{"id":1111,"date":"2018-06-12T21:10:41","date_gmt":"2018-06-12T19:10:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/?p=1111"},"modified":"2022-05-30T11:59:57","modified_gmt":"2022-05-30T09:59:57","slug":"margherita-hack-il-contributo-delle-donne-alla-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/margherita-hack-il-contributo-delle-donne-alla-scienza\/","title":{"rendered":"Margherita Hack: il contributo delle donne alla scienza"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1112\" aria-describedby=\"caption-attachment-1112\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/06\/margherita_hack-ferdinando_tacconi.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"403\" class=\"size-full wp-image-1112\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/06\/margherita_hack-ferdinando_tacconi.jpg 500w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/alcaffedelcappellaiomatto\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2018\/06\/margherita_hack-ferdinando_tacconi-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1112\" class=\"wp-caption-text\">Margherita Hack in un disegno di <strong>Ferdinando Tacconi<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<blockquote><p>Malgrado le difficolt\u00e0 incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Ce ne furono una ventina nell&#8217;antichit\u00e0, fra cui emerge il nome della matematica Ipazia; solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800. Oggi solo nel campo dell&#8217;astronomia sono pi\u00f9 di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte ded&#8217;80% nelle facolt\u00e0 umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze abiologiche, pi\u00f9 dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facolt\u00e0 come ingegneria e agraria.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nFra le fisiche e le astrofisiche vanno ricordate, naturalmente <strong>Marie Sklodwska Curie<\/strong> (1867-1934), premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona e la figlia <strong>Irene Curie<\/strong> (1897-1956) premio Nobel per la chimica nel 1935; <strong>Lise Meitner<\/strong> (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935; Lise Meitner (1878-1968) che scopre il fenomeno della fissione nucleare ed \u00e8 la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania; <strong>Marie Goeppert Mayer<\/strong> (1906-1972) premio Nobel per la fisica nel 1963 per la sua teoria sui &#8220;numeri magici&#8221; che determinano la stabilit\u00e0 degli atomi; <strong>Wu Chieng-Shiung<\/strong> (1913-1997), professore di fisica alla Columbia University, scopritrice della non conservazione della parit\u00e0 nelle interazioni deboli.<br \/>\nFra le astronome e astrofisiche va ricordata <strong>Caroline Herschel<\/strong> (1750-1848) che insieme al fratello William inizi\u00f2 lo studio fisico del cielo, occupandosi di quello sfondo di stelle fino allora considerato poco pi\u00f9 di uno scenario su cui si muovevano i pianeti. A loro si deve lo studio delle nubi interstellari, la scoperta di regioni apparentemente prive di stelle, che oggi sappiamo essere regioni ricche di polveri che ci nascondono le stelle retrostanti, e lo studio della distribuzione delle stelle sulla volta celeste. <br \/>\n<strong>Maria Mitchell<\/strong> (1818-1889) \u00e8 stata la prima famosa astronoma americana, docente di astronomia al Vassar College e direttrice di quell&#8217;osservatorio, che ha preso il suo nome.<br \/>\nUn terzetto di astronome americane che hanno legato il loro nome a scoperte e ricerche fondamentali per la moderna astrofisica sono <strong>Henrietta Swan Leavitt<\/strong> (1868-1921), <strong>Anne Cannon<\/strong> (1863-1941) e <strong>Antonia Maury<\/strong> (1866-1952). La prima scopr\u00ec la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette &#8220;Cefeidi&#8221; al loro splendore assoluto, facendo di questa classe di stelle uno dei migliori mezzi per la determinazione delle distanze delle galassie. Alla seconda si deve la classificazione degli spettri di pi\u00f9 di 225.000 stelle; il risultato del suo lavoro \u00e8 raccolto nel poderoso catalogo &#8220;Henry Draper&#8221; (dal nome dei finanziatone dell&#8217;opera) che \u00e8 ancora oggi largamente consultato. La terza scopr\u00ec alcune caratteristiche degli spettri stellari, che permettevano di stabilire lo splendore assoluto di una stella, e quindi &#8211; misurato lo splendore apparente &#8211; risalire alla distanza. Essa ha anticipato di almeno due decenni il metodo di determinazione delle distanze dal semplice studio dello spettro.<br \/>\nUna grande astrofisica, iniziatrice dei metodi di studio delle atmosfere stellari e della determinazione della loro composizione chimica \u00e8 stata <strong>Cecilia Payne Gaposchkin<\/strong> (1890-1979). Iniziatrice dello studio dell&#8217;evoluzione chimica della Galassia \u00e8 stata una giovane astrofisica, <strong>Beatrice Tinsley<\/strong>, scomparsa prematuramente una ventina di anni fa. Oggi sono numerosissime le astrofisiche di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca nei pi\u00f9 svariati campi, dalla fisica stellare alla cosmologia, e delle pi\u00f9 svariate nazionalit\u00e0. Si pu\u00f2 stimare che in tutto il mondo rappresentino dal 25 al 30% di tutti gli astronomi e astrofisici.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nIo ho avuto la fortuna di avere una famiglia in cui babbo e mamma erano perfettamente eguali, si dividevano i compiti in piena parit\u00e0, e che non mi hanno mai imposto comportamenti o giocattoli legati a stereotipi sessuali. Anche lo sport che ho praticato per parecchi anni mi ha aiutato a sviluppare quella competitivit\u00e0 che e necessaria per riuscire nell&#8217;atletica come nella scienza, per vincere sportivamente, allenandosi e studiando e avendo la costanza di perseguire lo scopo di battere un record o di ottenere un risultato scientifico, senza scoraggiarsi davanti agli insuccessi, perseverando con costanza.<br \/>\nCredo perci\u00f2 che l&#8217;ambiente familiare in cui ho avuto la fortuna di nascere sia stato estremamente importante per darmi fiducia nelle mie possibilit\u00e0, e per non provare complessi di inferiorit\u00e0 che ho spesso notato in colleghe della mia generazione e anche pi\u00f9 giovani.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nQuasi sempre si attribuisce questa scarsa presenza femminile nei livelli pi\u00f9 alti all&#8217;impegno familiare, alle cure dei marito e dei figli, e si chiede un maggiore impegno dello stato nel fornire asili nido, scuole materne, scuole a tempo pieno. Giustissimo! Per\u00f2 rarissimamente si afferma il diritto delle donne e il dovere degli uomini di dividersi al 50% le cure familiari, dalle pi\u00f9 umili alle pi\u00f9 importanti, anche se la legislazione familiare d\u00e0 alle donne la possibilit\u00e0 di rivendicare questa reale parit\u00e0. Sta alle giovani donne educare i propri compagni e ai giovani uomini di incitare le loro compagne ad affermarsi nella vita.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8211; <a href=\"https:\/\/edu.inaf.it\/margherita-hack\/\" target=\"eduinaf\" rel=\"noopener\"><strong>Margherita Hack<\/strong><\/a> via <a href=\"http:\/\/matematica-old.unibocconi.it\/donne\/hack.htm\" target=\"mat\" rel=\"noopener\">Matepristem<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado le difficolt\u00e0 incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. 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