{"id":1985,"date":"2019-05-05T20:26:38","date_gmt":"2019-05-05T18:26:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1985"},"modified":"2019-05-05T16:45:51","modified_gmt":"2019-05-05T14:45:51","slug":"topolino-3310-pippo-e-la-scoperta-dellaustralia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3310-pippo-e-la-scoperta-dellaustralia\/","title":{"rendered":"Topolino #3310: Pippo e la scoperta dell’Australia"},"content":{"rendered":"
Pi\u00f9 che la festa di met\u00e0 settimana, ci\u00f2 che ha reso questa settimana un po’ languida, con conseguente pubblicazione della consueta recensione settimanale tratta da Topolino<\/em> \u00e8 sostanzialmente il lento riprendere del ritmo dopo la settimana di pausa concessa alle “stanche membra”. Cos\u00ec, mentre la recensione del resto del numero \u00e8 gi\u00e0 disponibile su DropSea<\/em><\/a>, passo in questa occasione in rassegna la nuova storia della serie Paperopoli Film Festival<\/em> di Giulio D’Antona<\/strong> che in questa occasione fa un recupero d’eccezione per una serie storica:<\/p>\n La serie, ideata da Rudy Salvagnini<\/strong> nel 1993, parte ufficialmente su Topolino<\/em> #1982 con Il segreto di Shazan<\/em><\/a>, disegnata da Lino Gorlero<\/strong>, dopo un episodio sperimentale, Il giallo a premi<\/em><\/a>, uscito quello stesso anno su Topolino<\/em> #1947 e sempre realizzato dalla stessa coppia di autori. D’Antona, con I mercoled\u00ec di Pippo: Il kolossal<\/em>, riprende quella struttura narrativa e ripropone la serie, in questo caso sostituendo il romanzo con la sceneggiatura di un kolossal<\/em>. Lo sceneggiatore riprende in maniera intelligente altri elementi tipici della serie, come la trasformazione del genere in corso d’opera o la riscrittura del testo di fronte ai dubbi di Topolino, introducendo per\u00f2 un nuovo elemento di “disturbo”: i due amici interpretano sul serio, con cambi di costume e un set<\/em> improvvisato, il film scritto da Pippo. L’osservazione del transito di Venere era, per\u00f2, solo la prima parte della missione di Cook: la seconda era, come venne a sapere aprendo la busta con gli ordini segreti a lui indirizzati dall’Ammiragliato di Sua Maest\u00e0, l’esplorazione del Pacifico del Sud e la ricerca della mitica Terra Australis<\/em>. Cook, pur non credendo alla sua esistenza, diresse la sua nave, l’HMS Endeavour<\/em>, verso la destinazione indicatagli, raggiungendo, secondo europeo dopo Abel Tasman<\/strong> nel 1642, le coste della Nuova Zelanda: durante la sua circumnavigazione, Cook realizz\u00f2 una mappa molto accurata a parte alcuni piccoli errori. Quindi, dopo aver navigato verso ovest, approd\u00f2 sulla costa sud orientale dell’Australia il 19 aprile del 1770. Qualche giorno dopo, il 23 aprile, prese i primi contatti con gli aborigeni australiani:<\/p>\n E sono arrivato cos\u00ec vicino alla riva da distinguere diverse persone sulla spiaggia del mare che appaiono essere di un colore molto scuro o nero, ma se questo sia il vero colore della loro pelle o dei vestiti che indossano non so.<\/p><\/blockquote>\nIl ritorno dei Mercoled\u00ec di Pippo<\/em><\/h2>\n
<\/a><\/p>\n
\nA caratterizzare ciascuna delle avventure \u00e8 l’esperimento di scrittura che ogni volta Pippo sottopone all’attenzione dell’amico Topolino, caratterizzato da una struttura standard<\/em>: Pippo veste i panni dell’eroe, mentre Topolino quelli dell’assistente oltre che della spalla comica. La serie di Salvagnini, dunque, riprende in parte il modello di Ser Lock<\/em>, dove Topolino \u00e8 spalla del detective<\/em>, ma lo utilizza per rendere pi\u00f9 interessante la dinamica tra Pippo e il suo migliore amico e soprattutto per rendere Topolino, in maniera non artificiosa (visto che l’artificio \u00e8 introdotto da Pippo), protagonista alla Paperino<\/em> di gag<\/em> divertenti ed esilaranti.<\/p>\n
<\/a><\/p>\n
\nLa storia, a parte alcuni piccoli difetti dovuti alla ripetizione delle battute sia nelle didascalie sia nei balloon<\/em>, risulta alla fine divertente e in grado di recuperare perfettamente lo spirito de I mercoled\u00ec di Pippo<\/em>, mentre Ottavio Panaro<\/strong>, disegnatore il cui tratto mi lascia per lo pi\u00f9 indifferente, in questo caso risulta particolarmente abile nella rappresentazione delle movenze e delle espressioni dei personaggi, oltre che bravo nella gestione dei soventi cambi di ambientazione, andando ora dal salotto di Pippo ora a come la scena si sarebbe dovuta girare.<\/p>\nIn viaggio verso l’Australia<\/h2>\n
<\/a>
\nCook, nato il 27 ottobre del 1728, ha passato la vita in viaggio per conto di Sua Maest\u00e0: fu il primo a cartografare l’isola di Terranova, quindi intraprese tre viaggi nell’Oceano Pacifico nel corso dei quali arriv\u00f2 fino alle coste di Australia e Hawaii e comp\u00ec anche la prima circumnavigazione della Nuova Zelanda.
\nIn particolare durante il suo secondo viaggio verso l’Australia, dal 1772 al 1775, test\u00f2 il cronometro che Larcum Kendall<\/strong> aveva costruito a partire dai progetti del terzo cronometro di John Harrison<\/strong><\/a>: questi strumenti erano stati concepiti per la determinazione della longitudine e dunque comprenderne e testarne il funzionamento era fondamentale per rendere pi\u00f9 precisa e sicura la navigazione.
\nIl primo viaggio verso l’Australia venne compiuto da Cook tra il 1768 e il 1771: nel 1766, la Royal Society<\/em> incaric\u00f2 Cook di effettuare un viaggio nell’Oceano Pacifico per osservare il transito di Venere del 1769 davanti al Sole (3-4 giugno dello stesso anno). Giunse a Tahiti il 13 aprile del 1769 dove costru\u00ec Fort Venus<\/em>, un osservatorio astronomico fortificato per raccogliere dati sul transito di Venere: i risultati, per\u00f2, non furono divulgati a causa della loro scarsa qualit\u00e0.<\/p>\n
<\/a>