{"id":1340,"date":"2018-09-30T20:41:19","date_gmt":"2018-09-30T18:41:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1340"},"modified":"2018-09-30T23:23:55","modified_gmt":"2018-09-30T21:23:55","slug":"agli-albori-dellinformatica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/agli-albori-dellinformatica-italiana\/","title":{"rendered":"Agli albori dell&#8217;informatica italiana"},"content":{"rendered":"<p>La storia dell&#8217;informatica, agli albori, era strettamente legata alla matematica e alla logica. L&#8217;idea era quella di sviluppare macchine in grado di perfezionare nel minor tempo possibile calcoli complessi. Sebbene sin dall&#8217;inizio ci\u00f2 era inevitabilmente intrecciato allo sviluppo di un&#8217;<a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/06\/intelligenza-meccanica.html\" target=\"dropsea\">intelligenza meccanica<\/a> (o artificiale, come si usa oggi), era proprio per aumentare le capacit\u00e0 di calcolo da un lato e poter restare al passo con le innovazioni dall\u2019altro che anche in Italia, nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta del XX secolo, che aument\u00f2 l\u2019interesse verso le macchine calcolatrici.<\/p>\n<h2>Le prime macchine calcolatrici italiane<\/h2>\n<p><figure id=\"attachment_1342\" aria-describedby=\"caption-attachment-1342\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/gino_cassinis.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"301\" class=\"size-full wp-image-1342\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/gino_cassinis.jpg 215w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/gino_cassinis-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1342\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Gino Cassinis<\/strong> &#8211; via <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Gino_Cassinis.png\" target=\"wiki\">it.wiki<\/a><\/figcaption><\/figure>Il 31 ottobre del 1955 veniva inaugurata presso il Politecnico di Milano la prima calcolatrice elettronica a disposizione di un dipartimento di ricerca italiano: era la <strong>CRC 102A<\/strong> della ditta californiana <em>Computer Research Corporation<\/em>, arrivata l&#8217;11 ottobre del 1954 e acquistata dall&#8217;allora direttore del Politecnico, il matematico <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gino_Cassinis\" target=\"wiki\"><strong>Gino Cassinis<\/strong><\/a>. Se questo fu il primo atto dell\u2019inizio della <em>computazione<\/em> in Italia, a sancire l\u2019inizio della rivalit\u00e0 tra le sedi di ricerca in questo campo fu la progettazione della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Calcolatrice_Elettronica_Pisana\" target=\"wiki\"><strong>Calcolatrice Elettronica Pisana<\/strong><\/a>, ideata su suggerimento di <strong>Enrico Fermi<\/strong> dopo che i fondi stanziati nel 1953 dalle province di Pisa, Lucca e Livorno per la costruzione di un sincrotrone, 150 milioni di lire, risultarono inutili dalla costruzione di quello di Frascati. A questo punto, seguendo il suggerimento dell&#8217;illustre fisico, parte dei fondi (120 milioni) vennero destinati per la progettazione e la costruzione di una macchina calcolatrice italiana: la notizia della costruzione della CEP, destinata a essere la prima del suo genere costruita dal nostro paese, ebbe una certa opposizione da parte di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mauro_Picone\" target=\"wiki\"><strong>Mauro Picone<\/strong><\/a>, direttore dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo (IAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).<br \/>\nNel frattempo lo stesso Picone si stava impegnando per portare in Italia un&#8217;altra macchina calcolatrice, una delle migliori al mondo, la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/FINAC\" target=\"wiki\"><strong>FINAC<\/strong><\/a>, calcolatore elettronico costruito dalla ditta inglese Ferranti Ltd a partire da un progetto sviluppato all&#8217;Universit\u00e0 di Manchester da un gruppo costituito, tra gli altri, da <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2012\/06\/ritratti-alan-turing.html\" target=\"dropsea\"><strong>Alan Turing<\/strong><\/a>, <strong>Patrick Blackett<\/strong>, <strong>Tom Kilburn<\/strong> e <strong>Frederick C. Williams<\/strong>. Costato 250000 sterline, venne inaugurato il 13 dicembre del 1955 presso i laboratori informatici dell&#8217;IAC alla presenza delle autorit\u00e0 italiane.<br \/>\n<figure id=\"attachment_1344\" aria-describedby=\"caption-attachment-1344\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/mauro_picone.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"344\" class=\"size-full wp-image-1344\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/mauro_picone.jpg 250w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/mauro_picone-218x300.jpg 218w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1344\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Mauro Picone<\/strong> &#8211; via <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Picone.jpg\" target=\"wiki\">it.wiki<\/a><\/figcaption><\/figure>A causa di un disguido, dovuto soprattutto allo scarso interesse mostrato a fine ottobre da parte del <em>Corriere della Sera<\/em>, tale inaugurazione gener\u00f2 alcuni attriti tra Picone e Cassinis, che a mezzo stampa mostr\u00f2 il suo disappunto per il maggiore risalto che era stato assegnato alla FINAC rispetto alla CRC 102A, giunta in Italia un mese e mezzo prima ((Buona parte dei dettagli di questa introduzione sono estratti da <em>La nascita dell\u2019Informatica in Italia: l\u2019esperienza romana<\/em> di <strong>Pietro Nastasi<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.aicanet.it\/documents\/10776\/1254810\/1-1-1-3+IAC+Finac.pdf\/527b39c0-f2dc-41b2-b43b-dce85352dd13\" target=\"pdf\">pdf<\/a>).)).<br \/>\nAl di l\u00e0 delle diatribe interne tra i vari gruppi di ricerca italiani interessati allo sviluppo dei sistemi di calcolo elettronico, la FINAC ebbe un ruolo fondamentale nell&#8217;informatica italiana, grazie allo sviluppo di una vera e propria scuola di ricercatori che iniziarono subito dopo a proporre agli studenti l&#8217;insegnamento dell\u2019informatica presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma. Tra questi protagonisti si ricordano <strong>Giorgio Sacerdoti<\/strong>, che successivamente pass\u00f2 alla Olivetti, <strong>Paolo Ercoli<\/strong> e <strong>Roberto Vacca<\/strong>. In particolare questi ultimi compaiono, insieme con lo stesso Picone, all\u2019interno de <em>I numeri del futuro<\/em>, storia appartenente al ciclo <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/category\/topolino-comics-science\/\" target=\"cappellaio\"><em>Topolino Comics&amp;Science<\/em><\/a> pubblicata sul <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/09\/topolino-3279-di-calcio-matematica-e.html\" target=\"dropsea\">numero 3279 del settimanale<\/a> su testi di <strong>Francesco Artibani<\/strong> e disegni di <strong>Valerio Held<\/strong> e su soggetto di <strong>Roberto Natalini<\/strong>, attuale direttore dell&#8217;IAC, oggi intitolato proprio a Picone.<\/p>\n<h2>L\u2019importanza del calcolo informatico<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/topolino3279-gruppo_picone_finac.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"307\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1346\" \/><\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 noti in cui il calcolo numerico, se portato avanti con tempi pi\u00f9 brevi rispetto al calcolo umano, avrebbe permesso di avere enormi avanzamenti era il <a href=\"https:\/\/sciencebackstage.blogspot.com\/2011\/02\/il-problema-dei-tre-corpi_9.html\" target=\"sciback\"><em>problema dei tre corpi<\/em><\/a>.<br \/>\nDal punto di vista analitico, risolvere le <em>equazioni di Newton<\/em> che descrivono il moto di due corpi celesti gravitazionalmente legati \u00e8 relativamente semplice. Gi\u00e0 aggiungendo al sistema un terzo corpo, come nel caso del sistema Sole-Terra-Luna, arrivare a una soluzione analitica risultava particolarmente complesso, se non impossibile anche per menti eccelse come <strong>Henri Poincar\u00e9<\/strong>. Il punto \u00e8 che equazioni semplici, come quelle della gravit\u00e0 <em>newtoniana<\/em>, se messe a sistema risultavano particolarmente complesse da risolvere, suggerendo cos\u00ec un approccio numerico, che per\u00f2 era evidentemente incompatibile con l&#8217;et\u00e0 media umana.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/topolino3279-mauro_picone.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"314\" class=\"alignright size-full wp-image-1347\" \/>Da qui, allora, nasce l&#8217;importanza di dotarsi di strumenti di calcolo quanto pi\u00f9 veloci possibile e proprio per questo scopo Picone impieg\u00f2 buona parte del suo impegno come direttore dell&#8217;IAC. Il culmine di quest\u2019attivit\u00e0 fu l&#8217;arrivo del FINAC, ed \u00e8 proprio in quel periodo che \u00e8 ambientato <em>I numeri del futuro<\/em>.<br \/>\nIn questo caso Topolino e Pippo devono recarsi nella Roma del passato per recuperare il professor Marlin, che non ha fatto ritorno dal viaggio nel passato per assistere all&#8217;inaugurazione della macchina calcolatrice romana.<br \/>\nArtibani, grazie anche alla corposa documentazione ricevuta da Natalini, riesce a unire gli aspetti matematici, approfondendoli con precisione, con le atmosfere da giallo investigativo all&#8217;inizio e da <em>spy story<\/em> nel seguito del soggetto messo in piedi dalla collaborazione con il matematico. In particolare Roberto ha suggerito, per l&#8217;ambientazione delle indagini di Topolino e Pippo in casa del principale sospettato della sparizione di Marlin, le prime scene di <em>Un maledetto imbroglio<\/em>, film del 1959 di <strong>Pietro Germi<\/strong>. Inoltre, attraverso gli oppositori al FINAC, lo sceneggiatore trova lo spunto per raccontare sia le perplessit\u00e0 sia i vantaggi del calcolo informatico. In questo senso forse sarebbe stato pi\u00f9 utile assegnare a Picone le battute che nel finale vengono messe in bocca a Marlin, anche se tutto ci\u00f2 nulla toglie o aggiunge alla gradevolezza della storia, in grado di divulgare e divertire allo stesso tempo senza essere eccessivamente didascalica.<br \/>\nOttima, inoltre, la scelta di assegnare i disegni a Valerio Held: il tratto <em>scarpiano<\/em> dell\u2019esperto disegnatore risulta particolarmente efficace nel rendere al meglio l\u2019ambientazione dell\u2019avventura temporale.<br \/>\n<strong>Nel complesso<\/strong> un&#8217;altra bella avventura che arricchisce il gi\u00e0 corposo elenco di <em>Topolino Comics&amp;Science<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/topolino3279-presentazione_finac.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"320\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1350\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia dell&#8217;informatica, agli albori, era strettamente legata alla matematica e alla logica. 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