{"id":1272,"date":"2018-09-16T20:21:00","date_gmt":"2018-09-16T18:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1272"},"modified":"2019-11-18T00:32:28","modified_gmt":"2019-11-17T23:32:28","slug":"pippo-e-il-labirinto-di-specchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/pippo-e-il-labirinto-di-specchi\/","title":{"rendered":"Pippo e il labirinto di specchi"},"content":{"rendered":"<p>Una delle storie brevi presenti su <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/09\/topolino-3277-due-cugini-per-lavventura.html\" target=\"dropsea\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Topolino<\/em> #3277<\/a> \u00e8 <em>Quando Pippo&#8230; affronta il labirinto<\/em>, dove il titolare della storia entra insieme all&#8217;amico Topolino nel classico labirinto di specchi presente in qualunque <em>luna park<\/em> che si rispetti.<br \/>\nUn labirinto di specchi, rispetto alla sua versione classica, presenta una ulteriore difficolt\u00e0: la presenza degli specchi che tendono, come nota Pippo, a disorientare il risolutore. Una possibile tattica per ridurre tale effetto \u00e8 suggerita da Topolino: fissare il pavimento. Questo, per\u00f2, non risolve il problema della ricerca del percorso d&#8217;uscita.<br \/>\nMentre un labirinto bidimensionale in cui il risolutore \u00e8 esterno al labirinto stesso \u00e8 tutto sommato semplice da risolvere, un labirinto tridimensionale in cui non possiamo avere una visione esterna del percorso migliore non sono altrettanto banali, a meno di non avere un amico che ci suggerisca la strada come per il <a href=\"http:\/\/areeweb.polito.it\/didattica\/polymath\/htmlS\/probegio\/GAMEMATH\/Labirinti\/9.%20I%20labirinti%20classici.htm\" target=\"math\" rel=\"noopener noreferrer\">labirinto di Villa Pisani<\/a>, al cui centro \u00e8 posta una torre da cui \u00e8 possibile osservare il labirinto stesso nella sua interezza.<br \/>\nSupponiamo di non essere cos\u00ec fortunati e di trovarci, per esempio, nel labirinto di Hampton Court. Una possibile strategia \u00e8 quella suggerita nel 1882 da <strong>Edouard Lucas<\/strong> nelle sue <em>R\u00e9cr\u00e9ations math\u00e9matiques<\/em> e attribuita a tale <strong>Tr\u00e9maux<\/strong>. Vediamo come funziona:<br \/>\nEntriamo nel labirinto. Prima o poi incontreremo un incrocio. Cosa facciamo? Per ogni incrocio nuovo, ovvero un incrocio dove non siamo ancora passati, la scelta della strada da imboccare \u00e8 indifferente. Se alla fine della via imboccata si arriva a un vicolo cieco, allora si torna indietro e si prende un&#8217;altra strada, altrimenti al prossimo incrocio si sceglie una strada qualsiasi. E&#8217; sempre possibile giungere a un incrocio vecchio e scoprire che si sono percorse tutte le strade che portano a quell&#8217;incrocio: a quel punto, scelta una via vecchia, la si percorre, ricordandosi come regola generale quella di non percorrere nessuna strada pi\u00f9 di due volte.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/mauriziocodogno\/2010\/05\/25\/martin-gardner\/\" target=\"maurizio\" title=\"Martin Gardner\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Martin Gardner<\/strong><\/a> semplifica tutto questo suggerendo l&#8217;accortezza di segnare il percorso del labirinto con una linea, ad esempio lungo il lato destro, ricordandosi di non prendere mai una via segnata su entrambi i lati, ovvero percorsa in ambo i sensi. Pu\u00f2 essere anche utile tracciare una mappa del labirinto man mano che lo si percorre: se questa operazione viene eseguita correttamente, si riuscirebbe in linea di principio a trasformare il labirinto da tridimensionale a bidimensionale, ovvero ad avere una visione esterna sul labirinto stesso anche dall&#8217;interno<sup id=\"fnref:nota\">(<a class=\"footnote-ref\" href=\"#fn:nota\" rel=\"footnote\">1<\/a>)<\/sup>.<br \/>\nA questo punto la risoluzione del labirinto pu\u00f2 procedere o attraverso il sistema classico dell&#8217;annerimento dei percorsi (possibilmente quelli inutili) o trasformando il labirinto in una rete. <a href=\"https:\/\/plus.maths.org\/content\/os\/issue14\/features\/budd\/index\" target=\"math\" rel=\"noopener noreferrer\">Seguendo quanto suggerito da <strong>Chris Sangwin<\/strong> e <strong>Chriss Budd<\/strong><\/a>, bisogna segnare sulla nostra mappa alcuni punti importanti che diventeranno i nodi della nostra rete. I primi due sono il punto di partenza e l&#8217;uscita. A questi si aggiungono i vicoli ciechi, ovvero i punti dove la rete si interrompe, e i bivi, ovvero i nodi dove la rete si biforca. In questo modo \u00e8 possibile determinare se esiste almeno un percorso che permette di raggiungere l&#8217;uscita: baster\u00e0 allora seguire quel percorso per risolvere il labirinto in maniera efficace!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/labirinto_come_rete.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"590\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1276\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/labirinto_come_rete.jpg 400w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/09\/labirinto_come_rete-203x300.jpg 203w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p><em>L&#8217;articolo estrae alcune informazioni gi\u00e0 pubblicate in &#8220;<a href=\"http:\/\/sciencebackstage.blogspot.com\/2010\/11\/i-rompicapi-di-alice-labirinti_10.html\" target=\"sciback\" rel=\"noopener noreferrer\">Labirinti<\/a>&#8220;<\/em><\/p>\n<hr\/>\n<ol>\n<li id=\"fn:nota\">Non pensate che ci\u00f2 sia assurdo: \u00e8 pi\u00f9 o meno ci\u00f2 che stiamo facendo con l&#8217;universo!&#160;<a class=\"footnote-backref\" href=\"#fnref:nota\" rev=\"footnote\" title=\"Jump back to footnote 1 in the text\">&#8617;<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle storie brevi presenti su Topolino #3277 \u00e8 Quando Pippo&#8230; affronta il labirinto, dove il titolare della storia entra insieme all&#8217;amico Topolino nel classico labirinto di specchi presente in qualunque luna park che si rispetti. Un labirinto di specchi, rispetto alla sua versione classica, presenta una ulteriore difficolt\u00e0: la presenza degli specchi che tendono, come nota Pippo, a disorientare il risolutore. Una possibile tattica per ridurre tale effetto \u00e8 suggerita da Topolino: fissare il pavimento. Questo, per\u00f2, non risolve il problema della ricerca del percorso d&#8217;uscita. 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