;altra parte \u00e8 proprio l&#8217;<em>entanglement<\/em>, insieme con la sovrapposizione degli stati quantistici, ad aver reso possibile la progettazione e le ricerche sulla costruzione dei computer quantistici. Ovviamente \u00e8 stata sviluppata tutta una nuova disciplina, l&#8217;<strong>informatica quantistica<\/strong>. Essa si basa su alcuni punti importanti (via <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Informazione_quantistica\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\">it.wiki<\/a>):<\/p>\n<ul>\n<li><em>No-cloning<\/em>: l&#8217;informazione quantistica non pu\u00f2 essere copiata con fedelt\u00e0 assoluta, e quindi neanche letta con fedelt\u00e0 assoluta. (William Wootters, 1982).<\/li>\n<li>L&#8217;informazione quantistica pu\u00f2 invece essere trasferita con fedelt\u00e0 assoluta, a patto che l&#8217;originale venga distrutto nel processo. Il teletrasporto quantistico \u00e8 stato ottenuto per la prima volta nel 1997 da <strong>Dik Bouwmeester<\/strong> e colleghi ((Bouwmeester, D., Pan, J. W., Mattle, K., Eibl, M., Weinfurter, H., &amp; Zeilinger, A. (1997). Experimental quantum teleportation. <em>Nature<\/em>, 390(6660), 575. doi:<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/37539\" target=\"doi\" rel=\"noopener noreferrer\">10.1038\/37539<\/a> (<a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1901.11004\" target=\"arxiv\" rel=\"noopener noreferrer\">arXiv<\/a>).)).<\/li>\n<li>Ogni misura compiuta su di un sistema quantistico distrugge la maggior parte dell&#8217;informazione, lasciandolo in uno stato base. L&#8217;informazione distrutta non pu\u00f2 essere recuperata. Ci\u00f2 \u00e8 una derivazione diretta dai postulati della meccanica quantistica (PMQ).<\/li>\n<li>Anche se in qualche caso \u00e8 possibile conoscere esattamente in che stato base si trover\u00e0 il sistema dopo una misura, il pi\u00f9 delle volte avremo solo previsioni probabilistiche. Anche questo deriva direttamente dai PMQ.<\/li>\n<li>Alcune osservabili non possono avere simultaneamente valori definiti con precisione, per il principio di indeterminazione di Heisenberg. Ci\u00f2 ci impedisce sia di stabilire con esattezza le condizioni iniziali prima del calcolo, sia di leggere i risultati con precisione.<\/li>\n<li>L&#8217;informazione quantistica pu\u00f2 essere codificata, e solitamente lo \u00e8, tramite correlazioni non-locali tra parti differenti di un sistema fisico. In pratica, si utilizza l&#8217;<em>entanglement<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Unit\u00e0 fondamentale dell&#8217;informatica quantistica \u00e8 il <em>qubit<\/em>, sistema fisico quantistico che si trova in una sovrapposizione di stati. La socrapposizione di stati quantistici \u00e8 un po&#8217; come il famoso <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2011\/11\/00909090909-il-gatto-di-schroedinger-e.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">gatto di Schroedinger<\/a>, ovvero al tempo stesso vivo e morto. Questo concetto della sovrapposizione \u00e8 forse pi\u00f9 semplice da spiegare immaginando una barra di caricamento che avanza man mano che l&#8217;applicazione <em>on-line<\/em> carica tutti i dati per essere pronta. Lo stato quantistico non si trova mai esattamente all&#8217;inizio o alla fine della barra, ma in una posizione intermedia, che matematicamente \u00e8 una funzione il cui valore \u00e8 determinato da una frazione dello stato iniziale sommata con una frazione dello stato finale.<br \/>\nQuesto implica che linformatica quantistica, a differenza di quella classica, non si basa sull&#8217;usuale logica a due valori (la logica <em>booleana<\/em>), ma a molti valori. Questo fatto \u00e8 diretta conseguenza dell&#8217;osservazione rilevata dal matematico <strong>George Mackey<\/strong>: \u00e8 la stessa meccanica quantistica a basarsi su una logica a molti valori ((<a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/05\/una-storia-di-paradossi-disuguaglianze.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Una storia di paradossi, disuguaglianze e baffi<\/em><\/a>. Leggi anche <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/05\/il-meraviglioso-mondo-quantistico.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Il meraviglioso mondo quantistico<\/em><\/a>.)).<br \/>\nOvviamente, essendo i <em>qubit<\/em> quantistici, sono soggetti all&#8217;<em>entanglement<\/em>. Se per\u00f2 in un processo di calcolo l&#8217;<em>entanglement<\/em> non risulta in qualche modo coinvolto, allora tale calcolo pu\u00f2 essere condotto con maggiore efficacia da un computer classico. Questo all&#8217;atto pratico implica la necessit\u00e0 di scrivere algoritmi <em>ad hoc<\/em> per i computer quantistici. Gli algoritmi realizzati per i computer classici, infatti, vengono svolti dai computer quantistici con un tempo superiore rispetto ai computer classici, e d&#8217;altra parte gli algoritmi quantistici, molto rapidi nell&#8217;esecuzione sui computer classici, risultano molto pi\u00f9 lenti rispetto agli algoritmi classici sui computer usuali.<br \/>\nAllo stato attuale la ricerca sulla costruzione di computer quantistici vede impegnata soprattutto l&#8217;IBM, che per\u00f2 grazie all&#8217;applicazione dell&#8217;<em>open-access<\/em> permette anche ai ricercatori pubblici di portare avanti le ricerche per migliorare il sistema. I computer quantistici, per il momento, hanno come principale applicazioni la crittografia e il calcolo, in particolare numerico, di sistemi complessi per i quali il tempo di elaborazione previsto sui computer classici \u00e8 particolarmente lungo (dell&#8217;ordine dei decenni e pi\u00f9).<\/p>\n<p><em>La recensione del numero in edicola verr\u00e0 pubblicata domenica su <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/search\/label\/topolino\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">DropSea<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbiamo visto nell&#8217;articolo dedicato ai 25 anni della creazione del protocollo www che ci permette di navigare nella rete tramite degli ipertesti, gli autori di Topolino sono stati in vario modo in grado di recepire le novit\u00e0 scientifiche e tecnologiche all&#8217;interno delle loro storie. 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