{"id":2324,"date":"2019-08-17T20:48:48","date_gmt":"2019-08-17T18:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2324"},"modified":"2019-08-17T18:58:40","modified_gmt":"2019-08-17T16:58:40","slug":"topolino-3325-alla-ricerca-asciugacapelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3325-alla-ricerca-asciugacapelli\/","title":{"rendered":"Topolino #3325: Alla ricerca dell’asciugacapelli"},"content":{"rendered":"
Sono stato molto indeciso su quale storia proporvi per la recensione settimanale di Topolino<\/em>. Andando per esclusione ((Young Donald Duck<\/em> perch\u00e9 sto trattando la serie su DropSea<\/em>, L’inghippo del B&B<\/em> per manifesta inferiorit\u00e0)) sono rimasto con le storie di apertura, Il brontolatore estivo<\/em> di Tito Faraci<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong>, e di chiusura, Il phon di Cleopatra<\/em> di Roberto Gagnor<\/strong> e Silvia Ziche<\/strong>. Visto il tema storico, alla fine ha vinto quest’ultima.<\/p>\nI tesori di serie B<\/h2>\n
Il bravo e simpatico Gagnor<\/a>, chiuse le storiche serie sulla storia dell’arte e la storia del cinema, inizia una nuova serie, I tesori di serie B<\/em>, i cui protagonisti sono Filo Sganga e Brigitta McBridge, con Rockerduck e Luski come antagonisti. L’idea iniziale della serie \u00e8 semplice: l’archivio dei tesori non ancora scoperti di Paperone \u00e8 ricco di mappe a preziosi di dubbio valore, come la cassapanca di Gengis Khan<\/strong> o il colapasta di Carlo Magno<\/strong>.
\nPer liberarsi di un po’ di queste mappe e tenere lontani per qualche tempo i due storici scocciatori, il magnate paperopolese assegna ai due la mappa per recuperare il fon di Cleopatra<\/strong>, passata alla storia per il suo affascinante nasino ma anche, come solo pochi intenditori sanno, per la sua impeccabile acconciatura. I due improvvisati cacciatori di tesori riusciranno piuttosto a caso a trovare il mitico asciugacapelli egiziano, ovvero una semplice conduttura che trasporta l’aria calda della valle del Nilo fino a una piramide costruita all’occorrenza al cui interno un aggeggio simile ai moderni asciugacapelli permetteva alla faraona un’asciugatura perfetta.
\nLa gag story<\/em> di Gagnor \u00e8 veloce e divertente, con una comicit\u00e0 al limite del surreale, che potrebbe competere con le storie disneyane<\/em> di Sio<\/strong>, completata in maniera perfetta dallo stile comico della Ziche, che nell’occasione si cimenta anche in un paio di quadruple particolarmente spettacolari.<\/p>\nIl fhon<\/h2>\n

\nIl primo asciugacapelli portatile venne brevettato nel 1911 negli Stati Uniti<\/a> da Gabriel Kazanjian<\/strong>, mentre i primi asciugacapelli elettrici iniziarono a circolare intorno al 1920: erano piuttosto pesanti e poco maneggevoli, per\u00f2 grazie all’utilit\u00e0 dell’idea vennero perfezionati sia nell’aspetto sia nella praticit\u00e0.
\nIl funzionamento di base dell’asciugacapelli \u00e8 abbastanza semplice: una ventola azionata da un motore elettrico genera un flusso d’aria che viene riscaldata grazie a un resistore elettrico.
\nIl nome alternativo con cui lo strumento \u00e8 noto, fon<\/em> o fhon<\/em>, viene dal nome tedesco del favonio<\/em><\/a>, f\u00f6hn<\/em>. Questi \u00e8 un vento caldo e secco tipico delle montagne alpine e appenniniche, almeno per quel che riguarda l’Italia. In Africa, invece, \u00e8 tipico del Sud Africa. Inoltre, essendo un vento generato dall’interazione di un flusso d’aria calda con una catena montuosa, difficilmente si potrebbe presentare nel piatto Egitto.
\nE’ interessante osservare come nella grafia, errata, che viene usualmente utilizzata (anche nel titolo della storia di Topolino<\/em>), phon<\/em>, definisce il livello di pressione sonora che un suono puro di una determinata frequenza f<\/em>, deve avere, al fine di provocare la medesima sensazione uditiva (in termini di intensit\u00e0 del livello acustico) del suono di riferimento alla frequenza di 1 kHz ((da it.wiki<\/a>.))<\/p>\n