{"id":2081,"date":"2019-05-26T20:18:06","date_gmt":"2019-05-26T18:18:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=2081"},"modified":"2019-05-26T17:06:04","modified_gmt":"2019-05-26T15:06:04","slug":"topolino-3313-leonardo-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3313-leonardo-a-milano\/","title":{"rendered":"Topolino #3313: Leonardo a Milano"},"content":{"rendered":"

Con un po’ di ritardo rispetto al solito, dovuto da un lato ad alcuni giorni passati alla Altec<\/a> in conclusione del progetto dei Cosmo Explorers<\/em><\/a> e dell’altro alla ricorrenza del towel day<\/em><\/a>, arriva l’usuale recensione di una storia dall’ultimo numero di Topolino<\/em><\/a>. Come gi\u00e0 nelle due settimane precedenti, anche questa settimana mi concentro su Il grande gioco geniale<\/em>, saga scritta da Bruno Enna<\/strong> e giunta al suo terzo episodio:<\/p>\n

Il secondo quesito<\/em><\/h2>\n

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Congegnata come la risoluzione di quattro enigmi di Leonardo ai posteri, Il grande gioco geniale<\/em> vede Qui, Quo, Qua sulle tracce, insieme con lo zio Paperino e il professor Adalbecco Quagliaroli, di Leonardo da Paperdinci, equivalente enniano<\/em> di Leonardo da Vinci<\/strong>.
\nLa ricerca porta il gruppo a Milano, anche se privi di Paperino. La sua reazione e il suo essere restio al lanciarsi nell’avventura \u00e8 proprio l’elemento di maggiore perplessit\u00e0. Ne \u00e8 conscio anche lo stesso Enna e lo chiede splicitamente a Paperino per bocca di uno dei nipotini. La risposta non sembra convincente, soprattutto perch\u00e9 stride con la caratterizzazione del Paperino del
primo episodio<\/a>. Quel Paperino l\u00ec fa la sua comparsa quando si mette alle calcagna di Quagliaroli, scoprendo che il professore ha qualcosa di losco da nascondere: l’intervento esterno di uno scagnozzo non meglio identificato mette Paperino fuori dai giochi in una sequenza che lo mette a confronto con il calcio storico fiorentino. Inoltre un piccolo dettaglio dello scagnozzo rende un po’ pi\u00f9 probabile una delle due differenti opzioni relative al deus ex-machina<\/em> dietro tutta la vicenda.
\nI disegni di Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> risultano come sempre efficaci e non molto influenzati dalla struttura classica della griglia. Unico errore presente da questo punto di vista \u00e8 tutto nella colorazione: il risolutore del quesito \u00e8, infatti, il nipotino con il cappello blu, ma in un paio di pagine Quagliaroli si rivolge al nipotino con il cappello rosso come risolutore. E questo \u00e8 da considerarsi un piccolo errore di coerenza interna narrativa, visto che spesso gli autori fanno notare come i nipotini all’interno di una storia mantengono il colore assegnato loro dall’inizio alla fine, cosa che in questo caso non \u00e8 avvenuta.
\nCerto questo dettaglio non influenza la qualit\u00e0 dell’avventura, sebbene un piccolo timore su quale sia la macchina di Leonardo che alla fine verr\u00e0 scoperta si sta insinuando nella testa: spero proprio di sbagliarmi.<\/p>\n

I Navigli di Leonardo<\/h2>\n

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Mappa di Milano schizzata da Leonardo da Vinci intorno al 1497 – via Museo Milano<\/a><\/figcaption><\/figure>Nel frattempo che la storia si chiarisca meglio, vediamo cosa Leonardo da Vinci<\/a> ha fatto nel suo periodo milanese. Il geniale artista e inventore pass\u00f2 a Milano 29 anni della sua vita suddivisi in due periodi, il primo dei quali dal 1482 al 1500. Di questo periodo l’opera artistica pi\u00f9 famosa \u00e8 indubbiamente L’ultima cena<\/em>, realizzata tra il 1494 e il 1498, ma altrettanto importante \u00e8 la decorazione del soffitto della Sala delle Asse al Castello Sforzesco. Realizzata a tempera su intonaco, sembra sia stata conclusa nel 1498, ma non si esclude che Leonardo sia tornato a rifinirla durante il suo secondo periodo milanese, tra il 1508 e il 1519. Ed \u00e8 proprio dalla Sala delle Asse<\/em><\/a> (diventata, chiss\u00e0 perch\u00e9, Sala delle Paperasse<\/em> nella storia di Enna, mentre il Castello da Sforzesco diventa Paperesco) che inizia la ricerca vera e propria dei paperi sulle tracce del secondo indizio leonardesco<\/em>.
\nPer scoprirlo, per\u00f2, il gruppo si imbatte nell’opera ignegneristica pi\u00f9 importante realizzata da Leonardo non solo a Milano, ma probabilmente in tutta la sua carriera: i
Navigli<\/a>.
\nIn realt\u00e0 questa rete di canali, utilizzati per l’agricoltura e lo spostamento delle merci sia verso la citt\u00e0 sia al suo interno, venne costruita a partire dal XII secolo come conseguenza dell’opera di bonifica del X secolo iniziata dai monaci della citt\u00e0. Quest’ultima, sin dalla sua fondazione, era una fiorente citt\u00e0 d’acqua grazie alla presenza del fiume Seveso, ma nel corso degli anni sorse l’esigenza di mettere un po’ d’ordine tra tutta questa acqua, da cui il progetto dei Navigli. Ed \u00e8 proprio
per mettere mano ai Navigli<\/a> che Leonardo scrisse a Ludovico il Moro<\/strong>, che fu ben lieto di avere i suoi servigi per migliorare il sistema di comunicazioni idrauliche della citt\u00e0.
\nIn particolare Leonardo si concentr\u00f2 su Naviglio Grande, Naviglio della Martesana e il Naviglio di Paderno, per il quale consegn\u00f2 i progetti nel 1518 a Francesco I di Francia<\/strong>, ma che vennero completati solo due secoli pi\u00f9 tardi.<\/p>\n
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Una draga di Leonardo – via it.wiki<\/a><\/figcaption><\/figure>\n

Ad ogni modo Leonardo progetta una serie di macchine in grado di rendere i Navigli pi\u00f9 efficienti: ad esempio una serie di utensili in grado di sfruttare l’energia dell’acqua basati su ingranaggi pi\u00f9 o meno complessi con l’obiettivo di applicare il tutto alle macchine tessili, e questo perch\u00e9 l'”industria” tessile milanese era particolarmente apprezzata all’epoca. Non \u00e8 un caso che al Museo di Scienza e Tecnica “Leonardo da Vinci”<\/a> \u00e8 presente un modello di una macchina tessile automatica progettato dall’inventore toscano.
\nSempre al Museo “Leonardo” sono presenti modellini di altre macchine progettate in quell’epoca, come la draga per i fondali di conche e canali, costituita da quattro pale che servivano a raccogliere fango e detriti, depositati su una zattera ormeggiata l\u00ec accanto; oppure i ponti, in particolare il ponte mobile, in pratica una zattera che si sposta da una riva all’altra di un fiume o di un canale grazie a una fune tesa tra le due sponde.
\nInoltre, sfruttando il principio dei vasi comunicanti (e quindi la spinta di Archimede), Leonardo progett\u00f2 un sistema di conche e chiuse che permetteva di collegare canali e specchi d’acqua con quote differenti, consentendo cos\u00ec il passaggio delle imbarcazioni in zone altrimenti irraggiungibili se non imboccando sin da subito il canale giusto, cosa non cos\u00ec scontata.
\nAlcuni dei Navigli su cui Leonardo lavor\u00f2 sono oggi ricoperti o in secca: proprio all’interno di uno di questi viene trovata la seconda traccia del quesito leonardesco<\/em>. Considerando i canali ricoperti e quelli riaperti, molto probabilmente i paperi si ritrovano nella
Conca dell’Incoronata<\/a> dove scoprono un nuovo disegno di un misterioso macchinario leonardesco. Quale sar\u00e0 lo scopriremo solo tra un paio di settimane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Con un po’ di ritardo rispetto al solito, dovuto da un lato ad alcuni giorni passati alla Altec in conclusione del progetto dei Cosmo Explorers e dell’altro alla ricorrenza del towel day, arriva l’usuale recensione di una storia dall’ultimo numero di Topolino. Come gi\u00e0 nelle due settimane precedenti, anche questa settimana mi concentro su Il grande gioco geniale, saga scritta da Bruno Enna e giunta al suo terzo episodio: Il secondo quesito Congegnata come la risoluzione di quattro enigmi di Leonardo ai posteri, Il grande gioco geniale vede Qui, Quo, Qua sulle tracce, insieme con lo zio Paperino e il<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":2082,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Topolino #3313: Leonardo a Milano - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Con un po' di ritardo rispetto al solito, dovuto da un lato ad alcuni giorni passati alla Altec in conclusione del progetto dei Cosmo Explorers e dell'altro all"},"footnotes":""},"categories":[308],"tags":[437,761,762,751,758,396,759,760,531],"class_list":["post-2081","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-topolino-comics-stories","tag-bruno-enna","tag-idraulica","tag-ingegneria","tag-leonardo-da-vinci","tag-leonardo500","tag-lorenzo-pastrovicchio","tag-milano","tag-navigli","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2081"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2081\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}