{"id":1144,"date":"2018-08-18T17:24:24","date_gmt":"2018-08-18T15:24:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1144"},"modified":"2018-08-20T10:52:34","modified_gmt":"2018-08-20T08:52:34","slug":"la-fisica-di-ant-man","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/la-fisica-di-ant-man\/","title":{"rendered":"La fisica di Ant-Man"},"content":{"rendered":"<p>Ant-Man, l&#8217;uomo formica ideato da <strong>Stan Lee<\/strong>, <strong>Larry Lieber<\/strong> e <strong>Jack Kirby<\/strong> su <em>Tales to Astonish<\/em> #27 (gennaio 1962), nel 2015 ha esordito al cinema con un <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/158284-ant-man-strabilianti-imprese-delluomo-formica\" target=\"lsb\">film brillante e divertente<\/a> dove il <em>team<\/em> di autori ha cercato di rendere il pi\u00f9 coerente possibile la fisica utilizzata. Come ricorda <strong>Lawrence Krauss<\/strong> ne <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2017\/01\/esploratori-dellignoto.html\" target=\"dropsea\"><em>La fisica di Star Trek<\/em><\/a>, la principale preoccupazione degli autori della mitica serie di fantascienza statunitense era quella non gi\u00e0 di non violare le leggi della fisica, ma di ideare dei metodi che fossero il pi\u00f9 aderenti possibile a quelle stesse leggi e che, quindi, le violazioni stesse sembrassero quanto pi\u00f9 plausibili.<br \/>\nQualcosa del genere accade anche in <em>Ant-Man<\/em>, che per\u00f2 si porta dietro alcuni problemi dall&#8217;originale fumettistico. Con l&#8217;occasione dell&#8217;arrivo nei cinema italiani del suo seguito, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/small-is-better-ant-man-and-the-wasp\/\" target=\"lsb\"><em>Ant-Man and the Wasp<\/em><\/a>, ecco che vi propongo un breve esame della fisica di Ant-Man.<\/p>\n<h2>Miniaturizzazione<\/h2>\n<figure id=\"attachment_1153\" aria-describedby=\"caption-attachment-1153\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin01.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"329\" class=\"size-full wp-image-1153\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin01.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin01-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1153\" class=\"wp-caption-text\">da <em>Tales to Astonish<\/em> #27<\/figcaption><\/figure>\n<p>La strada verso la miniaturizzazione inizia con il rimpicciolire oggetti, in particolare strumenti di lavoro. Uno dei primi a ipotizzarla, se non il primo, fu <strong>Robert Heinlein<\/strong> nel racconto del 1942 <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2015\/02\/waldo-e-la-strada-verso-la.html\" target=\"dropsea\"><em>Waldo<\/em><\/a>. Il protagonista e titolare del racconto \u00e8 un genio che vive in orbita intorno alla Terra a causa di una malattia che gli rende insopportabile la gravit\u00e0 del pianeta.<br \/>\nPer costruire le sue invenzioni e successivamente risolvere un increscioso problema propostogli dalle istituzioni, Waldo costruisce e miniaturizza dei particolari bracci meccanici chiamati waldi:<\/p>\n<blockquote><p>I waldi pi\u00f9 piccoli che aveva usato sino ad allora avevano un&#8217;estensione palmare di un centimetro circa, ed erano forniti di microonde adatte alle loro dimensioni. Erano troppo grandi per i suoi scopi. Voleva manipolare tessuti nervosi viventi, esaminare l&#8217;isolamento e il comportamento in situ<br \/>\nUs\u00f2 quei waldi per crearne altri pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nL&#8217;ultimo stadio furono minuscoli boccioli metallici non pi\u00f9 larghi di trenta millimetri. Le nervature dei gambi, o avambracci, che fungevano da pseudomuscoli erano quasi invisibili a occhio nudo; d&#8217;altronde, Waldo usava sonde ottiche. ((Traduzione di Vittorio Curtoni da Urania #1596))<\/p><\/blockquote>\n<p>Con un percorso di passaparola non verificato che dovrebbe passare per <strong>Albert Hibbs<\/strong>, amico di Feynman e lettore di Heinlein, l&#8217;idea della miniaturizzazione degli strumenti di lavoro giunse proprio a <strong>Richard Feynman<\/strong>, che ne fa uno dei punti centrali della sua famosa conferenza dal titolo <a href=\"http:\/\/www.zyvex.com\/nanotech\/feynman.html\" target=\"feynman\"><em>There&#8217;s plenty of room at the bottom<\/em><\/a> del 1959:<\/p>\n<blockquote><p>Ora arriva la domanda interessante: come possiamo realizzare dei meccanismi cos\u00ec piccoli? Lo lascio a voi. Comunque, permettetemi di suggerire una strana possibilit\u00e0. Come sapete, nelle centrali nucleari ci sono materiali e macchine che non possono essere maneggiate direttamente poich\u00e9 sono diventati radioattivi. Per svitare dadi e avvitare bulloni e cos\u00ec via, hanno una serie di mani principali e servitori ((In originale Feynman utilizza i termini master e slave come aggettivi)), cos\u00ec che operando un insieme di leve qui, si possono controllare le mani l\u00ec, e in questo modo si possono girare e cos\u00ec si possono maneggiare le cose piuttosto\/abbastanza esattamente\/bene.<\/p><\/blockquote>\n<p>E la miniaturizzazione degli esseri biologici? Probabilmente il primo esempio nella letteratura occidentale sono i cambi di dimensione della protagonista in <em>Alice nel Paese delle Meraviglie<\/em> di <strong>Lewis Carroll<\/strong> ((Se consideriamo anche la letteratura asiatica, il romanzo di Carroll viene anticipato dal cinese <em>Il viaggio in Occidente<\/em> pubblicato anonimo nel 1590 e tradizionalmente attribuito a <strong>Wu Cheng&#8217;en<\/strong>)). Esempi pi\u00f9 vicini all&#8217;Ant-Man di Lee, Lieber e King sono i film <em>Dr. Cyclops<\/em> del 1940 e soprattutto <em>The Incredible Shrinking Man<\/em> del 1957 diretto da <strong>Jack Arnold<\/strong> e scritto da <strong>Richard Matheson<\/strong> autore del romanzo da cui il film \u00e8 tratto, <em>The Shrinking Man<\/em> (in Italia <a href=\"https:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2018\/08\/tre-millimetri-al-giorno.html\" target=\"dropsea\"><em>Tre millimetri al giorno<\/em><\/a>).<br \/>\nMentre nel romanzo di Matheson il protagonista non cerca la miniaturizzazione, ma questa \u00e8 un effetto collaterale di un contatto accidentale con una nube radioattiva, in <em>The man in the ant-hill<\/em>, storia d&#8217;esordio del personaggio, Hank Pym sta sperimentando un siero per la miniaturizzazione che prover\u00e0 su se stesso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1154\" aria-describedby=\"caption-attachment-1154\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin02.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"330\" class=\"size-full wp-image-1154\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin02.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_origin02-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1154\" class=\"wp-caption-text\">da <em>Tales to Astonish<\/em> #27<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;idea di un siero in grado di rimpicciolire oggetti ed esseri viventi \u00e8, in s\u00e9, piuttosto ingenua: nello spirito della <em>lectures<\/em> di Feynman, per ottenere tale risultato si dovrebbero ridurre gli spazi stessi tra gli atomi. Ora, se \u00e8 stato possibile dimostrare che si possono sistemare atomi e molecole in modo da creare micro-motori perfettamente funzionanti, o addirittura nano-sculture, la miniaturizzazione di materiale biologico e in particolare di esseri viventi porterebbe a una serie di effetti collaterali abbastanza incresciosi, come una certa difficolt\u00e0 respiratoria, o l&#8217;impossibilit\u00e0 a mettere a fuoco il mondo circostante con solo due occhi, o addirittura un effetto esplosivo causato dalle energie necessarie per ottenere il rimpicciolimento-accrescimento, come ad esempio riassunto in <a href=\"http:\/\/clayyount.com\/hamlets-danish-comic\/2014\/12\/9\/captain-neutron\" target=\"clay\">questa simpaticissima striscia di <strong>Clay Yount<\/strong><\/a> del 2014:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/captain_neutron.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"483\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1147\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/captain_neutron.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/captain_neutron-300x207.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Se per un momento trascuriamo i risvolti biologici del rimpicciolimento (che potrebbero essere ovviati grazie alla tuta e al casco di Ant-Man, che non ha questo scopo n\u00e9 nella versione fumettistica n\u00e9 in quella cinematografica), per impedire gli effetti esplosivi si dovrebbe intervenire sulle dimensioni stesse delle particelle elementari.<br \/>\nCome, per\u00f2, <a href=\"http:\/\/boingboing.net\/2015\/07\/13\/ant-man-the-physics-of-shrink.html\" target=\"boingboing\">ricorda <strong>Jim Kakalios<\/strong><\/a>, autore de <em>La fisica dei supereroi<\/em>, per modificare le particelle elementari stesse bisognerebbe intervenire sulle costanti fisiche e in particolare sulla costante di Planck. Modificare quest&#8217;ultima, infatti, influenzerebbe non solo le distanze caratteristiche delle particelle elementari, ma anche le dimensioni stesse delle stelle e in generale dell&#8217;universo. Quindi, come scritto da <strong>Isaac Asimov<\/strong> in <em>Destinazione cervello<\/em>, seguito di <em>Viaggio allucinante<\/em>, risulterebbe necessaria una modifica locale della costante di Planck.<\/p>\n<h2>I campi quantistici e le particelle di Pym<\/h2>\n<figure id=\"attachment_1155\" aria-describedby=\"caption-attachment-1155\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/pym_particles.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"548\" class=\"size-full wp-image-1155\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/pym_particles.jpg 350w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/pym_particles-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1155\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2014\/01\/la-fisica-e-la-geometria-delle.html\" target=\"dropsea\">La fisica e la geometria delle particelle Pym<\/a> &#8211; via <a href=\"https:\/\/www.bleedingcool.com\/2014\/01\/22\/hank-pym-rewrites-the-physical-rules-of-the-marvel-universe-as-explained-by-the-watcher\/\" target=\"bleeding\">Bleeding Cool<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Proprio la costante di Planck, scoperta nel 1899 da <strong>Max Planck<\/strong>, \u00e8 considerata il punto di partenza della rivoluzione introdotta nella fisica dalla meccanica quantistica, che ha un ruolo fondamentale sia in <em>Ant-Man<\/em> sia nel suo seguito, <em>Ant-Man and the Wasp<\/em>. Infatti Hank Pym a un certo punto mette Scott Lang in guarda dai rischi di un&#8217;estrema miniaturizzazione: Scott, infatti, potrebbe ricadere all&#8217;interno del &#8220;<em>regno quantistico<\/em>&#8221; (<em>quantum realm<\/em>), da cui non ritornerebbe pi\u00f9, come avvenuto decenni prima a Janet van Dyne, la prima Wasp nonch\u00e9 moglie di Hank.<br \/>\nIl regno quantistico, che ritorna anche nel seguito di <em>Ant-Man<\/em>, \u00e8 la versione cinematografica del &#8220;<a href=\"http:\/\/marvel.wikia.com\/wiki\/Microverse\" target=\"wiki\">microverso<\/a>&#8220;. Venne introdotto nel 1943 da <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ray_Cummings\" target=\"wiki\"><strong>Ray Cummings<\/strong><\/a> sulle pagine di <em>Captain America<\/em> ## 25, 26 in <em>Princess of the atom<\/em>, che in effetti \u00e8 la trasposizione fumettistica adattata all&#8217;universo Marvel del suo romanzo breve del 1919 <a href=\"https:\/\/www.gutenberg.org\/ebooks\/21094\" target=\"book\"><em>The girl in the golden atom<\/em><\/a>. L&#8217;idea di Cummings era semplice e affascinante: all&#8217;interno degli atomi esistevano altri mondi, proporzionalmente pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nLa fascinazione della proposta di Cummings proviene evidentemente dal <a href=\"http:\/\/dropseaofulaula.blogspot.com\/2013\/07\/cento-anni-di-teoria-atomica.html\" target=\"dropsea\">modello atomico di <strong>Niels Bohr<\/strong><\/a>, proposto da quest&#8217;ultimo nel 1913: secondo Bohr l&#8217;atomo di idrogeno era un piccolo sistema solare con al centro il protone di carica positiva e l&#8217;elettrone che ruota intorno al nucleo su orbite circolari. I raggi di queste orbite, per\u00f2, erano ben definiti e i valori stabiliti da un&#8217;equazione che utilizzava numeri interi e la costante di Planck.<br \/>\nI successivi risultati sperimentali nello studio del comportamento delle particelle (elettroni e protoni) permisero ai fisici teorici di sviluppare un modello dell&#8217;atomo pi\u00f9 preciso: il mondo quantistico che emerse dopo le cure teoriche di <strong>Werner Heisenberg<\/strong> ed <strong>Erwin Schrodinger<\/strong> era non locale e nebuloso, decisamente non deterministico, molto diverso da quello descritto da Cummings nel 1919 in cui un mondo deterministico esisteva all&#8217;interno di un altro mondo, tutto sommato deterministico, come il nostro. In poche parole la matematica che descriveva il mondo microscopico era di tipo statistico, o, come scopr\u00ec il matematico <strong>George Machie<\/strong>, si basava su una logica non <em>booleana<\/em>.<br \/>\nLa logica classica, o <em>booleana<\/em>, \u00e8 in effetti la logica a due valori che solitamente si studia a scuola (quando c&#8217;\u00e8 il tempo), in cui una proposizione pu\u00f2 assumere solo due valori, vero o falso (1 o 0). La ricerca nel campo della logica matematica, in particolare quella sulla dimostrazione di alcune congetture ritenute fondamentali, spinse i matematici a costruire o scoprire logiche differenti a quella booleana, come ad esempio quella a pi\u00f9 valori, in cui a una proposizione viene assegnato un grado di verit\u00e0 costituito da un numero reale compreso tra 0 e 1. E questa \u00e8 la logica alla base della meccanica quantistica, secondo cui, ad esempio, un elettrone ha una certa probabilit\u00e0 di essere in qualunque punto dello spazio. Ovviamente ad ogni punto viene assegnato un valore differente: alcuni punti hanno un valore piccolissimo, altri pi\u00f9 alto, cos\u00ec se proviamo a disegnare i punti in cui dovrebbe trovarsi un elettrone in un atomo in funzione della loro probabilit\u00e0 dovremmo ottenere un&#8217;immagine di questo genere:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/idrogeno.jpg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"350\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1148\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/idrogeno.jpg 625w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/idrogeno-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;immagine qui sopra, per\u00f2, \u00e8 stata sperimentalmente osservata nel 2013: \u00e8 l&#8217;atomo di idrogeno ed \u00e8 fortemente coerente con l&#8217;immagine non locale e nebulosa emersa dopo l&#8217;equazione di Schrodinger.<br \/>\nPer cui, cosa resta ad Ant-Man di reale se la miniaturizzazione e il microverso sono fisicamente impossibili (o molto improbabili, nel primo caso)?<\/p>\n<h2>Una questione di massa<\/h2>\n<figure id=\"attachment_1151\" aria-describedby=\"caption-attachment-1151\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_formiche.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"330\" class=\"size-full wp-image-1151\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_formiche.jpg 700w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/08\/ant-man_formiche-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1151\" class=\"wp-caption-text\">da <em>Tales to Astonish<\/em> #35<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come l&#8217;Ant-Man dei fumetti, anche quello cinematografico riesce a comunicare con le formiche e gli insetti e, quando il caso lo richiede, chiede loro un passaggio. Questo implica che il buon Ant-Man nel corso delle sue miniaturizzazioni riduce anche la sua massa. Ci\u00f2 influenza in qualche modo anche il suo modo di combattere, e questa \u00e8 la parte pi\u00f9 semplice da rappresentare per gli autori del film.<br \/>\nLe grandezze fisiche da tenere a mente sono due, la quantit\u00e0 di moto, detta anche impulso, definita come il prodotto tra massa e velocit\u00e0, e la forza, che pu\u00f2 essere definita non solo come il prodotto tra la massa e l&#8217;accelerazione, ma anche come la variazione della quantit\u00e0 di moto nel tempo.<br \/>\nOra, tra le leggi di conservazione con cui studiamo il moto, quella sulla conservazione della quantit\u00e0 di moto \u00e8 quella che dobbiamo utilizzare per capire le possibilit\u00e0 di Ant-Man: infatti, mentre Ant-Man si lancia contro un bersaglio con la sua massa normale e si miniaturizza durante il volo, questo vuol dire che la massa diminuisce, ma poich\u00e9 la quantit\u00e0 di moto resta costante allora la velocit\u00e0 dell&#8217;eroe aumenta. Poco prima di colpire il bersaglio, per\u00f2, Ant-Man aumenta la sua massa, quindi la velocit\u00e0 si modifica, in particolare diminuisce. Questo vuol dire che l&#8217;eroe non dovrebbe avere nemmeno la forza di colpire il bersaglio, quindi come riesce ad atterrare il suo avversario di turno? Il segreto sta nel fatto che la forza \u00e8 non solo il prodotto massa-accelerazione, ma \u00e8 definibile anche come la variazione della quantit\u00e0 di moto nel tempo. Ora, nel caso di Ant-Man, a cambiare non \u00e8 solo la velocit\u00e0, ma anche la massa, quindi l&#8217;aumento di massa genera una forza che va nella direzione del moto e non nel senso opposto come quella dovuta alla decelerazione. E pi\u00f9 veloce \u00e8 l&#8217;ingrandimento di Ant-Man (ovvero pi\u00f9 breve il lasso di tempo in cui aumenta le sue dimensioni), maggiore \u00e8 la forza che gli permette di colpire il bersaglio contro cui si getta.<br \/>\nE se invece lascia invariate le sue dimensioni? La forza con cui colpisce il bersaglio dipende dalla velocit\u00e0 acquisita dopo la miniaturizzazione e dalla durata dell&#8217;urto contro il bersaglio. Anche in questo caso minore \u00e8 il tempo, maggiore la forza. I danni che produce, invece, dipendono dalla pressione esercitata dall&#8217;eore. Questa grandezza fisica \u00e8 definita come il rapporto tra la forza applicata e la superficie di applicazione, quindi minori sono le dimensioni di Ant-Man e maggiore \u00e8 la pressione in grado di esercitare sul bersaglio. L&#8217;eroe, per\u00f2, riesce a rompere il bersaglio solo se la pressione che esercita supera quella massima che il bersaglio \u00e8 in grado di sopportare.<br \/>\nQuesto vuol dire che se Ant-Man non aumentasse le sue dimensioni poco prima di colpire un avversario, il rischio di diventare letale quanto una <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/pallottole-e-bracciali\/\" target=\"cappellaio\">pallottola<\/a> sarebbe piuttosto alto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ant-Man, l&#8217;uomo formica ideato da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby su Tales to Astonish #27 (gennaio 1962), nel 2015 ha esordito al cinema con un film brillante e divertente dove il team di autori ha cercato di rendere il pi\u00f9 coerente possibile la fisica utilizzata. Come ricorda Lawrence Krauss ne La fisica di Star Trek, la principale preoccupazione degli autori della mitica serie di fantascienza statunitense era quella non gi\u00e0 di non violare le leggi della fisica, ma di ideare dei metodi che fossero il pi\u00f9 aderenti possibile a quelle stesse leggi e che, quindi, le violazioni stesse<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":1156,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La fisica di Ant-Man - Al caff\u00e9 del Cappellaio Matto","description":"Ant-Man, l'uomo formica ideato da Stan Lee , Larry Lieber e Jack Kirby su Tales to Astonish #27 (gennaio 1962), nel 2015 ha esordito al cinema con un film brill"},"footnotes":""},"categories":[339],"tags":[443,448,194,450,445,444,89,449,90,447,446,297,191],"class_list":["post-1144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-scienza-con-i-supereroi","tag-ant-man","tag-clay-yount","tag-erwin-schrodinger","tag-george-machie","tag-jack-kirby","tag-larry-lieber","tag-niels-bohr","tag-ray-cummings","tag-richard-feynman","tag-richard-matheson","tag-robert-heinlein","tag-stan-lee","tag-werner-heisenberg"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1144\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}