{"id":1796,"date":"2019-03-16T17:27:15","date_gmt":"2019-03-16T16:27:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1796"},"modified":"2019-03-16T14:27:42","modified_gmt":"2019-03-16T13:27:42","slug":"topolino-3303-la-stoffa-inconsumabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3303-la-stoffa-inconsumabile\/","title":{"rendered":"Topolino #3303: La stoffa inconsumabile"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; bello leggere su <em>Topolino<\/em> sempre pi\u00f9 storie di chiara ispirazione <em>ciminiana<\/em>. Ed \u00e8 ci\u00f2 che avviene anche con la storia d&#8217;apertura del #3303, attualmente in edicola.<\/p>\n<h2>Ghette magiche<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-ghette_consumate.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"329\" class=\"alignright size-full wp-image-1799\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-ghette_consumate.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-ghette_consumate-300x282.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Dopo essere sfuggito per l&#8217;ennesima volta all&#8217;assalto amorosi di Brigitta, Paperone si ritrova con le ghette cos\u00ec mal ridotte da considerare l&#8217;ipotesi di cambiarle. E l&#8217;unica soluzione a basso costo, se non gratuita, \u00e8 rivolgersi al nipote Gastone. Peccato che il papero pi\u00f9 fortunato di Paperopoli possiede solo quel paio di ghette, realizzate con una stoffa inconsumabile e regalategli da una sarta ambulante. Inizia cos\u00ec la ricerca di Paperone e Gastone per risolvere <em>Il mistero della stoffa inconsumabile<\/em>.<br \/>\n<strong>Giorgio Fontana<\/strong> su un soggetto chiaramente ispirato alle storie di <strong>Rodolfo Cimino<\/strong>, come evidente sin dal titolo, riesce a costruire una storia dinamica e divertente, dove scherza sull&#8217;abitudine dei personaggi di parlare ad alta voce e in qualche modo prende in giro lo stesso Paperone per l&#8217;eccessiva mania al risparmio. Come giusto che sia in un soggetto ciminiano, arriva anche il prezioso insegnamento morale, che viene rafforzato grazie al fatto che il buon Archimede Pitagorico \u00e8 riuscito a capire come riprodurre la stoffa di cui sono fatte le ghette di Gastone (approfondiremo brevemente pi\u00f9 sotto).<br \/>\nAd affiancare lo scrittore troviamo <strong>Alessia Martusciello<\/strong>, il cui stile classico molto vicino a quello di <strong>Maria Luisa Uggetti<\/strong> risulta un&#8217;ottima scelta per una storia che ha sostanzialmente l&#8217;impianto di una piccola indagine.<\/p>\n<h2>Nanotecnologie al servizio dei vestiti<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-paperone_archimede.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"347\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1801\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-paperone_archimede.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/topolino3303-paperone_archimede-300x149.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Come avevo anche accennato per <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3300-la-palandrana-auto-adattante\/\" target=\"cappellaio\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>La palandrana auto-adattante<\/em><\/a>, le nanotecnologie stanno entrando nei nostri vestiti. Per il momento vengono introdotti solo poche quantit\u00e0 di nanoparticelle all&#8217;interno dei tessuti (\u00e8 ancora presto per parlare di tessuti nanotecnologici in senso stretto) utilizzate per lo pi\u00f9 per rendere i vestiti igienicamente migliori, ovvero per proteggerci ad esempio dall&#8217;attacco dei batteri. La possibilit\u00e0 di utilizzare la nanotecnologia per la realizzazione, magari abbinata con dei <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/costruire-lo-scudo-capitan-america\/\">polimeri resistenti ma flessibili<\/a> proprio come una stoffa, \u00e8 insita nell&#8217;idea iniziale che ha ispirato tali ricerche.<br \/>\nNel 1959 <strong>Richard Feynman<\/strong> nella sua famosa conferenza <a href=\"http:\/\/www.zyvex.com\/nanotech\/feynman.html\" target=\"fey\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>There&#8217;s plenty of room at the bottom<\/em><\/a> ((Datata 29 dicembre 1959, venne successivamente pubblicata su <a href=\"http:\/\/resolver.caltech.edu\/CaltechES:23.5.0\" target=\"cal\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Caltech Engineering and Science<\/em><\/a>, Volume 23:5 del febbraio 1960. Una sua versione editata apparve a novembre 1960 su <em>Popular Science<\/em> e pu\u00f2 essere <a href=\"http:\/\/blog.modernmechanix.com\/theres-plenty-of-room-at-the-bottom\/\" target=\"mm\" rel=\"noopener noreferrer\">letta su <em>Modern Mechanix<\/em><\/a>, dove potete trovare sia il testo sia la versione scannerizzata dell&#8217;articolo pubblicato. In Italia una sua traduzione la si pu\u00f2 trovare sul volume dell&#8217;<em>Adelphi<\/em>, <em>Il piacere della scoperta<\/em>)) a un certo punto afferma:<\/p>\n<blockquote><p>Ora arriva la domanda interessante: come possiamo realizzare dei meccanismi cos\u00ec piccoli? Lo lascio a voi. Comunque, permettetemi di suggerire una strana possibilit\u00e0. Come sapete, nelle centrali nucleari ci sono materiali e macchine che non possono essere maneggiate direttamente poich\u00e9 sono diventati radioattivi. Per svitare dadi e avvitare bulloni e cos\u00ec via, hanno una serie di mani principali e servitori ((In originale Feynman utilizza i termini <em>master<\/em> e <em>slave<\/em> come aggettivi)), cos\u00ec che operando un insieme di leve qui, si possono controllare le mani l\u00ec, e in questo modo si possono girare e cos\u00ec si possono maneggiare le cose piuttosto\/abbastanza esattamente\/bene.<br \/>\n(&#8230;) Ora, voglio costruire un molti dispositivi identici &#8211; un sistema di padroni-servitori che opera elettricamente. Ma voglio che i servitori siano costruiti con particolare attenzione da moderni meccanici a grande scala ((Con <em>modern large-scale machinists<\/em> Feynman intende che i meccanici da utilizzare sono a grandezza umana!)) cos\u00ec che essi siano a un quarto della scala delle mani che si manovrano normalmente. Cos\u00ec avete uno schema da cui \u00e8 possibile fare cose a un quarto della scala in ogni caso &#8211; i piccoli servo motori con piccole mani lavorano con piccoli dadi e bulloni; trapanano piccoli fori; sono quattro volte pi\u00f9 piccoli. Aha! Cos\u00ec costruisco un tornio grande un quarto; costruisco strumenti grandi un quarto; e realizzo, a un quarto di scala, ancora un&#8217;altra serie di mani di nuovo a una grandezza relativa di un quarto! Che \u00e8 una grandezza di un sedicesimo dal mio punto di vista. E dopo aver finito di fare ci\u00f2 cablo direttamente dal mio sistema a grande scala, attraverso dei trasformatori magari, ai servo motori grandi un sedicesimo. Cos\u00ec posso ora manipolare le mani grandi un sedicesimo.<br \/>\nBene, avete appreso il principio da qui. E&#8217; un programma piuttosto difficile, ma non \u00e8 impossibile. ((There&#8217;s plenty of room at the bottom, <em>Caltech Engineering and Science<\/em>, Volume 23:5))<\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_1803\" aria-describedby=\"caption-attachment-1803\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/mclellan_feynman_nanoengine.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"318\" class=\"size-full wp-image-1803\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/mclellan_feynman_nanoengine.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/03\/mclellan_feynman_nanoengine-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1803\" class=\"wp-caption-text\">Nella foto di sinistra <strong>Richard Feynman<\/strong> guarda al microscopio il motore elettrico miniaturizzato (ingrandito nella foto di destra) da <strong>William McLellan<\/strong> nel 1960<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;idea di Feynman era dunque quella di costruire una serie di nanomacchine in grado di manipolare direttamente gli atomi per &#8220;costringerli&#8221; a prendere delle forme particolari, per cui non sarebbe cos\u00ec incredibile immaginare un polimero con delle nanomacchine al suo interno in grado di ripararlo utilizzando atomi presenti nell&#8217;ambiente circostante. Una soluzione di questo genere, per\u00f2, presenta indubbiamente un problema legato all&#8217;energia necessaria per reperire il materiale polimerico nell&#8217;ambiente, oltre a una questione un po&#8217; pi\u00f9 sottile rilevata da <strong>Richard Smalley<\/strong> nel 2001 ((Smalley R.E. (2001). Of Chemistry, Love and Nanobots, <em>Scientific American<\/em>, 285 (3) 76-77. doi:<a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.1038\/scientificamerican0901-76\" target=\"doi\" rel=\"noopener noreferrer\">10.1038\/scientificamerican0901-76<\/a> (<a href=\"http:\/\/cohesion.rice.edu\/naturalsciences\/smalley\/emplibrary\/sa285-76.pdf\" target=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">pdf<\/a>).)): non \u00e8 possibile miniaturizzare gli <em>operai<\/em> di Feynman oltre certi limiti, poich\u00e9 gli atomi da manipolare resterebbero inevitabilmente appiccicati alle nano-dita delle nano-mani, rendendole cos\u00ec troppo appiccicose per rimodellare gli atomi in maniera efficace.<\/p>\n<p><em>La seconda parte di questo articolo \u00e8 basata su &#8220;<a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2015\/02\/waldo-e-la-strada-verso-la.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">Waldo e la strada verso la miniaturizzazione<\/a>&#8220;. La recensione completa del numero verr\u00e0 pubblicata domenica su <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/search\/label\/topolino\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\">DropSea<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; bello leggere su Topolino sempre pi\u00f9 storie di chiara ispirazione ciminiana. Ed \u00e8 ci\u00f2 che avviene anche con la storia d&#8217;apertura del #3303, attualmente in edicola. Ghette magiche Dopo essere sfuggito per l&#8217;ennesima volta all&#8217;assalto amorosi di Brigitta, Paperone si ritrova con le ghette cos\u00ec mal ridotte da considerare l&#8217;ipotesi di cambiarle. E l&#8217;unica soluzione a basso costo, se non gratuita, \u00e8 rivolgersi al nipote Gastone. Peccato che il papero pi\u00f9 fortunato di Paperopoli possiede solo quel paio di ghette, realizzate con una stoffa inconsumabile e regalategli da una sarta ambulante. 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