{"id":2194,"date":"2019-07-19T20:51:47","date_gmt":"2019-07-19T18:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2194"},"modified":"2019-07-19T19:27:43","modified_gmt":"2019-07-19T17:27:43","slug":"topolino-3321-la-luna-secondo-casty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3321-la-luna-secondo-casty\/","title":{"rendered":"Topolino #3321: La Luna secondo Casty"},"content":{"rendered":"<p>Per festeggiare nel modo migliore il cinquantesimo anniversario dell&#8217;allunaggio dell&#8217;<em>Apollo<\/em> 11, <em>Topolino<\/em> ha pensato bene di proporre ai lettori una storia in due parti ambientata proprio sulla Luna. Cos\u00ec ecco il <em>thriller<\/em> fantascientifico <em>Il castello sulla Luna<\/em> scritto e disegnato da <strong>Casty<\/strong> e ampiamente anticipato con un&#8217;intervista all&#8217;autore sul <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2019\/07\/topolino-3320-tutta-questione-di-papere.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">numero della settimana precedente<\/a>. Sono molti gli elementi interessanti della storia di Casty, alcuni puramente legati al mistero da risolvere, altri essenzialmente scientifici. Andiamo con ordine e partiamo dalla&#8230;<\/p>\n<h2>Guida alla costruzione di un razzo spaziale<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/topolino3321-lunarbipp2.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"652\" class=\"alignright size-full wp-image-2265\" \/>Coprotagonista della storia insieme con Topolino e Pippo \u00e8 lo zio di quest&#8217;ultimo Bippo de Pippis. Autore del <em>bestseller<\/em> <em>La principessa del castello sulla Luna<\/em>, un <em>fantasy<\/em> fantascientifico, in realt\u00e0 si rivela un ex-astronauta che, un po&#8217; come Archimede nel cortiletto della sua casa a Paperopoli, sta costruendo un razzo per tornare sul nostro satellite.<br \/>\nIn realt\u00e0 la costruzione di un razzo moderno, come il <em>Lunabipp<\/em> 2, \u00e8 pi\u00f9 complicata di quello che potrebbe fare un singolo uomo in alcuni mesi di lavoro (certo \u00e8 pi\u00f9 incredibile come un&#8217;agenzia segreta si fidi su due piedi di un gruppo di civili sconosciuti e racconti loro del mistero lunare su cui si poggia la storia!).<br \/>\nLa prima idea di un veicolo in grado di viaggiare nello spazio con un equipaggio umano con l&#8217;obiettivo di raggiungere gli altri corpi celesti, iniziando dalla Luna, risale all&#8217;inizio del XX secolo. Fu <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Konstantin_%C4%96duardovi%C4%8D_Ciolkovskij\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Konstantin \u0116duardovi\u010d Ciolkovskij<\/strong><\/a>, pioniere dell&#8217;astronautica sovietica se non addirittura mondiale, a proporre tale progetto all&#8217;interno de <em>L&#8217;esplorazione dello spazio cosmico per mezzo di motori a reazione<\/em>. In questo stesso saggio del 1903 Ciolkovskij ricav\u00f2 in termini matematici anche la cos\u00ec detta <em>equazione dei razzi<\/em>, scoperta in precedenza da <strong>William Moore<\/strong> nel 1813 e da <strong>Casimir Erasme Coquillart<\/strong> nel 1873.<br \/>\nIl principio di base dell&#8217;equazione \u00e8 abbastanza semplice da riassumere: per il principio di conservazione della quantit\u00e0 di moto, \u00e8 possibile accelerare un corpo in una data direzione, espellendo massa nella direzione opposta. In effetti si osserva anche come l&#8217;espulsione graduale di massa sia anche il modo pi\u00f9 efficiente, perch\u00e9 permette di raggiungere velocit\u00e0 maggiori rispetto all&#8217;espulsione del carburante in un unico istante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2267\" aria-describedby=\"caption-attachment-2267\" style=\"width: 674px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/explorer1.jpg\" alt=\"\" width=\"674\" height=\"431\" class=\"size-full wp-image-2267\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/explorer1.jpg 674w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/explorer1-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 674px) 100vw, 674px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2267\" class=\"wp-caption-text\">Struttura dell&#8217;<em>Explorer<\/em> 1 &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Explorer1Structure.jpg\" target=\"commons\" rel=\"noopener noreferrer\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Fondamentalmente \u00e8 per questo che i razzi vengono progettati con stadi differenti: tipicamente il primo stadio \u00e8 un motore a combustibile solido, che viene espulso in grandi quantit\u00e0 e in tempi brevissimi per poter raggiungere il prima possibile velocit\u00e0 prossime a quella di fuga. Gli stadi successivi ((Ognuno dei quali viene espulso man mano che si esaurisce il carburante)) sono, invece, costituiti da motori a combustibile liquido, che hanno la caratteristica di poter modificare il flusso di emissione del carburante e quindi di poter controllare i consumi dello stesso. Generalmente questo tipo di motori viene utilizzato soprattutto per le manovre necessarie a inserirsi prima in orbita intorno alla Terra, quindi ad allontanarsi da essa in direzione, ad esempio, della Luna. Durante il viaggio tra i due corpi celesti i motori non vengono utilizzati: la navicella si muove per inerzia lungo le linee di deformazione spaziotemporale che congiungono Terra e Luna.<br \/>\nUna volta giunti in prossimit\u00e0 della Luna, bisogna riutilizzare i motori per la discesa sul suolo lunare. Questa operazione, per quanto la gravit\u00e0 lunare sia abbondantemente inferiore a quella terrestre, \u00e8 complicata dall&#8217;assenza di atmosfera sul nostro satellite che impedisce l&#8217;utilizzo del paracadute per rallentare. In questo modo bisogna allora utilizzare il motore per rallentare la discesa rivolgendolo verso la superficie della Luna: avere, allora, un motore a combustibile liquido che permette di variare il flusso, consente di controllare con una certa precisione la velocit\u00e0 di discesa, mantenendola a un valore tale da poter posare dolcemente il modulo di atterraggio, senza per\u00f2 riprendere la salita.<br \/>\nUna volta posati al suolo, si spengono i motori e gli astronauti possono scendere sulla Luna.<\/p>\n<h2>Muoversi sulla Luna<\/h2>\n<p>La gravit\u00e0 sulla Luna \u00e8 all&#8217;incirca il 16.5% della gravit\u00e0 sulla Terra. Questo vuol dire che un oggetto di 10 kg sulla Terra \u00e8 come se avesse quasi 1.7 kg sulla Luna. E&#8217; proprio grazie a questo fatto che, per esempio, <strong>Neil Armstrong<\/strong> e <strong>Edwin Aldrin<\/strong>, meglio noto come <strong><em>Buzz<\/em><\/strong>, sono riusciti a raccogliere e riportare sulla Terra ben 21.5 kg di polvere e rocce lunari.<br \/>\nPer contro muoversi sulla Luna non \u00e8 semplice, proprio a causa della bassa gravit\u00e0 lunare che, a parit\u00e0 di velocit\u00e0, rende i salti in alto sulla Luna 6 volte maggiori rispetto a quelli sulla Terra.<br \/>\nUn altro modo per vedere le differenze tra Terra \u00e8 Luna \u00e8 attraverso la velocit\u00e0 di fuga ((La velocit\u00e0 necessaria per vincere l&#8217;attrazione gravitazionale del corpo celeste. Per calcolare tale velocit\u00e0 basta uguagliare l&#8217;energia cinetica del corpo che vuole fuggire a quella di attrazione gravitazionale<\/p>\n<div align=\"center\">[latex]\\frac{1}{2} m v^2_f = G \\frac{m_P m}{r}[\/latex]<\/div>\n<p>dove [latex]m[\/latex] \u00e8 la massa del fuggitivo, [latex]m_P[\/latex] la massa del pianeta, [latex]v_f[\/latex] la velocit\u00e0 di fuga, [latex]r[\/latex] il raggio del pianeta, [latex]G[\/latex] la costante di gravitazione universale.)) che sulla superficie lunare \u00e8 un quinto di quella sulla Terra (8280 km\/h contro 40320 km\/h).<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/topolino3321-sulla_luna.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"309\" class=\"alignright size-full wp-image-2269\" \/>Per rendere ci\u00f2 in maniera efficace Casty nella seconda vignetta di pagina 31 inserisce sotto Topolino <em>&amp; company<\/em> una leggerissima linea cinetica che da il senso di una camminata fluttuante, mentre le nuvolette sotto i piedi danno l&#8217;idea della presenza di polvere sulla superficie del nostro satellite.<br \/>\nInteressante, in questo senso, l&#8217;incidente che occorre agli astronauti nella scena iniziale de <em>Il castello sulla Luna<\/em>: la rottura dell&#8217;asse del veicolo cingolato su cui viaggiano risulta abbastanza improbabile, considerando la bassa gravit\u00e0 terrestre, a meno di non considerare un sabotaggio o una costruzione al risparmio, cosa in qualche modo da escludere visto che analogo incidente occorso pi\u00f9 avanti a Topolino <em>&amp; company<\/em> si conclude senza alcuna rottura ((Ovviamente \u00e8 sempre possibile un errore dovuto alle necessit\u00e0 narrative, dunque perdonabile fino a un certo punto)).<\/p>\n<h2>Vivere sulla Luna<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/corrierino-base_lunare.jpg\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"381\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2257\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/corrierino-base_lunare.jpg 652w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/corrierino-base_lunare-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><\/p>\n<p>Uno dei misteri lunari che vengono svelati abbastanza presto nella storia \u00e8 la presenza di una base lunare segreta dove lavorano alcuni scienziati provenienti da tutto il mondo.<br \/>\nCasty, almeno in questa prima puntata, non si preoccupa degli aspetti tecnici e dei problemi relativi a una base sulla Luna. Un&#8217;installazione di tal genere, oltre alla costruzione di edifici ben riparati dalle radiazioni solari (ricordiamo che sulla Luna non esiste lo schermo protettivo che abbiamo sulla Terra, l&#8217;atmosfera), \u00e8 necessario reperire le risorse necessarie per la sopravvivenza. Dunque immaginare dei rifornimenti Terra-Luna pi\u00f9 o meno costanti, magari abbinati a una serie di esperimenti per riuscire a far crescere vegetali sulla Luna ((In effetti si compiono pi\u00f9 o meno periodicamente esperimenti in tale direzione sulla Stazione Spaziale Internazionale)). Forse gli unici rifornimenti che potrebbero essere reperiti sulla Luna stessa sono quelli relativi ad eventuali metalli necessari per la costruzioni e all&#8217;acqua. La crosta lunare \u00e8, in effetti, composta da vari elementi come uranio, torio, potassio, ossigeno, silicio, magnesio, ferro, titanio, calcio, alluminio e idrogeno. Se presenti in quantit\u00e0 sufficienti potrebbero essere utilizzati per la manutenzione degli edifici o eventualmente il loro ampliamento se non addirittura la costruzione di nuovi ambienti abitativi. L&#8217;acqua, invece, \u00e8 presente sotto forma di ghiaccio ai poli, in maggiore quantit\u00e0 al polo sud.<br \/>\nAltro elemento essenziale per la vita sulla Luna \u00e8, poi, l&#8217;energia. In questo caso si dovrebbero considerare soprattutto l&#8217;energia nucleare e l&#8217;energia solare. Quest&#8217;ultima, per\u00f2, presenta alcuni inconvenienti: sulla Luna i periodi di buio risultano dell&#8217;ordine dei giorni, quindi bisognerebbe costruire una serie di pannelli di cui in ogni momento almeno un paio risultano esposti alla luce solare. Alternativa a questa vera e propria cintura di pannelli solari pu\u00f2 essere la costruzione di una centrale solare nelle zone polari sempre esposte al Sole.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/topolino3321-elio3.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"291\" class=\"alignright size-full wp-image-2271\" \/>Tornando all&#8217;energia nucleare, un aspetto interessante \u00e8 per\u00f2 la possibilit\u00e0 di costruire una centrale a fusione nucleare. Tale tecnologia, al momento non ancora disponibile, sarebbe perfetta per produrre energia sulla Luna a causa dell&#8217;abbondanza di elio-3 sul nostro satellite. E proprio lo studio dell&#8217;elio-3 \u00e8 il principale motivo per cui un gruppo di capitalisti terrestri ha deciso di finanziare la costruzione di una base lunare: in pratica, senza dirlo in maniera esplicita, Casty ha spedito sulla Luna un gruppo di scienziati provenienti da tutte le parti del mondo per riuscire a costruire un reattore a fusione nucleare!<br \/>\nOvviamente, poich\u00e9 tale ricerca \u00e8 particolarmente complessa a causa del confinamento del combustibile, in modo tale che la fusione possa procedere senza spegnersi, richiede un progetto di diversi decenni. A puro titolo di esempio basti pensare che ITER, mega esperimento internazionale a guida francese, fondato il 24 ottobre del 2007, prevede di dare il via alla prima ignizione nel dicembre del 2025 e di iniziare i primi veri esperimenti di fusione deuterio-trizio solo nel 2035. E qui Casty sembra voler sottolineare una differenza tra i finanziamenti statali e quelli privati: la base lunare, infatti, \u00e8 stata finanziata soprattutto da alcuni magnati, che aspettandosi risultati concreti in breve tempo, di fronte ai pi\u00f9 che ovvi tempi lunghi della ricerca scientifica, hanno deciso di tagliare i fondi, lasciando cos\u00ec la base di <em>Lunamundi<\/em> con i soli fondi statali e sotto la gestione dell&#8217;<em><strong>E<\/strong>nte <strong>I<\/strong>niziative <strong>L<\/strong>unari <strong>A<\/strong>vanzate<\/em>.<br \/>\nPiccola osservazione: Casty, stesso, nel corso della storia, sembra dimenticarsi un po&#8217; delle piccole accortezze legate alla bassa gravit\u00e0 lunare. La cosa nel complesso non disturba eccessivamente grazie al ritmo serrato della storia, sebbene si noti in particolare su <em>Lunarmundi<\/em>: l&#8217;unica spiegazione possibile \u00e8 la presenza, non citata, di un dispositivo in grado di aumentare localmente la gravit\u00e0 sotto la base lunare.<\/p>\n<h2>Omaggi pi\u00f9 o meno evidenti<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/07\/topolino3321-omaggio_michael_collins.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"317\" class=\"alignright size-full wp-image-2275\" \/>In attesa di scoprire tutti i segreti de <em>Il castello sulla Luna<\/em>, questa prima puntata presenta alcuni omaggi e curiosit\u00e0. La prima \u00e8 legata agli esploratori che si perdono all&#8217;inizio della storia. Uno dei tre, chiamato nella prima vignetta Coluns, porta sulla tuta il cartellino Collins, come <strong>Michael Collins<\/strong>, che dei tre astronauti dell&#8217;equipaggio dell&#8217;<em>Apollo<\/em> 11 \u00e8 l&#8217;unico a non essere sceso sul suolo lunare, rimasto a bordo della capsula orbitale <em>Columbia<\/em>. In questo modo, anche solo grazie all&#8217;immaginazione di un fumettista italiano, Collins \u00e8 riuscito a calcare il suolo lunare.<br \/>\nAgli appassionati di cultura e animazione giapponese, il romanzo di Bippo, <em>La principessa del castello sulla Luna<\/em>, potrebbe ricordare <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_storia_della_principessa_splendente\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La storia della principessa splendente<\/em><\/a>, a sua volta basata su un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Taketori_monogatari\" target=\"wiki\" rel=\"noopener noreferrer\">racconto popolare giapponese<\/a>.<br \/>\nInfine la scena del rientro delle tute vuote degli esploratori ricorda un po&#8217; le atmosfere inquietanti di <em>Mission to Mars<\/em>, pellicola del 2000 di <strong>Brian de Palma<\/strong>.<br \/>\nInfine potrei anche scrivere qualche altra cosa sulla foto di un presunto castello sulla Luna, ma mi permetto di tacere a riguardo, altrimenti di cosa vi scrivo settimana prossima?<\/p>\n<p><em>La recensione del numero in edicola verr\u00e0 pubblicata sabato o domenica su <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/search\/label\/topolino\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">DropSea<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per festeggiare nel modo migliore il cinquantesimo anniversario dell&#8217;allunaggio dell&#8217;Apollo 11, Topolino ha pensato bene di proporre ai lettori una storia in due parti ambientata proprio sulla Luna. Cos\u00ec ecco il thriller fantascientifico Il castello sulla Luna scritto e disegnato da Casty e ampiamente anticipato con un&#8217;intervista all&#8217;autore sul numero della settimana precedente. Sono molti gli elementi interessanti della storia di Casty, alcuni puramente legati al mistero da risolvere, altri essenzialmente scientifici. 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