{"id":1654,"date":"2019-01-28T21:26:31","date_gmt":"2019-01-28T20:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1654"},"modified":"2019-01-28T21:26:31","modified_gmt":"2019-01-28T20:26:31","slug":"topolino-3296-la-trainsoceanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/topolino-3296-la-trainsoceanica\/","title":{"rendered":"Topolino #3296: La trainsoceanica"},"content":{"rendered":"<p>Ultimamente <em>Topolino<\/em> sta sperimentando un&#8217;alternanza tra numeri di buon livello e altri decisamente mediocri. E cos\u00ec il #3296 \u00e8 in calo rispetto al precedente sin dalla storia d&#8217;apertura, <em>L&#8217;ambiziosa trainsoceanica<\/em> di <strong>Augusto Macchetto<\/strong> per i disegni di <strong>Lucio Leoni<\/strong>.<\/p>\n<h2>Con un treno sulle onde del mare<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_energia_dal_mare.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"490\" class=\"alignright size-full wp-image-1659\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_energia_dal_mare.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_energia_dal_mare-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>L&#8217;inizio \u00e8 abbastanza classico: Paperone elemosina ad Archimede Pitagorico una nuova, lucrosa invenzione, anche a scapito delle ferie di quest&#8217;ultimo. L&#8217;idea \u00e8 quella di realizzare una serie di boe che trasformano l&#8217;energia delle onde del mare da allineare una all&#8217;altra come una sorta di binari oceanici su cui far viaggiare una nave\/treno. Il soggetto, molto <em>alla Pezzin<\/em>, si perde un po&#8217; per strada: non solo, come spesso avviene nelle storie di <strong>Giorgio Pezzin<\/strong>, la nuova tecnologia non presenta alcuna controindicazione o un qualche problema che la rende inefficiente, ma gli avversari di Paperone risultano anche piuttosto gi\u00f9 di corda, visto che Rockerduck non \u00e8 della partita, mentre i Bassotti risultano particolarmente idioti, a parte Nonno Bassotto. La storia, dunque, non ha nessun guizzo vero e gli unici elementi convincenti sono proprio nei disegni rotondi e dinamici di Leoni, il cui tratto si rivela decisamente adatto ad alcune delle <em>gag<\/em> ideate da Macchetto, che almeno in questo risulta come sempre abile. In effetti sarebbe stata una scelta migliore assegnare allo stesso Leoni la scrittura della storia, avendo dimostrato in pi\u00f9 occasioni di essere molto abile anche con la stesura della sceneggiatura.<br \/>\nSenza, per\u00f2, <em>piangere sul latte versato<\/em>, passiamo al motivo, facilmente intuibile, per cui scrivo le classiche <em>due righe<\/em> su <em>L&#8217;ambiziosa trainsoceanica<\/em>:<\/p>\n<h2>Estratte energia dal mare<\/h2>\n<p>I mari della Terra costituiscono un&#8217;abbondante <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Marine_energy\" target=\"wiki\">sorgente d&#8217;energia<\/a>, tra fonti rinnovabili e non rinnovabili. Se in queste ultime si contano il petrolio e il gas naturale, estratti con l&#8217;ausilio di apposite stazioni di trivellazione oceaniche, le energie rinnovabili vanno dalla corrente marina al moto ondoso, senza dimenticare le maree o la stessa energia termica immagazzinata dall&#8217;oceano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia01.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"327\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1661\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia01.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia01-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Le <strong>correnti oceaniche<\/strong> sono generate da una combinazione di vento, temperatura, salinit\u00e0, profondit\u00e0 e rotazione della Terra. La forza motrice principale \u00e8 il Sole, che grazie alle radiazioni con cui colpisce il pianeta causa le differenze di pressione e temperatura responsabili dei venti. In particolare le correnti oceaniche pi\u00f9 grandi risultano molto stabili sia nella velocit\u00e0 di flusso, sia nella sua posizione, senza evidenti cambiamenti di direzione, rendendole perfette per la costruzione di gigantesche turbine in grado di trasformare l&#8217;energia delle correnti in energia elettrica. L&#8217;impatto delle turbine, non solo la loro presenza, ma anche l&#8217;estrazione stessa di energia dalle correnti oceaniche e la presenza dei cavi elettrici necessari per trasportare l&#8217;elettricit\u00e0, non \u00e8 ancora stato sufficientemente valutato per capire come potrebbe influire sia sulla vita degli abitatori del mare sia sul clima del pianeta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia02.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"323\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1662\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia02.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/topolino3296-trainsoceanica_boa_energia02-300x138.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>La forma di energia pi\u00f9 nota, per\u00f2, \u00e8 indubbiamente quella generata dalle <strong>maree<\/strong>, ovvero l&#8217;innalzamento, circoscritto nel tempo, del livello dell&#8217;acqua. I fattori che generano le maree sono due: l&#8217;attrazione gravitazionale della Luna sulla Terra e la forza centrifuga del sistema Terra-Luna. La possibilit\u00e0 di estrarre energia dal movimento delle masse d&#8217;acqua venne studiata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1924 ed \u00e8 proseguito in maniera pi\u00f9 o meno altalenante nei decenni successivi.<br \/>\nCome nella storia di Macchetto e Leoni, \u00e8 per\u00f2 possibile estrarre energia anche dalle <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Wave_power\"><strong>onde del mare<\/strong><\/a>. Le onde sono generate dal passaggio del vento sulla superficie dell&#8217;acqua. Se le onde si propagano pi\u00f9 lentamente della velocit\u00e0 del vento, c&#8217;\u00e8 un trasferimento di energia dal vento alle onde. Sia la differenza di pressione dell&#8217;aria tra il lato sopravento e quello sottovento di una cresta d&#8217;onda, sia l&#8217;attrito sulla superficie dell&#8217;acqua, causano la crescita delle onde.<\/p>\n<h2>Onda su onda<\/h2>\n<p>L&#8217;altezza di un&#8217;onda \u00e8 determinata dalla velocit\u00e0 e dalla durata del vento, dalla distanza su cui il vento eccita le onde e da profondit\u00e0 e topografia del fondo marino, che pu\u00f2 concentrare o disperdere l&#8217;energia delle onde. In generale, pi\u00f9 grande \u00e8 un&#8217;onda, maggiore la sua energia, ma questa \u00e8 anche determinata dalla velocit\u00e0 del vento, dalla lunghezza dell&#8217;onda e dalla densit\u00e0 dell&#8217;acqua.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1655\" aria-describedby=\"caption-attachment-1655\" style=\"width: 642px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/traiettoria_ellittica_sulle_onde.jpg\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"304\" class=\"size-full wp-image-1655\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/traiettoria_ellittica_sulle_onde.jpg 642w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/traiettoria_ellittica_sulle_onde-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1655\" class=\"wp-caption-text\">La traiettoria che approssimativamente compie un oggetto che galleggia sulla superficie del mare in balia delle onde &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Elliptical_trajectory_on_ripples.svg\" target=\"commons\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ora, se prendiamo un qualunque oggetto posto sulla superficie del mare e ne studiamo il moto, possiamo osservare che la sua traiettoria risulta essere di forma ellittica. Questo, con una serie di calcoli, permette di determinare la quantit\u00e0 di energia a disposizione che pu\u00f2 essere estratta dal moto ondoso che, su un oceano moderato, corrisponde a circa 36 kW\/m, ovvero un metro di onde marine \u00e8 in grado di fornire energia per accendere per poco meno di un&#8217;ora mille lampadine da 40 W.<br \/>\nIn questo caso il primo brevetto per estrarre energia dalle onde del mare risale al 1799, proposto dall&#8217;ingegnere e matematico francese <strong>Pierre-Simon Girard<\/strong> in collaborazione con il figlio. L&#8217;invenzione e soprattutto l&#8217;idea dei Girard cadde nel dimenticatoio per poco pi\u00f9 di un secolo fino a che nel 1910 tale <strong>Bochaux-Praceique<\/strong> non svilupp\u00f2 un sistema che estraeva energia dalle onde per illuminare la sua casa a Royan, vicino Bordeaux. Il dispositivo era, in pratica, un foro verticale posto in oscillazione con il livello dell&#8217;acqua che azionva una turbina ad aria. Il sistema era in grado di produrre una potenza di 1kW ((J.M. Leishman, G. Scobie (1976). <em>The development of wave power. A techno-economic study<\/em> (<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20141105154255\/http:\/\/www.mech.ed.ac.uk\/research\/wavepower\/0-Archive\/EWPP%20archive\/1976%20Leishman%20and%20Scobie%20NEL.pdf\">pdf via archive.org<\/a>).)).<br \/>\nE&#8217; interessante osservare come per lo sviluppo moderno di un dispositivo di estrazione dell&#8217;energia dalle onde la figura pi\u00f9 importante sia stata il giapponese <strong>Yoshio Masuda<\/strong>. In qualche modo l&#8217;ingegnere rappresenta il prototipo dello scienziato, che convinto della bont\u00e0 dell&#8217;idea, non si lascia scoraggiare dai primi insuccessi, ma prosegue con le ricerche migliorando sempre pi\u00f9 il suo progetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1656\" aria-describedby=\"caption-attachment-1656\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/wave_power_devices.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"213\" class=\"size-full wp-image-1656\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/wave_power_devices.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/01\/wave_power_devices-300x91.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1656\" class=\"wp-caption-text\">1. Boa di assorbimento 2. Attenuatore 3. Convertitore del moto ondoso 4. Colonna d&#8217;acqua oscillante 5. Dispositivo sovrastante 6. Convertitore sommerso a differenza di potenziale &#8211; via <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wave_energy_concepts_overview_numbered.png\" target=\"commons\">commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Se confrontiamo alcuni dei dispositivi odierni sviluppati per le <em>wave farm<\/em>, non ci sono molte differenze rispetto al progetto disegnato da Lucio Leoni ne <em>L&#8217;ambiziosa trainsoceanica<\/em>, almeno per quel che riguarda il concetto dell&#8217;invenzione. La pi\u00f9 simile \u00e8 indubbiamente la <em>boa di assorbimento<\/em>.<br \/>\nQuesto dispositivo, allo stesso modo di quello ideato da Archimede, \u00e8 posto a galleggiare sulla superficie dell&#8217;acqua, ancorato al fondo marino da appositi cavi. La boa ha una larghezza inferiore alla lunghezza dell&#8217;onda marina e utilizza i movimenti di innalzamento e abbassamento per generare elettricit\u00e0 in vari modi, come ad esempio ingranaggi o pompe idrauliche. I campi elettromagnetici generati dai cavi e il rumore prodotto dai dispositivi potrebbe, per\u00f2, generare problemi nell&#8217;ecosistema marino: le boe costituiscono un pericolo potenziale per pesci, mammiferi marini e uccelli, che in particolare potrebbero impigliarsi tra i cavi di ormeggio. La stessa energia rimossa dalle onde potrebbe avere una qualche influenza sulla battigia, il che suggerisce la costruzione delle <em>wave farm<\/em> basate sulle <em>boe di assorbimento<\/em> il pi\u00f9 lontano possibile dalla riva.<br \/>\nAltri due dispositivi interessanti sono quello che potremmo chiamare il <em>convertitore del moto ondoso<\/em> e la <em>colonna d&#8217;acqua oscillante<\/em>.<br \/>\nIl primo possiede tipicamente un punto fisso ancorato al fondale e un altro libero di muoversi. L&#8217;energia \u00e8 collezionata dal moto relativo del corpo rispetto al punto fisso.<br \/>\nLa <em>colonna d&#8217;acqua oscillante<\/em>, posizionata a riva o in acque profonde al largo, \u00e8 in pratica una camera all&#8217;interno della quale viene convogliata dell&#8217;aria che attraversa una turbina per creare elettricit\u00e0. Questo \u00e8 il dispositivo che dal punto di vista ecologico desta maggiore preoccupazione: il rumore prodotto dalla turbina potrebbe influire sugli uccelli e gli altri organismi marini, che rischiano anche di restare impigliati all&#8217;interno delle camere d&#8217;aria.<br \/>\nPer ridurre l&#8217;impatto ambientale di tali dispositivi \u00e8 stato ultimamente sviluppato un convertitore sommerso basato sulla differenza di pressione al di sotto di un&#8217;onda, che sfrutta tale differenza per produrre un flusso in grado di azionare delle turbine che producono l&#8217;energia elettrica necessaria.<\/p>\n<p><em>La recensione completa del numero \u00e8 stata pubblicata domenica su <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2019\/01\/topolino-3296-paperinik-salva-tutti.html\">DropSea<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimamente Topolino sta sperimentando un&#8217;alternanza tra numeri di buon livello e altri decisamente mediocri. 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